Due corvi per il pontificato di Francesco. Tre anni dopo l’arresto dell’ex maggiordomo infedele di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, tocca a monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e a Francesca Chaouqui finire alla sbarra in Vaticano con l’accusa di aver sottratto e divulgato documenti riservati del Papa. Entrambi sono stati rispettivamente segretario e membro della Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede istituita da Bergoglio nel luglio 2013 e successivamente sciolta dopo il compimento del suo mandato.

Vallejo Balda, vicino all’Opus Dei, è nato il 12 giugno 1961 ed è stato ordinato sacerdote il 1° agosto 1987. Dopo gli studi in filosofia, teologia e giurisprudenza, è stato per diversi anni parroco in Spagna prima di arrivare a Roma per iniziare a lavorare in Vaticano dove ricopre il ruolo di segretario della Prefettura degli affari economici della Santa Sede. Subito dopo l’elezione al pontificato, Bergoglio lo ha nominato segretario della Commissione referente sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede creata ad hoc dal Papa per “proseguire nell’opera di introduzione di riforme nelle sue istituzioni della Santa Sede, finalizzata a una semplificazione e razionalizzazione degli organismi esistenti e a una più attenta programmazione delle attività economiche di tutte le amministrazioni vaticane”.

Vallejo Balda era l’unico ecclesiastico a far parte di questo organismo che è stato poi sciolto quando Francesco ha istituito la Segreteria per l’economia, un vero e proprio ministero delle finanze vaticano, nominando come prefetto il cardinale australiano George Pell, che fa anche parte dei 9 porporati che aiutano Bergoglio nel governo della Chiesa universale e nelle riforme curiali. Il presule spagnolo era convinto che sarebbe stato scelto dal Papa come segretario di questo nuovo dicastero della Curia romana, tanto da annunciarlo ai media senza aspettare la nomina di Bergoglio. Nomina che, invece, non è mai arrivata, secondo Vallejo Balda, per “incompatibilità di funzioni”. Al suo posto Francesco ha preferito monsignor Alfred Xuereb, maltese, già segretario particolare di Benedetto XVI, insieme a Georg Gänswein, e poi proprio di Bergoglio durante i primi mesi del suo pontificato.

Francesca Chaouqui, trentenne calabrese, sposata, era l’unica italiana a far parte della Commissione referente sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede. Un passato che l’aveva vista impegnata nelle pubbliche relazioni prima di Pavia e Ansaldo, poi nella sede romana dello studio internazionale Orrick, per approdare, infine, a Ernst & Young. È monsignor Vallejo Balda, come ha raccontato lei stessa, a telefonarle, dopo l’elezione di Bergoglio, per chiederle il curriculum: “Potresti essere candidata al comitato referente sui dicasteri economici della Santa Sede“.

Già al momento della nomina papale la scelta della Chaouqui solleva un grande polverone in Vaticano. A esprimere forti perplessità sull’opportunità di questa scelta di Bergoglio sono prima il vaticanista de L’Espresso, Sandro Magister, e poi il vaticanista di Mediaset, Fabio Marchese Ragona, che su Il Giornale pubblica numerosi tweet apparsi sul profilo della Chaouqui nei quali affermava che Tarcisio Bertone è corrotto, Giulio Tremonti un omosessuale a cui per questo motivo è stato chiuso il conto allo IorBenedetto XVI un malato di leucemia. La stessa neo commissaria di Francesco alla vigilia della pubblicazione della sua nomina papale aveva diffuso i documenti riservati ricevuti per email da monsignor Vallejo Balda. In Vaticano c’è chi inizia a parlare di una nomina sbagliata da parte del Papa, ma la Chaouqui si difende smentendo tutto e sostenendo che i tweet più compromettenti sono falsi e frutto di fotomontaggi creati ad arte da persone che la vogliono discreditare agli occhi del Papa. Tutto questo fino all’arresto della Gendarmeria vaticana.

Twitter: @FrancescoGrana