“Kebab buono, peccato per il personale”, “Servizio rigoroso, quasi militare”: le recensioni ironiche alla nuova sede del partito di Vannacci a Firenze
Pare che lo storico chiosco di lampredotto in piazza Tanucci, da decenni protagonista delle pause pranzo di molti lavoratori del quartiere fiorentino di Rifredi, abbia un nuovo concorrente. Almeno secondo quanto risulta dai commenti degli utenti di Google Maps. La qualità del prodotto offerto da questo nuovo locale di cucina mediorientale non sembra molto alta. La media delle recensioni è appena di 3,2 stelle. Per Daria, “il kebab è strabuono, peccato per il personale”, mentre Carlo sottolinea che il “proprietario è molto antipatico, la carne secca e il pane gommoso”. Ma non mancano anche i commenti positivi: “Ambiente accogliente e un bel clima di interculturalità”; “Servizio rapido e rigoroso, quasi militare”; “Gay-friendly, inclusivo, multiculturale”; “Kebab molto buono, si sente l’esperienza passata, quasi nostalgica”. Ma recandosi di persona all’indirizzo della nuova attività, curiosi di capire dove stia la verità, non ci si troverà davanti ad alcun venditore di kebab. All’incrocio tra via Circondaria e via Corridoni, affacciata sulla piazza, c’è la nuova sede cittadina di Futuro Nazionale, del generale Roberto Vannacci.
Si tratta dell’ultima trovata dei residenti per contestare l’apertura della sezione fiorentina del movimento fondato dall’ex vicesegretario della Lega. Uno sfottò che trasforma la sede dei vannacciani, inaugurata tra le proteste lo scorso 28 marzo, in una kebabberia. Oltre alle decine di recensioni, alcune ironiche e altre più offensive, navigando su Google si possono trovare anche alcune immagini realizzate con l’AI. In una di queste l’ex generale è alle prese con la preparazione dei panini, con tanto di cappello e grembiule rosso, con la scritta “Kebab King”. In un’altra, tiene in mano una piadina farcita. E sotto ancora commenti: “Kebab da rivedere. Se non migliorano non hanno futuro”; “Il kebab non mi è piaciuto, ma i piatti di cucina abissina sono deliziosi!”; “Non ho capito perché volevano assolutamente farmelo condire con quell’olio di ricino!”.
Dietro la raffica di recensioni parodistiche, però, c’è una seria contestazione che va avanti da settimane. Il giorno dell’inaugurazione, in piazza Tanucci si erano ritrovati residenti, associazioni ed esponenti della sinistra cittadina, per protestare contro l’apertura della sede e la presenza in città di Roberto Vannacci. Un presidio pacifico, con cori e striscioni, ma non autorizzato dalla questura. Nei giorni successivi sono arrivate le conseguenze sul piano amministrativo: quattro persone sono state individuate come organizzatrici e sanzionate in base alle nuove disposizioni in materia di sicurezza, con multe comprese tra i mille e i 10mila euro ciascuna. Una cifra che ha spinto residenti e comitati a organizzare raccolte collettive per coprire i costi, denunciando una misura ritenuta sproporzionata. Critico anche l’assessore dem alla sicurezza Andrea Giorgio, che parla di “ennesima azione di propaganda del governo”, accusato di reprimere il dissenso senza incidere sul piano della sicurezza urbana.
Nel frattempo, Futuro Nazionale ha avviato le prime iniziative sul territorio. Tra queste, le cosiddette “passeggiate identitarie civiche”: appuntamenti nei quartieri durante i quali i vannacciani attraversano le strade, incontrano i residenti e raccolgono segnalazioni su sicurezza e degrado. Attività che hanno suscitato polemiche politiche. La sindaca Sara Funaro, in concerto con altre voci critiche, ha dichiarato che Firenze non ha bisogno di quelle che definisce come vere e proprie “ronde”, organizzate “chiaramente con un fine provocatorio”. I seguaci fiorentini dell’ex generale non hanno però intenzione di fermarsi, galvanizzati dal fatto che Vannacci abbia scelto proprio la loro città per aprire la prima sede provinciale di Futuro Nazionale, ma anche indispettiti dalle continue contestazioni che hanno preso di mira il loro avamposto. Prima due scritte sulla saracinesca della sede, apparse dopo l’inaugurazione e prontamente cancellate: “Remigra nelle fogne” e “Vannacci ti puzzano i piedacci”. E ora la campagna di recensioni a quello che sarebbe stato senz’altro il più improbabile degli esercizi commerciali mai messi in piedi da un generale dell’esercito italiano.