Un “nuovo centro” che riunisca tutti i partitini che stanno sostenendo il governo Renzi. Altro che andarsene, dice Fabrizio Cicchitto, è il momento di unirsi e rafforzare la propria “posizione contrattuale”. Mentre Gaetano Quagliariello si dimette da coordinatore e è tentato dal lasciare partito e maggioranza, c’è chi nel Nuovo Centrodestra non solo rilancia l’azione comune con Matteo Renzi, ma spinge per aggregare i gruppuscoli che appoggiano l’esecutivo: oltre a Ncd e all’Udc, anche quel che resta di Scelta Civica che non vuole essere definitivamente risucchiato dal Pd e i nuovi arrivati di Ala, cioè i verdiniani. “In tempi ragionevoli ma rapidi vanno superate tutte le sigle esistenti e va posto in essere un processo di rifondazione politico e culturale tale da unificare un campo che finora qualcuno, compresi alcuni renziani, ha trattato come ‘un volgo disperso che nome non ha'”.

Cicchitto, una volta socialista lombardiano, poi ex capogruppo del Pdl e ora presidente della commissione Esteri della Camera, intervistato dall’Huffington Post spiega che la nuova area politica che deve rimanere a spingere il governo “deve allargarsi a tutte le forze politiche parlamentari che finora frantumate e divise hanno sostenuto Renzi certamente in condizioni di subalternità. Visto che Renzi è una cosa e il Pd è un’altra non credo che esistano le condizioni che queste forze entrino nel Pd, ma invece devono aggregarsi autonomamente”. Insomma, la decisione di Quagliariello è sbagliata: “Chiedere all’Ncd di uscire dal governo con questa legge di Stabilità che va al di là delle tradizionali divisioni centrodestra-centrosinistra, ma è tutta funzionale alla crescita e che per questo è contestata dalla sinistra del Pd significa proporre al partito una linea suicida, nel migliore dei casi motivata solo da ragioni ideologiche per nulla condivisibili”.

D’altra parte, secondo Cicchitto, Renzi è riuscito dove hanno fallito Craxi e Berlusconi: eliminare i comunisti. “Renzi per salvare il Pd dallo stallo e il sistema istituzionale da una contestazione radicale è riuscito in quello che non riuscì né alla destra né a Bettino Craxi e neanche a Berlusconi: ha ucciso i comunisti”. E anche sulle questioni politiche Renzi ricorda Berlusconi, come per esempio sulla legge di Stabilità: “Beh, non voglio dire che è fatta con lo stampino del Berlusconi del ’94, ma insomma… Credo dunque che l’ira di Berlusconi sia solo apparentemente contro Renzi, ma in effetti è contro se stesso”. E sulle unioni civili, per Cicchitto la soluzione è “duplice: nel dibattito in Aula va sviluppato quel lavoro di confronto con l’elaborazione di emendamenti che non è stato fatto in commissione e poi si affermi il voto segreto e la libertà di coscienza, conoscendo la trasversalità delle posizioni sul merito”.

L’intervista di Cicchitto viene vista con inquietudine dalla sinistra Pd. Danilo Leva, per esempio, che il presidente del Consiglio “prenda le distanze dall’intervista”. “Gli obiettivi e il percorso politico che vi sono disegnati – dice Leva – sono incompatibili con il Pd, partito di centrosinistra”. Dall’altra parte invece i concetti espressi da Cicchitto sono sostenuti da altri esponenti del partito, anche se con toni diversi, come il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin e il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi. “Una emorragia in Ncd? Non serve un vaccino perchè non c’è il virus, il problema non c’è” dice la Lorenzin a Next, programma di Rai2. Alla domanda se in caso di ballottaggio l’Ncd andrebbe con Renzi o Berlusconi ha risposto: “La sfida sarebbe tra Renzi e Salvini, e in quel caso non c’è dubbio“. Lupi garantisce invece che l’Ncd non morirà: “In questi due anni lo hanno dato per morto, sepolto… Sta di fatto che l’atto di coraggio e di responsabilità che abbiamo fatto due anni fa per cambiare l’Italia ci sta dando ragione” e “Ncd è sano, vivo e vegeto e non a caso ci attaccano sempre perché siamo determinanti a cambiare il Paese”.

Tutte dinamiche criticate da Forza Italia, naturalmente. “La metamorfosi di alcuni esponenti di Ncd è qualcosa di sorprendente – dichiara la deputata berlusconiana Elvira Savino – Sono partiti che erano berlusconiani, sono diventati poi ‘diversamente’ berlusconiani ed ora si sentono ugualmente renziani agli altri del Pd. Di solito mutazioni genetiche di questa natura impiegano secoli a realizzarsi, Ncd ci ha messo un paio di anni. Evidentemente sono portati per le trasformazioni e soprattutto per il trasformismo”.