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Libano-Israele: Trump annuncia l’estensione del cessate il fuoco per tre settimane. Cnn: “Usa pronti ad attacchi su Hormuz se salta la tregua”

Nella notte chiuso il secondo round di colloqui fra gli ambasciatori dei due paesi a Washington, con Trump che ha partecipato ad una parte dell’incontro. Intanto fonti dei media rivelano che le forze armate americane stanno mettendo a punto piani di emergenza contro le forze iraniane
Libano-Israele: Trump annuncia l’estensione del cessate il fuoco per tre settimane. Cnn: “Usa pronti ad attacchi su Hormuz se salta la tregua”
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In Evidenza

“Cessate il fuoco Israele-Libano esteso di tre settimane”

Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di tre settimane. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, intervento nell’incontro alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, nel loro secondo ciclo di negoziati di una possibile pace

  • 09:07

    Kallas: “Preoccupa che negoziati non affrontino programma missilistico”

    “Ciò che ci preoccupa è che i negoziati in corso” in Medio Oriente “stiano affrontando la questione nucleare, ma occorre affrontare anche il programma missilistico”. Lo ha detto l’alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, all’arrivo al Consiglio europeo informale a Cipro. “Se i colloqui si concentreranno solo sul nucleare, senza esperti del settore presenti al tavolo, finiremo per raggiungere un accordo più debole”, ha evidenziato, indicando inoltre che l’Ue è pronta ad “aiutare nei negoziati”.

  • 09:03

    Sanchez: “La guerra illegale in Iran dimostra il fallimento della forza bruta”

    “La situazione in Medio Oriente, la crisi causata da questa guerra illegale, dimostra il fallimento della forza bruta e l’imperativo di rispettare e rafforzare il diritto internazionale e l’ordine multilaterale”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez al suo arrivo al vertice informale Ue di Cipro. “La legge del più forte indebolisce il mondo ed è purtroppo ciò a cui stiamo assistendo in Medio Oriente, con una situazione in cui l’obiettivo preciso della guerra non è chiaro”, ha sottolineato Sanchez, aggiungendo che “non sembra esserci sufficiente fiducia tra le parti per raggiungere un accordo a breve termine”.
    Tutto questo, ha osservato, “porta alla sofferenza, alla perdita di migliaia di vite umane a causa delle guerre, a centinaia di migliaia di sfollati, ad esempio in Libano, all’indebolimento dell’ordine internazionale e, infine, alle conseguenze economiche che famiglie, imprese, industrie e le economie europee stanno già pagando”.

  • 09:02

    Metsola: “Crisi non iniziata dall’Europa, cittadini non paghino”

    Sulla crisi energetica, “abbiamo bisogno che gli Stati membri mostrino quali sono le singole situazioni che stanno affrontando con i nostri cittadini. Hanno bisogno di sicurezza. Devono assicurarsi di non dover pagare il conto. Dobbiamo assicurarci che capiscano che questa è una crisi che l’Europa non ha iniziato, ma che sta affrontando, e quindi il messaggio di cui hanno bisogno è di sicurezza, stabilità, calma e fiducia nel fatto che proteggeremo i nostri cittadini”. Lo dice la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, al suo arrivo al Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro

  • 08:52

    Media: “Piani Usa a difesa di Taiwan complicati dalla guerra in Iran”

    Gli Usa hanno usato una tale quantità di munizioni in Iran che alcuni funzionari dell’amministrazione Trump ritengono, in misura crescente, che l’America non sarebbe in grado di attuare pienamente i piani di emergenza per difendere Taiwan da un’invasione cinese, qualora dovesse verificarsi nel breve termine. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti ufficiali americane.
    Gli Usa hanno lanciato oltre 1.000 missili a lungo raggio Tomahawk dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio, oltre a 1.500-2.000 missili critici per la difesa aerea (come intercettori Thaad, Patriot e Standard Missile), secondo i funzionari.

    Il reintegro totale delle scorte potrebbe richiedere fino a sei anni, innescando poi dibattiti all’interno dell’amministrazione sulla necessità di adeguare anche i piani operativi in previsione di un eventuale ordine presidenziale che incarichi le forze armate di difendere Taiwan.
    Il Pentagono elabora i piani per molteplici scenari, a prescindere dal mutare delle maree geopolitiche e dei venti politici a Washington. I funzionari hanno inoltre affermato che non vi è alcun segnale di un conflitto con Pechino all’orizzonte.
    Il leader cinese Xi Jinping si sta preparando a tenere un vertice di alto profilo con Trump il prossimo mese a Pechino, mentre le forze armate del Dragone sono ancora scosse da una massiccia epurazione di generali ai vertici militari.

  • 08:34

    Hezbollah: “Lanciati razzi con il nord di Israele”

    Poco prima dell’annuncio dell’estensione della tregua, Hezbollah ha annunciato di aver lanciato razzi contro il nord di Israele in risposta alle “violazioni” del cessate il fuoco da parte dell’esercito israeliano, mentre era previsto un secondo incontro tra gli ambasciatori libanese e israeliano negli Stati Uniti a Washington.
    “Per difendere il Libano e il suo popolo, e in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano e ai suoi attacchi alla città di Yater, nel sud del Libano”, Hezbollah “ha preso di mira l’insediamento di Shtula con una salva di razzi”, ha affermato il gruppo filo-iraniano in una dichiarazione.
    L’esercito israeliano ha affermato di aver identificato e intercettato “diversi razzi lanciati dal Libano che sono entrati in territorio israeliano”.

  • 08:32

    Gli Usa offrono 10 milioni di dollari per informazioni sul leader di una milizia sciita

    Gli Stati Uniti offrono fino a 10 milioni di dollari per informazioni sul leader di una milizia sciita irachena appoggiata da Teheran. Il programma “Ricompense per la giustizia” del Dipartimento di Stato americano ha accusato Hashim Finyan Rahim al-Saraji di essere il leader di Katàib Sayyid al-Shuhada (Kss), definendola un gruppo terroristico. L’annuncio è pubblicato sul profilo X dekllo stesso programma (‘Rewards for Justicè) e si legge:, “I membri del Kss hanno ucciso civili iracheni e attaccato sedi diplomatiche statunitensi in Iraq, nonché basi e personale militare statunitense in Iraq e Siria”

  • 08:19

    Cnn: “Usa pronti a colpire Hormuz se salta la tregua”

    Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d’attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. “Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo”, ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.

  • 08:18

    Trump: “Incontrerò i leader di Israele e Libano nelle prossime due settimane”

    Il presidente americano Donald Trump ha affermato di attendersi che i leader di Israele e Libano lo incontrino nel corso delle prossime due settimane, esprimendo fiducia sulla possibilità di definire un accordo di pace permanente entro l’anno. Il cessate il fuoco è stato esteso di tre settimane.
    “Credo vi siano ottime probabilità. Penso che dovrebbe trattarsi di un obiettivo facile da centrare”, ha detto Trump, nelle battute iniziali dell’incontro ospitato alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, impegnati in un secondo ciclo negoziale per un possibile accordo di pace.

  • 08:15

    Chiuso il secondo round di colloqui Israele-Libano: anche Trump all’incontro

    Tre settimane d’estensione del cessate il fuoco per cercare di arrivare a un accordo di pace definitivo tra Israele e Libano: è questo l’esito del secondo round di colloqui fra gli ambasciatori dei due paesi a Washington, ospitati alla Casa Bianca, con Donald Trump che ha partecipato ad una parte dell’incontro. L’iniziale tregua di dieci giorni, entrata in vigore venerdì 17 aprile, sarebbe dovuta scadere il prossimo lunedì. ”Abbiamo avuto un ottimo incontro con i massimi funzionari del Libano e di Israele, e credo che il presidente del Libano e il primo ministro di Israele, nel corso delle prossime due settimane, verranno qui – ha affermato il presidente americano – Hanno concordato ulteriori tre settimane di, immagino, assenza di spari, un cessate il fuoco, niente più spari. Vedremo. Speriamo che ciò accada. Non avverrà direttamente tra loro, ma dobbiamo ancora tenere conto di Hezbollah”.
    Secondo il segretario di Stato Marco Rubio, che il 16 aprile aveva ospitato al dipartimento di Stato il primo round di colloqui, il coinvolgimento di Trump ha permesso di estendere la tregua per altri ventuno giorni. “Il presidente ha voluto essere coinvolto personalmente, e sono lieto che lo sia stato, perché ciò ha reso possibile ottenere questa proroga e dà a tutti il tempo di continuare a lavorare per quella che sarà una pace duratura tra due Paesi che desiderano vivere in pace”, ha dichiarato Rubio nello Studio Ovale. Trump, al momento dell’annuncio, che aveva anche anticipato poco prima su Truth Social, era affiancato da Rubio, dal vicepresidente JD Vance, dall’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, dal’ambasciatore americano in Libano Michel Issa, dall’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter e dall’ambasciatrice libanese negli Stati Uniti Nada Hamadeh Moawad, questi ultimi i due diplomatici che si erano riuniti la settimana scorsa al Dipartimento di Stato.

    “Sono alleati su determinate questioni, e nemici su altrettante – ha continuato il leader della Casa Bianca – E la cosa riguarda, si potrebbe dire, un paio di Paesi; ma certamente, se si guarda a Hezbollah, è proprio su quel fronte che tutti sembrano essere uniti: contro di loro”. Guardando anche all’Iran, il repubblicano ha ribadito che gli Stati Uniti continuano a esigere che Teheran cessi il sostegno ai gruppi per procura in Medio Oriente, incluso Hezbollah in Libano, come parte di qualsiasi accordo con Washington volto a porre fine alla guerra fra i due Paesi.

    “Sì, dovranno interromperlo”, ha affermato Trump in risposta alla domanda di un giornalista riguardo agli aiuti al gruppo, ” è un requisito imprescindibile”. Una pace duratura, allo stesso tempo, dipenderebbe dalla capacità del governo libanese di tenere a freno Hezbollah, sostenuto dal regime degli ayatollah. Un limite che, finora, non è quasi mai riuscito a imporre. Una sospensione dei combattimenti in Libano, inoltre, è considerata cruciale per favorire qualsiasi accordo di pace tra Iran, Stati Uniti e Israele. Prima che il cessate il fuoco venisse negoziato la scorsa settimana, quasi 2.300 persone erano rimaste uccise in Libano e 13 in Israele. Da allora, il numero degli attacchi aerei israeliani e degli attacchi di Hezbollah si è ridotto drasticamente.