Sembrava si trattasse soltanto di un’ipotesi, un rischio a seguito dell’attacco informatico subito da Hacking Team, società che vende software a governi e istituzioni internazionali. E invece i sospetti del direttore del Dis, Giampiero Massolo – che temeva fossero stati hackerati anche i dati della nostra intelligence – sono diventati realtà. Il capo della polizia, Alessandro Pansa, sentito dal Copasir, ha spiegato che il furto informatico all’azienda milanese ha arrecato un grave danno alle inchieste in corso, specie a quelle sul terrorismo, molte delle quali sono state fermate. La Polizia postale utilizzava dal 2004 il software-spia creato dall’azienda milanese e anche l’Aise, il nostro servizio per la sicurezza esterna, aveva acquistato suoi prodotti.

Nella sua audizione Pansa, accompagnato dal capo della Polizia postale, ha ricostruito le modalità di utilizzo del sistema software appena ‘piratato’, in uso dalle forze di polizia dal 2004, e poi dismesso. Per il prefetto la vicenda della pubblicazione dei codici del programma-spia sulla rete, ha determinato un grave danno per le inchieste in corso di terrorismo, addirittura portando allo stop di molte di queste in modo prematuro. Secondo quanto emerso dopo l’audizione, ora si sta indagando sui responsabili e la situazione sarebbe stata aggravata anche dal fatto che al momento non ci sono aziende italiane in grado di fare un prodotto simile.

Il Copasir, anche a seguito delle dichiarazioni di Pansa, ha richiesto al ministro della Giustizia Andrea Orlando di essere ascoltato a San Macuto, (dove ha sede il Copasir) per valutare l’entità dei danni, e capire nel dettaglio quali sono le indagini interessate e le società che per Via Arenula hanno utilizzato il software della Hacking Team. E saranno sentiti anche i comandanti generali di Carabinieri, Tullio Del Sette e Guardia di finanza, Saverio Capolupo. Anche Arma e Gdf, infatti, si servivano del software Ht per le loro indagini.