“Grecia e Italia non possono da sole accogliere tutti i profughi che arrivano sulle coste”. Nel giorno in cui la Commissione europea riunita a Strasburgo si appresta a presentare la nuova proposta sulla redistribuzione dei profughi tra i Paesi Ue, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito l’impegno della Germania sul fronte dell’accoglienza sottolineando ancora una volta che servono quote vincolanti, anche se questo obiettivo “rimane lontano”. Berlino annuncia che può accogliere 500mila rifugiati all’anno per alcuni anni. Ma anche sull’ospitalità ai rifugiati, l’Europa viaggia a due velocità diverse. Il premier ungherese  Viktor Orban vuole accelerare sulla costruzione del muro anti-migranti. In Italia, invece, è partita la circolare del Viminale destinata ai prefetti per la pianificazione dell’accoglienza di altri 20 mila immigrati. La distribuzione è sempre per quote regionali che dovranno essere definite entro pochi giorni. Intanto continuano gli arrivi in Europa dalla rotta balcanica e via mare. L’Onu fa sapere che nella sola giornata di lunedì sono arrivati in Macedonia dalla Grecia 7mila siriani, un numero record. Da lì tutti proseguono, anche a piedi, per Serbia e Ungheria. Questa mattina il sito della Bbc ha rivelato che negli scontri fra migranti e polizia ungherese a Roszke, al confine con la Serbia, le forze dell’ordine hanno usato anche spray urticanti al peperoncino in risposta a un lancio di sassi.

Merkel “Lontani da quote vincolanti” – Angela Merkel in conferenza stampa con il primo ministro svedese Stefen Loefven ha detto che rispetto all’obiettivo di quote vincolanti di migranti per i Paesi Ue “siamo purtroppo molto lontani e pensiamo che qualcosa debba cambiare”. “Sono ottimista che alla fine troveremo una soluzione comune. Non accadrà domani, né la prossima settimana, ma prima o poi ci arriveremo”, ha aggiunto la cancelliera. “Vedendo gli sviluppi della guerra civile in Siria, possiamo dire che i meccanismi di Dublino” sull’accoglienza “non funzionano” ha concluso.

Germania: “Possiamo accoglierne 500mila all’anno” – Il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel annuncia che la Germania può accogliere 500mila migranti all’anno per alcuni anni. “Penso che possiamo farcela certamente con mezzo milione di persone, per alcuni anni”, ha affermato. “Non ho dubbi, forse anche di più”.

Anche iracheni tra i 120mila da redistribuire – Saranno 120mila i rifugiati da ricollocare tra i Paesi Ue, provenienti da Siria, Eritrea ma anche dall’Iraq. E’ questa la proposta della Commissione europea, ora all’attenzione del collegio dei commissari. La ripartizione è prevista su 24 mesi. Anche la proposta legislativa per un meccanismo permanente dei ricollocamenti prevede che per la scelta dei richiedenti asilo da ripartire si tenga conto dell’accoglimento medio delle domande in Ue superiore al 75% nel trimestre. Secondo la proposta – che dovrebbe prendere la forma legale finale di un regolamento – sarà la Commissione Ue a decidere quando attivare lo schema e a stabilire il numero di profughi da ridistribuire tra i Paesi su scala europea. Nella proposta della Commissione europea, l’opt out per i Paesi che non intendono partecipare alla ripartizione obbligatoria dei profughi, prevede il pagamento di una sanzione dello 0,002% del Pil. E’ quanto riferiscono all’Ansa fonti Ue. L’opt out sarà possibile solo per un anno e le motivazioni saranno vagliate da Bruxelles.

Ungheria: “Più operai per la costruzione del muro” – Dall’Ungheria, invece, il premier Viktor Orban, in un’intervista sul al quotidiano Magyar Idok, annuncia che verranno impiegati più operai per “accelerare” i lavori per la costruzione del muro al confine con la Serbia che – secondo il primo ministro – impedirà l’accesso nel Paese ai profughi che seguono la rotta balcanica. Ieri Orban ha visitato a sorpresa la zona di confine dove viene eretto il muro anti-migranti. Il 15 settembre è il termine annunciato per la fine dei lavori.

La Danimarca avverte i siriani: “Regole più severe e meno ricongiugimenti” – Le autorità danesi hanno pubblicato annunci su diversi giornali libanesi per avvertire i potenziali migranti sulle nuove restrizioni per i richiedenti asilo nel Paese. Il Libano, che ha una popolazione di quattro milioni di persone, ospita oltre 1,1 milioni di rifugiati siriani. “La Danimarca ha deciso di restringere le regole riguardo i rifugiati in alcune aree”, avverte l’annuncio, che spiega come i benefit per i nuovi rifugiati siano stati ridotti “del 50 per cento” e che per il primo anno non è consentito il ricongiungimento familiare per chi ha un permesso di soggiorno temporaneo. Per ottenere uno permanente, i migranti e i rifugiati dovranno saper parlare e capire il danese.

Il Venezuela in crisi pronto ad accogliere 20mila siriani – Ventimila posti. Gli stessi offerti dalla ricca Gran Bretagna. A metterli sul piatto è stato il presidente venezuelano Nicolas Maduro. Il tutto nonostante il Paese sia in grave crisi economica in seguito al crollo del prezzo del petrolio e rischi il default. Lunedì anche la presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha affermato che il suo Paese, nonostante stia attraversando alcune difficoltà, terrà “le braccia aperte” per accogliere rifugiati. Porte aperte pure in Cile: “Stiamo lavorando per ospitare un importante numero di rifugiati, perché capiamo che la tragedia che si sta vivendo è una tragedia per tutta l’umanità”, ha detto la presidente Michelle Bachelet partecipando a una preghiera ebraica in una sinagoga nella capitale.

In Australia veglie perché il governo aumenti quote di accoglienza – Decine di migliaia di australiani hanno partecipato lunedì sera a veglie a lume di candela nelle maggiori città del Paese in sostegno dei profughi, aggiungendo le loro voci alle crescenti pressioni sul governo conservatore di Canberra perché accolga un maggior numero di persone che fuggono dalla guerra in Siria. Il primo ministro Tony Abbott ha promesso che il Paese accoglierà “un numero significativo” di profughi siriani, anche se non si prevede aumenterà il numero totale di richiedenti asilo, oltre la quota stabilita per quest’anno di 13.750.

A Lesbo “sull’orlo dell’esplosione” arriva altro personale – Intanto altre navi e ulteriore personale sono arrivate in Grecia, su richiesta del governo di Atene e dell’Unhcr, per gestire la situazione sempre più critica sull’isola di Lesbo, dove si trovano circa 25mila migranti. Un centro per la registrazione dei migranti è stato allestito in un campo di calcio abbandonato e sarà attivo 24 ore su 24 per i prossimi cinque giorni. Secondo il ministro dell’Immigrazione, Yiannis Mouzalas, l’isola è “sull’orlo dell’esplosione”. E l’Onu prevede che sono in arrivo almeno altri 30 mila migranti nelle isole greche, 20 mila solo a Lesbo.