Si riparte da un’estate ricca di colpi ed ambizioni. Come non accadeva da anni. Il calciomercato 2015 restituisce una Serie A che vuole tornare grande insieme alle sue big decadute. Niente più parametri zero e occasioni dell’ultimo minuto: Milan, Inter, Roma, senza dimenticare ovviamente la Juventus campione in carica, si sono regalati campioni, acquisti di livello internazionale (Dzeko, Kondogbia e Bacca su tutti) che promettono un campionato bello e – si spera – combattuto. Dimenticata l’austerity, il calcio italiano è di nuovo spendaccione: oltre 500 milioni di euro in due mesi di trasferimenti, alla pari della Spagna e dietro solo all’Inghilterra. I tifosi che si scaldano sotto l’ombrellone e sognano con i nuovi acquisti. Anche se non tutto è oro quel che luccica: dietro le spese pazze dell’estate ci sono attenti ragionamenti economici, cessioni e sacrifici passati inosservati ma fondamentali per tenere a bada il bilancio in ottica fair-play finanziario. E chi dovesse sbagliare la prossima stagione, mancando la qualificazione Champions, rischia di pagare un dazio pesante in futuro.

RITORNO AL PASSATO: SERIE A ALLE SPALLE SOLO DELLA PREMIER – Erano almeno due stagioni che non si vedeva un mercato così attivo in Italia. I 500 milioni di euro, superati con gli acquisti degli ultimi giorni, sono un’asticella simbolica: al di sotto nel 2014, in una campagna trasferimenti contraddistinta da prestiti e affari low-cost, dal valore complessivo di circa 420 milioni; al di sopra quest’anno, come ai tempi d’oro pre-crisi. E il bilancio è destinato a salire: alla fine del mercato manca ancora più di una settimana, Inter, Juve e Milan hanno almeno un altro colpo in canna.

A inizio luglio la Serie A era addirittura in testa alla classifica continentale. Poi la ricchissima Premier è tornata a fare la voce grossa, praticamente doppiando tutti gli altri tornei (oltre 750 milioni di euro spesi). La Liga si è riavvicinata con l’affare Kovacic (con i 40 milioni sborsati dal Real anche qui siamo vicini a quota 500), Germania e Francia (dove dominano Bayern Monaco e Paris Saint-Germain, alle altre solo le briciole) restano abbondantemente indietro, sotto i 300 milioni. E queste cifre potrebbero contribuire a confermare l’ottimo risultato della scorsa stagione, quando l’Italia è tornata ad essere protagonista anche in Europa risalendo nel ranking Uefa.

SPESE FOLLI. O FORSE NO – Il merito è dei vari Dybala, Kondogbia e Bacca, colpi da 30 milioni di euro ciascuno. Ma anche Romagnoli, Bertolacci, Alex Sandro, per cui siamo sopra i 20 milioni. Senza dimenticare Dzeko, Jovetic, Salah, prestiti che l’anno prossimo si trasformeranno in altri acquisti a sette zeri. Di tutta questa grandeur qualcuno si è anche stupito: come possono l’Inter di Thohir nei guai col Fair-play finanziario, la Roma redarguita dalla Uefa, il Milan a metà tra Berlusconi e mister Bee, spendere tutti questi soldi? In realtà, il mercato di quest’estate non è stato poi così pazzo. E lo dimostra un dato: delle grandi, soltanto il Milan si è esposto ad un passivo pesante. Juventus e Napoli si sono mantenute caute, Inter e Roma sono addirittura – sorprendentemente – in attivo.

Tra Bacca, Romagnoli, Bertolacci e Luiz Adriano i rossoneri hanno speso oltre 80 milioni di euro. Un’inversione di tendenza rispetto al passato, possibile con la cessione societaria a Mister Bee, ma prima ancora con la scelta della famiglia Berlusconi di tornare ad investire sulla squadra, dopo aver ripianato le perdite di bilancio. Un’eccezione nel panorama generale. La Juventus, che ha comprato molto in prospettiva (Dybala, Zaza, Rugani), ha finanziato la campagna con i soldi della Champions e della cessione di Vidal (e infatti ha ancora risorse da spendere, come dimostra la caccia al trequartista). Il Napoli sta comprando con oculatezza: Valdifiori, Allan e Chiriches sono pedine preziose più che nomi altisonanti. La Roma ha venduto bene le riserve: da Bertolacci, Romagnoli e Destro è arrivato un tesoretto di quasi 60 milioni con cui rifare l’attacco e riscattare Nainggolan. Discorso simile per l’Inter: hanno fatto sensazione i cinque acquisti e il colpo Kondogbia da quasi 40 milioni di euro, per una società dai conti poco chiari e con la controllante del presidente che presta soldi ad interesse al club. Ma la cessione di Kovacic (evidentemente in preventivo da tempo) e quella di Shaqiri hanno portato in cassa circa 60 milioni, tanto che Mancini si aspetta almeno un altro arrivo in attacco (Perisic il preferito). Tante spese sì, ma nessuna follia.

PAROLA AL CAMPO: CAMPIONATO EQUILIBRATO? – Il mercato va avanti fino al 31 agosto, c’è ancora spazio per altri acquisti, alcuni magari in grado di spostare gli equilibri (come ad esempio farebbe l’arrivo di Ibrahimovic al Milan, di cui si continua a parlare). Intanto, però, è già tempo di campionato: oggi si comincia e i nuovi acquisti potrebbero dar vita ad un torneo molto diverso da quello passato. Con una forbice più ampia tra big e “media borghesia“: dietro alle grandi, si sono mosse soprattutto il Torino e il neopromosso Bologna, ma quest’anno sarà più difficile per qualche outsider inserirsi nella lotta al vertice. Oppure con il ritorno delle milanesi: Mihajlovic sembra aver già costruito una squadra vera, con Bacca arma in più; i nerazzurri hanno fatto fatica in precampionato, ma Mancini dopo aver avuto la rosa che voleva non può fallire. Poi il nuovo Napoli di Sarri, squadra operaia, con un’identità chiara e Higuain davanti. O la Roma, che riparte dal secondo posto con un tridente nuovo di zecca e di livello internazionale. Tutte contro la Juventus, ancora favorita come ha già dimostrato la Supercoppa, ma chissà se sempre irraggiungibile. Il calciomercato è tornato a far sognare i tifosi un campionato bello e combattuto fino in fondo. Ciò che veramente manca alla Serie A da troppi anni, più dei grandi colpi estivi.

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