Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dovrà fare pressione sul Parlamento e sul governo perché reati come le stragi colpose non cadano più in prescrizione. Partendo dal processo sul disastro ferroviario di Viareggio. A chiederlo è il consiglio regionale della Toscana, che ha approvato all’unanimità la mozione del Movimento 5 Stelle, che impegna la giunta a farsi portavoce di questa battaglia.

Di stragi colpose la Toscana ne ha subite. Oltre a Viareggio, 32 morti per un treno con cisterne di gpl deragliato nella notte tra il 29 e il 30 giugno giugno 2009, anche il rogo del Moby Prince del 1991, nel quale morirono 140 persone, causato dalla collisione con una petroliera nella rada del porto di Livorno. Come ripete da allora Loris Rispoli, portavoce dei familiari delle vittime del disastro marittimo, “il dolore non va in prescrizione”. E’ per questo che, a settembre, era insieme ai viareggini sotto Montecitorio: dal processo sulla strage della Versilia spariranno presto capi d’imputazione come incendio colposo e lesioni gravi e gravissime, mentre le contravvenzioni alle norme per la sicurezza sul lavoro sono cadute prima di arrivare alla sentenza di primo grado.

Il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle fa sapere: “Livorno, Viareggio, così come la vicenda eternit, furono omicidi colposi secondo i pm. Non c’è mai il dolo in questi eventi, non vale il principio di strage, di conseguenza dopo un certo numero di anni il reato va in prescrizione. La Toscana adesso vuole che cambino i termini di prescrizione. Sono tante le proposte in ballo. Il nostro portavoce alla Camera Alfonso Bonafede, ad esempio, propone il modello europeo: col rinvio in giudizio il conto alla rovescia della prescrizione si fermerebbe”.

Tra i consiglieri toscani che hanno votato, anche Stefano Baccelli (Pd), presidente della Provincia di Lucca dal 2006 fino al settembre 2015, spesso accanto ai viareggini alle udienze nel Polo Fieristico di Lucca. A ilfattoquotidiano.it dice: “Questa mozione l’abbiamo condivisa con molta convinzione, io personalmente ho seguito la vicenda della strage di Viareggio fin dalla notte del 29 giugno 2009 e, come presidente della Provincia, ho sempre rifiutato indennizzi pur di costituirmi parte civile nel processo, così come ha fatto la Regione Toscana. E’ una richiesta forte, quella dei familiari delle vittime, che facciamo nostra”. Baccelli, una laurea in giurisprudenza, sa bene che una riforma della prescrizione riguarderebbe solo i reati commessi dopo la sua eventuale approvazione. Ma secondo lui esiste uno spiraglio per il processo per Viareggio. “Certo non è semplice, non sono un giurista esperto, ma secondo me c’è il modo perché la riforma coinvolga anche questo processo in corso”.

Già Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, aveva confermato a ilfatto.it che esistono dei margini contro la prescrizione nel processo Viareggio. E un mese fa, l’incontro di Daniela Rombi e Marco Piagentini, portavoce dei familiari, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, potrebbe aver dato un impulso in questo senso. Adesso la palla è nelle mani di Enrico Rossi.