Quattro nomi (dei quali due onorevoli che manterranno i rispettivi incarichi in Parlamento), una lunga lista di cose da fare per “cambiare la città” e un invito a Matteo Renzi: “Ci valuti per ciò che facciamo”. Ignazio Marino, al centro di un fuoco incrociato di polemiche dallo scoppio dello scandalo di Mafia Capitale, ha presentato la terza giunta dall’inizio del suo mandato. Dodici assessori, sei donne e sei uomini, più il sindaco. Marco Causi, economista e deputato Pd, già assessore con Walter Veltroni, è il nuovo vicesindaco al posto di Luigi Nieri con deleghe al Personale e al Bilancio (quest’ultima ereditata dalla dimissionaria Silvia Scozzese), mentre Stefano Esposito, senatore Pd e commissario del partito a Ostia, prende il posto di Guido Improta ai Trasporti: entrambi hanno annunciato che non lasceranno il Parlamento, ma rinunceranno allo stipendio del Campidoglio.

Marco Rossi Doria, insegnante ed ex sottosegretario all’Istruzione con Monti, è il nuovo assessore alla Scuola, e sostituisce Paolo Masini, del Pd: per lui oltre 5mila preferenze alle ultime elezioni, mandato via dopo esser passato, dai Lavori pubblici nella prima giunta, alla Scuola e sport, sette mesi fa. Luigina Di Liegro, presidente della Fondazione Don Luigi Di Liegro, ed ex assessore al Welfare della Regione Lazio, è assessore al Turismo. “Persone che sapranno portare alla città i cambiamenti di cui la città ha bisogno”, ha detto il primo cittadino, presentando in Campidoglio i nuovi componenti della squadra.

Ora la svolta, quella vera, dovrà darla Marino, dagli inizi di dicembre – periodo della prima ondata di arresti dell’inchiesta su Mafia Capitale – stretto tra gli attacchi provenienti dalle opposizioni e il gelo riservatogli dai vertici del partito. Una svolta che per il sindaco arriverà nei prossimi tre anni: “Due anni si sono resi necessari per cambiare l’amministrazione”, mentre tre ne serviranno “per cambiare la città. Per i prossimi tre anni il programma di midterm prevede obiettivi concreti, risultati visibili e tempi certi. Ora penseremo al decoro, alla pulizia, alla mobilità, alla casa e alla rigenerazione urbana“. Poche parole per sottolineare la fine della collaborazione con Sinistra Ecologia e Libertà, non rappresentata in giunta: “Sono sicuro che l’alleanza con Sel così come è stata determinata in campagna elettorale e in questi due anni su importanti temi continuerà con rispetto reciproco di chi è convinto di lavorare su principi comuni di legalità”.

Particolarmente delicato il capitolo dei rapporti con i vertici del partito, dopo le turbolenze delle ultime settimane in cui Matteo Renzi ha più volte invitato il sindaco a “governare o ad andare a casa”, rimanendo sempre un passo indietro sulla questione del rimpasto: “Matteo Renzi ha affermato anche oggi dei principi di rigore molto seri che condivido fortemente. Renzi ha ragione nell’affermare che un’amministrazione di una città, e in particolare della Capitale, vada valutata per ciò che ha fatto e per ciò che fa”, sottolinea Marino che racconta: “Quando mi sono insediato sapevo che non avrei trovato la stessa situazione che ha trovato la mia collega di Stoccolma al suo insediamento, ma non immaginavo di trovare le casse vuote, il disavanzo di quasi un miliardo, criminalità e corruzione. Credo che l’unica cosa che mancava fossero le mine antiuomo“.

In questa situazione di equilibri già precari sempre sul punto di crollare, “il pressing del governo io non l’ho mai percepito ma l’ho letto saltuariamente sui giornali – ha detto Marino – mi sento solido, e non ho sentito per un solo momento mancare la solidità con il governo nazionale e con il Parlamento”. E sulla nuova giunta tutta targata Pd, il primo cittadino assicura: “Le persone sono state scelte dal sindaco per le loro capacità. Noi vogliamo davvero triplicare i nostri sforzi. Tutto il resto è polemica strumentale”.

Marino coglie l’occasione per rilanciare l’azione della giunta ed elenca gli obiettivi di quella che definisce la “fase 2” del suo mandato, a cominciare dai “controlli antiabusivismo, da settembre pulitura delle caditoie per prepararci all’inverno, 300 operatori ecologici in più, entro il 2015 prima pietra dell’eco distretto di Rocca Cencia e 60 mila cassonetti in più”. Anche il settore dei trasporti nella fase due, spiega Marino, avrà un nuovo impulso. “Entro il 2015 ci saranno nuove corsie preferenziali per aumentare la velocità di percorrenza dei bus -spiega il sindaco – entro Pasqua 2016 verrà aperta la stazione di Vigna Clara, chiusa da 25 anni, entro il 2016 è prevista l’apertura del tratto della metro C fino a San Giovanni”.

Accusato da più parti di non fare abbastanza, Marino ha promesso anche “l’apertura di nuove piste ciclabili e la realizzazione del Grab, il grande raccordo anulare per le due ruote”, ribadendo quindi la necessità di risanare Atac:, la municipalizzata dei trasporti al centro di furiose polemiche nelle ultime settimane: “Ci saranno partner industriali per Atac e nuova governance e management dopo l’approvazione del bilancio”. Inoltre nel 2015 acquisteremo “200 nuovi bus e entro 2015 rifaremo manto stradale per il 20% delle strade ad alta percorribilità e faremo lavori di ricucitura per alcuni quartieri periferici”. Inoltre si prevede la trasformazione della Roma Lido in una metro di superficie.

Immancabile un cenno alla questione del Giubileo, il cui inizio è stato annunciato per annunciato per l’8 dicembre: “Per il Giubileo ci stiamo preparando con la manutenzione straordinaria della grande viabilità ma anche pensando a percorsi pedonali, alla riqualificazione delle aree delle basiliche. Avremo una card del pellegrino e un kit per la sicurezza dei visitatori. I servizi di accoglienza saranno rafforzati”.