Il pagamento più leggero era quello per Ioana Visan: solo 55 mila euro. Quello più pesante è finito nelle tasche di Alessandra Sorcinelli: 240 mila euro. In mezzo c’è di tutto: i contanti a Barbara Faggioli, i contratti di lavoro fasulli e l’affitto pagato a Marysthell Polanco, gli assegni circolari a Barbara Guerra, la Fiat 500 regalata a Manuela Ferrera e perfino le spese sanitarie del San Raffaele, gentilmente omaggiate a Francesca Cipriani.

Il totale fa tre milioni di euro: soldi che Silvio Berlusconi ha elargito dal novembre dal 2011 fino al marzo del 2015 a una trentina di ragazze. Sono le Olgettine, la schiera di giovani mantenute dagli assegni staccati dal ragionier Giuseppe Spinelli su mandato dell’ex premier. Negli ultimi quattro anni l’ex Cavaliere è stato un bancomat umano, un pozzo di denaro continuo e senza fondo per le testimoni dei processi Ruby e Ruby bis: dai conti dell’ex presidente del Consiglio sarebbero usciti alla fine dieci milioni di euro, più di quanto guadagnasse il calciatore Zlatan Ibrahimovic nella sua unica stagione nel Milan. Piuttosto che sperperare nel pallone, infatti, Berlusconi ha utilizzato i suoi soldi per altro nell’ultimo quadriennio. E agli atti dell’inchiesta ci sono anche audiovideo in cui le ragazze sono al telefono mentre chiedono ricompense in cambio del silenzio.

Negli ultimi quattro anni l’ex Cavaliere è stato un bancomat umano, un pozzo di denaro continuo e senza fondo per le testimoni dei processi Ruby e Ruby bis

Secondo i pm di Milano, infatti, quel denaro serviva a comprare la falsa testimonianza delle ragazze, accusate tutte di avere mentito davanti ai giudici dei processo Ruby e Ruby bis. È per questo motivo che oggi il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio hanno inviato l’avviso di conclusione delle indagini a trentatré persone più lo stesso Berlusconi: sono tutti accusati a vario titolo di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Quattro anni di pagamenti per mentire davanti i giudici. Al centro dell’inchiesta c’è lei, Karima el Mahroug, al secolo Ruby Rubacuori, la ragazza che più di tutti ha beneficiato delle elargizioni dell’ex cavaliere. Secondo i pm, il leader di Forza Italia le avrebbe promesso 7 milioni di euro, a patto che negasse “di aver mai avuto rapporti sessuali” con lui. Spacciata invano per la nipote dell’ex presidente egiziano, Hosni Mubarak, fu rilasciata la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010. E a finire nei guai questa volta è stata anche l’allora dirigente di turno, Giorgia Iafrate, accusata di aver mentito riguardo alle telefonate intercorse tra lei e il pm per i minori Anna Maria Fiorillo sul suo affidamento.

Ma il capitolo Ruby è la parte più consistente di una storia fatta di bonifici a sei zeri, assegni circolari e contanti, tanti contanti. Parecchio cash è finito nelle tasche dell’avvocato Luca Giuliante, il primo legale di Ruby, che per lei gestiva parte del denaro proveniente dalle casse del patron Mediaset: almeno 350mila euro, tutti liquidi, secondo l’avviso di conclusione delle indagini. Poi la figura di Giuliante passa in secondo piano, e a gestire i soldi che Berlusconi dà della ragazza di origine marocchina arriva Luca Risso, il suo ex compagno. È Risso che gestisce il trasferimento in Messico della coppia, “finanziato con 320 mila euro” dall’ex Cavaliere. Ed è sempre Risso che si adopera per acquistare un ristorante nello Stato centro americano, investendo anche due milioni a Dubai tramite la Playa Cooperation: un modo per fare passare quel denaro come “di sua proprietà”, ed è per questo che oggi è accusato di riciclaggio.

È Luca Risso, ex compagnod i Ruby, che gestisce secondo i pm il trasferimento in Messico della coppia, “finanziato con 320 mila euro” dall’ex Cavaliere

Denaro proveniente da B, e cioè 10 mila euro in contanti, è arrivato anche ai genitori di Risso, che accudivano la figlia di Ruby. Poi ci sono i bonifici fatti dall’ex Cavaliere su conti esteri per circa 5 milioni di euro: tutto affinché Ruby negasse di aver fatto sesso con lui, rimangiandosi anche quella dichiarazione sui soldi ricevuti per “passare per pazza, ossia per mentire nel corso dei dibattimenti”. Ma non c’è solo Ruby nell’inchiesta dei pm di Milano. Perché l’ex premier paga anche le altre ragazze presenti alle cosiddette “cene eleganti”. La sala da lap dance ad Arcore? Era solo una sala da ballo. Gli after a base di spogliarelli e sesso? Solo qualche danza dopo cena, qualche trenino allegro. Il bunga bunga? Un’innocente barzelletta. Bastava che il leader di Forza Italia aprisse il libretto degli assegni ed ecco che le ragazze “falsamente negavano” ogni particolare di quelle cene dopo aver giurato in tribunale. Oppure, neanche ci andavano in tribunale: è il caso di Iris Berardi che si era nascosta nel suo appartamento per sfuggire alla polizia giudiziaria. Il denaro arrivava alle ragazze in tutti i modi possibili: assegni circolari, bonifici, contanti, affitti di casa, automobili, spese mediche, contratti di lavoro fittizi.

In un caso, addirittura, l’ex presidente del Consiglio faceva avere il denaro alle ragazze tramite i loro genitori. È il caso delle gemelle Concetta ed Eleonora De Vivo, che ricevono bonifici a cinque zeri (62 e 40 mila euro) dal conto corrente del padre Enzo, ma in realtà sono soldi che per i pm arrivano dai conti dell’ex premier. I legali di B sostengono che tutti quei soldi erano solo “un atto di generosità” nei confronti delle Olgettine. Sono smentiti però dai pm. “Il materiale probatorio è tale – hanno spiegato gli inquirenti – che vanifica l’ipotesi difensiva”. Agli atti dell’indagine ci sono “intercettazioni, documenti contabili, filmati coi telefonini, contratti di lavoro” che dimostrano l’esistenza di un “accordo corruttivo” stretto tra Silvio Berlusconi e le ragazze. Ma non solo. I video con tanto di dialoghi registrati, sono stati archiviati nei pc di alcune delle 21 giovani. Dai filmati, girati in modo artigianale dalle ospiti a villa San Martino con i loro cellulari, secondo quanto trapelato, si evince che l’ex premier avrebbe rassicurato le ragazze circa gli aiuti economici, come lui stesso li ha sempre definiti, che sarebbero poi arrivati. Oltre ai filmati, a confermare i versamenti hanno raccolto anche messaggi WhatsaApp, foto e molti documenti.

Tra i destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini c’è anche Giorgio Puricelli, già fisioterapista del Milan, eletto consigliere regionale in Lombardia nel 2010, dopo essere stato inserito nel listino bloccato di Roberto Formigoni: anche lui avrebbe mentito in aula. Falsa testimonianza è il reato contestato a Giuseppe Estorelli, caposcorta di Berlusconi, che aveva negato di aver passato il suo telefono a B dopo aver chiamato Pietro Ostuni, capo di gabinetto della questura di Milano, la notte in cui venne fermata Ruby. Ad Aris Espinosa è contestata anche l’induzione alla prostituzione,per aver invitato Natascia Teatino ad una delle serate in casa di B, mentre tra gli indagati c’è anche Mariano Apicella: il menestrello di B, anche lui destinatario di un corposo bonifico (98 mila euro), e anche lui accusato di falsa testimonianza.

Agli atti “intercettazioni, documenti contabili, filmati coi telefonini, contratti di lavoro” che dimostrano l’esistenza di un “accordo corruttivo” stretto tra Berlusconi e le ragazze

Lo stesso reato imputato a Carlo Rossella, presente in almeno un’occasione alle cene di Arcore. Nell’elenco degli indagati anche Maria Rosaria Rossi, alias “la badante”, senatrice di Forza Italia, donna simbolo del cerchio magico di B, titolare dell’agenda politica dell’ex parlamentare decaduto. La Rossi è accusata come tutte le altre di falsa testimonianza. La sua colpa? “Negava di aver visto una statuetta lignea con un pene sproporzionato girare tra le commensali”. Era la famosa statua di Priapo, che B avrebbe fatto girare tra le sue ospiti durante le cene. A raccontare della particolare statuetta anche Ambra Battilana che individuata come parte lesa del reato calunnia da parte di Roberta Bonasia, considerata dalle ragazze di B. come la preferita per un certo periodo. La Bonasia aveva smentito il racconto della miss piemontese che aveva messo a verbale il particolare della statuetta di Priapo. Nonostante Bonasia attirasse le gelosie delle altre Olgettine a guardare le cifre, messe nere su bianco dagli inquirenti, Berlusconi non era poi così “innamorato”: appena 80mila tra bonifici e assegni circolari e un appartamentino a piazza Velasca.

Berlusconi, che per il processo principale ha incassato un’assoluzione definitiva, fa passare l’intera mattinata prima di affidare a una nota la replica alle accuse dei magistrati: “Un altro tentativo della Procura di Milano di costruire contro di me delle accuse basate sul nulla. Confido nell’imparzialità e nel buon senso dei magistrati giudicanti, che già mi hanno assolto per le stesse vicende con formula piena”.