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Decreto Sicurezza e migranti, Meloni ride perché ha trovato qualcuno a cui dare la colpa

Scritto male e incostituzionale ma soprattutto inefficace. Questi provvedimenti servono a fare “ammuìna” e a scaricare le responsabilità su qualcun altro
Decreto Sicurezza e migranti, Meloni ride perché ha trovato qualcuno a cui dare la colpa
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di Leonardo Botta

Il governo e la premier che dovevano fare la storia finora hanno perlopiù fatto propaganda e slogan. L’ultimo, in ordine temporale, è l’ennesimo decreto sicurezza, con la “perla” del contributo agli avvocati che inducano gli immigrati irregolari a rimpatriarsi.

Intendiamoci: non c’è nulla di strano se un governo prova a espellere i migranti clandestini. Secondo me, l’accoglienza indiscriminata non funziona: occorrono flussi migratori regolari e regolamentati e Meloni (dopo essersene lamentata quand’era all’opposizione!) li sta doverosamente varando. Il punto è un altro: è la norma che incentiva gli avvocati, con la somma di 615 euro, se assistono gli immigrati nelle procedure di rimpatrio volontario. Il problema, secondo me, non è quello che lamentano le opposizioni, che parlano, temo a sproposito, di “far west”, “cacciatori di taglie” e balle simili. Il problema è che il decreto, da quello che capisco, è inefficace: scritto male e incostituzionale (al punto che Mattarella ha convocato il sottosegretario Mantovano al Colle), è inefficace perché vengono stanziati circa 250mila euro per il 2026 che, se tutto andasse per il verso giusto, servirebbero a finanziare il rimpatrio di “ben” 400 stranieri quest’anno (il doppio l’anno prossimo): mecojoni! È scritto male e incostituzionale perché, sempre stando a quanto capisco, porrebbe gli avvocati in conflitto con l’art. 24 della Costituzione che garantisce a ognuno, italiano o straniero, il diritto a tutelare i propri interessi in giudizio.

Siamo di fronte a una maggioranza di incompetenti e scappati di casa? Non credo, o comunque non solo: penso, maliziosamente, che Meloni e i suoi stiano affrontando il problema del fallimento delle loro politiche migratorie: oltre 300mila persone arrivate in Italia da quando questo governo si è insediato; meno rimpatri dei governi precedenti (quelli pre-Covid, gli unici con i quali ha senso proporre confronti); i centri in Albania che finora hanno ospitato “la bellezza” di cinquecento stranieri in tutto (per poi rispedirli in Italia) mentre la premier ne aveva annunciati tremila al mese, trentaseimila all’anno; i “blocchi navali” che ormai sono diventati come il Cacao Meravigliao negli anni Ottanta: tutti ne parlano, ma non esistono.

Di fronte a questa debacle su tutti i fronti, governo e maggioranza stanno correndo ai ripari; non con misure risolutive, ma semplicemente con provvedimenti inutili ma che servono a fare “ammuìna” e a scaricare le responsabilità su qualcun altro: i magistrati, la sinistra, il presidente della Repubblica, l’Europa, la sfortuna, il destino cinico e baro. Insomma, pensando a Meloni, mi viene sempre di più in mente quel tizio che, quando le cose andavano male, rideva perché aveva trovato qualcuno a cui dare la colpa!

È così che si rivincono le elezioni, signore e signori: tanto un bel po’ di fessi che ingoiano tutte le palle che gli spari addosso li trovi sempre.

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