Il ministro delle Riforme tende la mano ai 5 Stelle sul tema delle unioni civili, nella stessa giornata il cui il vicesegretario li attacca apertamente, utilizzandoli come clava per replicare alla minoranza del suo partito.  Succede nel Pd, dove il ministro Maria Elena Boschi ha aperto al Movimento di Grillo per avere i numeri necessari ad approvare la legge delle unioni civili. Pochi minuti prima, però, la vicesegretario del Pd Deborah Serracchiani ha lanciato un avvertimento alla minoranza. “Si può anche mandare a casa questo governo, ma bisogna avere chiaro in testa che l’alternativa si chiama Salvini o Grillo e accettare questo rischio”, ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia dal palco della Festa dell’Unità di Aquileia.

Il riferimento è per il “Vietnam parlamentare” minacciato da Vannino Chiti ed altri senatori, in previsione dell’arrivo in Parlamento del ddl Boschi, sulle riforme costituzionali. “Che alcuni senatori del mio partito minaccino il”vietnam parlamentare”contro il nostro governo a me pare incredibile.Ma forse sono strano io”, aveva scritto in mattinata su twitter il presidente del Pd Matteo Orfini.

La stessa Boschi, nel suo intervento alla festa dell’Unità di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia.  aveva spiegato  che “chi rema contro sulle riforme si assume la responsabilità di consegnare il nostro Paese ai vari Grillo e Salvini, alle destre populiste”. Dopo aver spiegato che “le riforme costituzionali andranno in Aula alla ripresa dopo la pausa estiva”, anche il ministro ha attaccato la minoranza dem:”Il presidente Orfini ha usato la parola Vietnam perché altri l’avevano minacciata, da Chiti a altri. Toccherà a noi giovani esser più saggi di senatori che hanno più esperienza parlamentare ma minacciano la guerriglia parlamentare contro il proprio partito”.

Poi, però, Boschi ha aperto al Movimento di Beppe Grillo, toccando l’argomento unioni civili.”Siamo determinati a portare al riforma delle unioni civili fino in fondo, anche se da soli non siamo in grado di approvarla  perché al Senato non abbiamo i numeri sufficienti, quindi cerchiamo un accordo con chi decide di darci una mano: dai 5 Stelle, con cui stiamo lavorando e ci stiamo confrontando, ad Area popolare, con qualche difficoltà in più, e anche una parte di Forza Italia“.