Il Pd è pronto a far passare il disegno di legge sulle unioni civili, al Senato, senza i voti del Nuovo Centrodestra, principale alleato di governo. Se da una parte già in commissione il testo era stato definito solo grazie ai voti del Movimento Cinque Stelle, di Sel e di parte di Forza Italia (l’ala liberale è da sempre per l’introduzione di un istituto che regolamenti le coppie omosessuali), dall’altra il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi fa capire che il disagio e le minacce dell’Ncd non fermeranno il Partito democratico. “Faremo il possibile per trovare un accordo in Parlamento – dice la Boschi, ormai lanciatissima dopo il successo dell’approvazione delle riforme istituzionali al Senato – Cerchiamo punti di incontro con Ncd, è una fatica che dobbiamo fare. Ma per il Pd questo è un tema irrinunciabile. Se Ncd non darà il suo appoggio faremo accordi, alleanze con altre forze per portare a casa la legge”. Ma il governo non sembra in pericolo. Anche perché subito dopo la Boschi parla Angelino Alfano che dice la stessa cosa per conseguire il risultato opposto: “Anche noi siamo pronti a ogni alleanza in Parlamento e al ricorso al voto segreto pur di bloccare le adozioni da parte delle coppie gay, pur di difendere il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma, pur di impedire il ricorso all’utero in affitto che vogliamo diventi reato universale, cioè che sia considerato reato anche quando effettuato all’estero”.

Il ddl è in ritardo, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha promesso a più riprese e con scadenze sempre rinviate l’approvazione tempestiva. Ma dopo essere stata calendarizzata in Aula al Senato sarà discussa e votata probabilmente all’inizio del 2016. “Il Pd non basta – continua il ministro Boschi parlando dalla festa dell’Italia dei Valori – Ma questa legge si deve fare, è un impegno di civiltà. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B”. La Boschi ha ribadito la volontà del Pd di accelerare sulla legge: “Se ci sarà spazio entro dicembre faremo la legge, l’obbiettivo del Pd è quello di portarla a compimento il più presto possibile”.

Una parte del Nuovo Centrodestra sul punto non si sposta di un centimetro. Carlo Giovanardi e Maurizio Sacconi hanno cercato in tutti i modi di fermare il testo, anche con strumenti ostruzionistici in commissione. E le dimissioni di Gaetano Quagliariello da coordinatore del partito sono anche per questo. “Si continua a fare di tutto per sancire la subalternità di Ncd – dice Quagliariello – È vero infatti, come afferma il ministro Boschi, che le unioni civili non fanno parte del programma di governo, ma allora non si capisce per quale motivo i ministri e gli esponenti Pd dell’esecutivo continuino a parlarne e ad assumere iniziative in proposito. Ricordo che il ministro Alfano per correttezza e sensibilità non partecipò al Family Day di piazza San Giovanni. Ma ancora una volta evidentemente c’è chi può e chi non può: il Pd può, Ncd non può”. Maurizio Sacconi propone invece una “moratoria sui temi divisivi” chiedendo un rinvio. Ma c’è chi va oltre. Secondo Raffaele Cattaneo, presidente del consiglio regionale della Lombardia, “ci sono temi su cui si può decidere anche di non sostenere più un governo”. L’ex assessore parlava dal palco del convegno sulla famiglia tradizionale organizzato dalla Regione: il suo intervento è stato accolto da un forte applauso del pubblico.