Quando il 17 luglio del 2013 la Guardia di Finanza di Torino eseguì sette ordinanze di custodia cautelare per l’affaire Fondiaria-Sai, lui era in Svizzera con in tasca la cittadinanza elvetica da poco meno di tre settimane. In carcere finirono le sorelle Jonella e Giulia Maria e per il padre Salvatore Ligresti furono disposti gli arresti domiciliari a Milano. Gioacchino Paolo Ligresti, invece, non era stato arrestato. Oggi a poco meno di due anni da quel giorno con il procedimento che passato da Torino a Milano Ligresti jr. ha deciso di rientrare in Italia e si è costituito oggi pomeriggio al valico di frontiera di Chiasso.

A suo carico pendeva appunto un’ordinanza di custodia in carcere per aggiotaggio e falso in bilancio in uno dei filoni dell’inchiesta su Fonsai. Il gup Andrea Ghinetti, però, nei giorni scorsi ha disposto gli arresti domiciliari e oggi, come anticipato dal sito de l’Espresso, si è consegnato ed è andato ai domiciliari.

Durante una delle ultime udienze davanti al gup Unicredit, la Consob e circa duemila ex azionisti sono stati ammessi come parti civili nel
procedimento a suo carico e altre due persone. Nel procedimento, trasmesso per competenza territoriale da Torino a Milano, accanto a Paolo Ligresti, ex consigliere di amministrazione di Fonsai sono imputati Pier Giorgio Bedogni, ex dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili, Fulvio Gismondi, allora attuario della compagnia assicurativa e difeso dal legale Ambra Giovene, e la stessa Fondiaria-Sai per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Gismondi risponde anche di falso ideologico
Il giudice, oltre ad escludere le associazioni dei consumatori aveva disposto la notifica per la citazione come responsabile civile di UnipolSai, su cui, poi, le parti dovranno discutere e il gup si dovrà pronunciare. “È tornato in Italia per presentarsi nel procedimento e difendersi”. dice l’avvocato Davide Sangiorgio.

Nel febbraio del 2015 era emerso che c’erano state movimentazioni per oltre 16 milioni di euro. Nel corso di quelle indagini era emerso che durante la latitanza di Gioachino Paolo Ligresti era stato ordinato a un istituto di credito – dove si trovavano depositi e titoli – di eseguire altri movimenti su azioni Unipol – Sai, fiduciariamente intestate a Limbo Invest Sa,Canoe Securities Sa e Hike Securities Sa, società lussemburghesi direttamente riconducibili agli indagati.

Gli ordini, disposti tra il 24 ed il 30 gennaio 2014 da Gioacchino Paolo, Giulia Maria e Jonella Ligresti, consistevano, nel liquidare l’intero pacchetto azionario depositato in Italia e trasferire i fondi così ottenuti – per 14 milioni di euro totali – su conti correnti elvetici, fiduciariamente intestati alle società lussemburghesi. Gli accertamenti antiriciclaggio avevano messo in evidenza numerose operazioni che, nonostante le indagini in corso, non sono mai state verificate e valutate nel loro complesso dalla fiduciaria, che non ha nemmeno comunicato alla Banca d’Italia che i Ligresti stavano per trasferire molto denaro all’estero.