Le Olgettine volevano “cantarsela”. E Silvio Berlusconi aveva paura. È Ivo Maria Redaelli, architetto e mediatore immobiliare, a raccontare ai pm di Milano la storia degli appartamenti destinati alle ragazze di Arcore e come queste esercitassero un vero e proprio pressing sull’ex presidente del Consiglio. Redaelli, che spiega di avere un rapporto di “particolare confidenza e affetto” per l’ex Cavaliere, aggiunge di essere stato anche amico di Barbara Guerra, Iris Berardi e Alessandra Sorcinelli, e per questo aveva sempre cercato di “dare una mano nel provare ad assecondare le esigenze di entrambe le parti“.

“Continue pressioni per ottenere denaro e case”
L’ex presidente del Consiglio, sostiene il teste,  si “confidava” ed “era spesso inquieto e anche intimorito dalle conseguenze di possibili dichiarazioni” delle ragazze. In particolare, la Berardi (l’altra minorenne del caso Ruby) e la Guerra sembravano particolarmente arrabbiate: “Mi hanno più volte confidato la loro intenzione di “cantarsela” ovvero a “rendere dichiarazioni relative a situazioni che avrebbero dato gravi problemi a Berlusconi se non avessero ottenuto quello che pretendevano”. Del resto la nuova indagine della Procura di Milano viene definita “uno tsunami” dall’avvocato Luca Giuliante che commenta al telefono con Karima le perquisizioni dello scorso febbraio.

L’ex premier “temeva in particolare ciò di cui era a conoscenza Iris“.

Redaelli ammette anche con gli inquirenti di essere “a conoscenza” che Berardi “aveva cominciato a frequentare Berlusconi quando era ancora minorenne“. Alle domande sul capitolo della messa a disposizione di case spiega di essere stato “costantemente coinvolto nelle continue pressioni che le ragazze cercavano di fare verso Berlusconi per ottenere denaro e soprattutto l’intestazione di case”.

Guerra: “Io vado là e gli chiamo magistrati giornalisti e inquirenti”
Berlusconi sarebbe stato disposto per compiacere la Guerra, cui era stato anche consegnato un atto preliminare di vendita per tranquillizzarla, a dare un aiuto per il mutuo che doveva essere chiesto dal padre della ragazza. Ma “poi emerse che questo personaggio non aveva il denaro neppure per iniziare la posizione”. Barbara Guerra era particolarmente inferocita come si capisce da un file audio Ioana Visan con WhatsApp: “Domani butto giù il cancello di Arcore comunque, vado a rubargli una macchina al vecchio” dice la showgirl che si lamentava perché non aveva ancora ricevuto “la macchina” che aveva chiesto al tesoriere di Giuseppe Spinelli.

In un altro file sempre lei ringhia: “Ho appena richiamato Arcore e mi sono incazzata che io sono la p…… sono a 35 anni zitella perché la p…… del presidente non la vuole più nessuno (…) mi sono incazzata come una bestia, io del bla bla bla del burattino di Spinelli non me ne faccio più un c…. gli ho detto di riferirlo al presidente che se no io vado là e gli chiamo magistrati giornalisti e inquirenti (…) stasera veramente gli entro in casa”. E in un sms del febbraio 2014 Guerra scriveva a Spinelli: “Dica al presidente che sono nella merda per colpa sua. Sto aspettando ancora la consegna della vettura. Io andrò con il mio legale in questura se non mi risolve i problemi che lui mi ha recato! Non ho ricevuto nulla. Ho urgenza per la vettura ragioniere. grazie”.

E Silvio pagò comprando quadri e mobili
Per la messa a disposizione di due appartamenti l’ex Cavaliere comprò da Redaelli “una serie di quadri… in questo modo si spiegano i due bonifici fatti nel 2013 da Berlusconi a favore di mia madre. Ritengo comunque di aver perso molti soldi da questa operazione, ma spero che grazie all’influenza di Berlusconi, io possa avere un ruolo in future commesse importanti da parte sua”. Redaelli sostiene di aver pagato tutte le bollette delle due case per le ragazze e consegnato le ricevute al ragionier Giuseppe Spinelli, poi spiega che i mobili furono pagati in parte dall’ex premier (leggi l’articolo) come del resto anche le tende: “Le indicazioni sulle tende e su gli arredi sono state date dallo staff di Berlusconi stesso”. Anche se a un certo punto il leader di Forza Italia, stremato dall’essere considerato un bancomat umano, avrebbe detto: “Io a queste, appena posso, le butto in strada”.

Redaelli parla anche del nuovo corso del leader di Forza Italia. Le ragazze “erano perfettamente a conoscenza del mio rapporto di confidenza con il presidente e dunque cercavano di utilizzarmi per aver un contatto con lui, posto che da quando Maria Rosaria Rossi (la senatrice) ha cominciato a gestire in proprio tutti gli appuntamenti di Berlusconi era assai difficile per chiunque persino parlargli e avvicinarglisi”.

Articolo aggiornato da redazioneweb il 09-07-2015