“La vita di ogni comunità esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno dell’illegalità. Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verità”. Nuovo appello di Papa Francesco contro la corruzione. Incontrando il mondo del lavoro nella piazza antistante la cattedrale di Prato, nella prima tappa del suo viaggio in Toscana, Bergoglio ha affermato che “non si può fondare nulla di buono sulle trame della menzogna e sulla mancanza di trasparenza. Ricercare e scegliere sempre la verità non è facile; è però una decisione vitale, che deve segnare profondamente l’esistenza di ciascuno e anche della società, perché sia più giusta e onesta. La sacralità di ogni essere umano richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno”. E a braccio Francesco ha ricordato “i 5 uomini e le 2 donne di cittadinanza cinese morti due anni fa a causa di un incendio nella zona industriale di Prato: dormivano e vivevano nello stesso capannone dove lavoravano. È una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni umane di vita e questo non è lavoro degno”. 

Le parole del Papa arrivano a pochi giorni dall’Angelus in cui, parlando per la prima volta direttamente della vicenda Vatileaks 2, Bergoglio ha puntato il dito contro la pubblicazione dei “documenti rubati” della Santa Sede. Quella in Toscana è, infatti, la prima visita pastorale di Bergoglio dopo l’arresto dei presunti “corvi”, monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, ancora agli arresti in Vaticano, e Francesca Chaouqui. Non a caso a Prato il Papa ha sottolineato che “san Paolo invita i cristiani a indossare un’armatura particolare, quella di Dio. Dice infatti di rivestirsi delle virtù necessarie per affrontare i nostri nemici reali, che non sono mai gli altri, ma ‘gli spiriti del male’. Al primo posto in quest’armatura ideale compare la verità: ‘Attorno ai fianchi la verità’, scrive l’apostolo. Dobbiamo – ha puntualizzato Francesco – cingerci di verità”.

L’invito di Bergoglio, “in tempi segnati da incertezze e paure”, è a sostenere le iniziative in favore dei più deboli e delle famiglie, “che vi impegnate anche ad ‘adottare’. Mentre vi adoperate – ha aggiunto il Papa – nella ricerca delle migliori possibilità concrete di inclusione, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà. Non rassegnatevi davanti a quelle che sembrano difficili situazioni di convivenza; siate sempre animati dal desiderio di stabilire dei veri e propri ‘patti di prossimità’”. E ai giovani un incoraggiamento particolare “a non cedere mai al pessimismo e alla rassegnazione”.

Conclusa la brevissima tappa a Prato, il Papa è atteso a Firenze per intervenire al quinto convegno nazionale della Chiesa italiana nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Subito dopo l’incontro con gli ammalati nella Basilica della Santissima Annunziata e i pranzo con i poveri, con piatti, posate e bicchieri di plastica, nella mensa di san Francesco Poverino. Infine, la messa nello Stadio comunale “Artemio Franchi” con in prima fila la moglie del premier Matteo Renzi, Agnese, con i figli.

Twitter: @FrancescoGrana