Nessun pagamento a Ruby, “sono solo stato il custode del suo denaro”. A raccontarlo ai pm, secondo la ricostruzione di Repubblica, è stato l’avvocato Luca Giuliante ed ex tesoriere del Pdl in Lombardia, interrogato il 16 giugno in Procura a Milano. L’ex legale della ragazza è indagato assieme alla marocchina, a Silvio Berlusconi, a una ventina di cosiddette ‘olgettine’ e ad altre persone nel fascicolo ‘Ruby ter’ con al centro l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Secondo i pm il leader di Forza Italia avrebbe remunerato i possibili testimoni nell’ambito del processo Ruby 1 che lo ha visto uscire assolto.

Giuliante nel corso dell’interrogatorio di 8 ore ha negato di essere stato lui ad aver dato i soldi alla ragazza in cambio del silenzio, ma ha ammesso di aver versato alcune somme di denaro “per aiutarla”. L’accusa è che abbia “custodito” circa 2 milioni di euro. L’avvocato ha detto anche che Berlusconi a febbraio 2015 ha dato 100mila euro a Ruby per aiutare la madre, ma lei li avrebbe utilizzati quasi tutti (70mila euro) per una vacanza alle Maldive. Tra gli atti dell’inchiesta c’è anche una lettera a firma dell’ex di Ruby, Luca Risso, indirizzata a Silvio Berlusconi, nella quale rivendica “i favori fatti” all’ex Cavaliere, dai pagamenti in cambio del silenzio fino alla “sceneggiata” davanti al Tribunale di Milano quando la ragazza negò di avere mai avuto rapporti con l’ex presidente del Consiglio.

Già lo scorso 18 maggio Giuliante era stato convocato dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, ma si era avvalso della facoltà di non rispondere manifestando, però, la propria disponibilità ad essere ascoltato più avanti. Assistito dai legali Angelo e Fabio Giarda, si è presentato martedì 16 giugno dai pm ed è stato ascoltato a verbale per alcune ore. A Giuliante gli inquirenti milanesi contestano, in sostanza, di essere stato una sorta di tramite in relazione ai presunti versamenti corruttivi dell’ex premier a favore di Karima El Mahroug, che sempre il 18 maggio aveva scelto di non rispondere ai pm. La ragazza, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto dall’ex premier almeno “5 milioni di euro” per tacere o rendere false dichiarazioni sul loro rapporto e sulle presunte serate hard ad Arcore. Giuliante e Karima El Marough (anche accusata di falsa testimonianza) rispondono anche di rivelazione di segreto inerente a un procedimento penale per via dell’”anomalo” e “irrituale” interrogatorio a cui venne sottoposta la giovane, ancora minorenne, nella notte tra il 6 e 7 ottobre del 2010 a Milano, nello studio del legale.