L’avanzata del fronte del sì al referendum sull’accordo con i creditori, con il divario rispetto al no sceso a nove punti percentuali dal 27% di domenica (ora il 37% è a favore e il 46% contrario, mentre gli indecisi sono saliti dal 13 al 17%), ha una spiegazione chiara. Da tre giorni i cittadini greci si svegliano con le banche chiuse, possono prelevare ai bancomat solo 60 euro al giorno e hanno il divieto di trasferire soldi all’estero via bonifico o carta di credito. Una situazione che in Europa non si è mai verificata in termini così drammatici e che sta determinando nelle città scene da economia di guerra: non solo le code agli sportelli automatici degli istituti di credito ma anche l’accaparramento di generi alimentari e farmaci nel timore che i negozi finiscano le scorte e, dopo il default del Paese, non siano più in grado di approvvigionarsi dall’estero. Passando a necessità meno impellenti, lo stop ai pagamenti verso l’estero significa anche che, per esempio, un cittadino greco non può comprare un biglietto aereo via internet né acquistare musica in streaming sull’App store o rinnovare la sottoscrizione ad altri servizi online a pagamento.

Pensionati in fila agli sportelli riaperti. Ma riceveranno al massimo 120 euro – Mercoledì mattina, poi, sono state riaperte alcune filiali bancarie per consentire ai pensionati che non hanno il bancomat di prelevare il trattamento mensile, ma i pagamenti sono limitati a 120 euro al giorno. Vale a dire che anche chi ha una pensione di 600 euro, dopo aver atteso in coda dal primo mattino il proprio turno, si vedrà versare solo un quinto della somma. Le principali banche elleniche, di cui ieri S&P ha tagliato il rating a “selective default“, hanno fatto sapere che inizialmente prevedevano di chiamare le persone in ordine alfabetico, ma per evitare tensioni e caos hanno poi deciso di servire i pensionati secondo l’ordine con cui si sono messi in fila.

Ryanair accetta contanti per pagare i biglietti – Intanto la compagnia irlandese Ryanair ha deciso di andare incontro ai viaggiatori greci consentendo di acquistare i biglietti aerei in contanti presso le sue biglietterie negli aeroporti del Paese. Infatti da quando i cittadini ellenici non possono usare carte di credito o di debito per fare acquisti via internet tra le attività più penalizzate, riferisce Protothema online, ci sono anche le compagnie aeree. Ryanair, che vola da e per 11 aeroporti in Grecia, ha già registrato “una pesante diminuzione” delle transazioni da parte di clienti greci.

L’unico precedente è Cipro. Dove però erano consentiti prelievi fino a 500 euro – L’unico precedente nell’Unione europea è quello di Cipro, dove nella primavera 2013, in seguito a una grave crisi finanziaria legata a doppio filo alle vicende di Atene, gli istituti di credito sono rimasti chiusi per dieci giorni e i controlli sui capitali sono rimasti in vigore per più di un anno. I cittadini dell’isola potevano però prelevare al bancomat una cifra molto più alta di quella consentita in Grecia: all’inizio 500 euro, ridotti dopo quattro giorni a 260 e dopo una settimana a 120. Non stupisce dunque se all’epoca proteste e manifestazioni di piazza – al netto del fatto che la popolazione è di solo 1 milione di persone contro gli 11 milioni della Grecia – sono state molto limitate. Il 21 marzo 2013, due giorni dopo l’annuncio della chiusura “per ferie” di tutti gli istituti di credito, davanti al Parlamento di Nicosia ci sono stati tafferugli tra la polizia e i dipendenti della Laiki bank, seconda banca del Paese, vicina al fallimento dopo il taglio (haircut) del debito ellenico a cui era molto esposta. Il presidente Nicos Anastasiades – in carica ancora oggi – ha però dato disposizione agli agenti di non intervenire in modo violento. Tre giorni dopo la tensione è aumentata perché gli uffici del ministero del Lavoro hanno rifiutato di accettare il versamento dei contributi previdenziali tramite assegno, impedendo ai datori di lavoro di pagare il dovuto per i dipendenti. Alla riapertura degli istituti di credito, il 28 marzo, si sono formate lunghe code agli sportelli, sorvegliati da polizia e società private di sicurezza, ma non sono stati segnalati scontri.