Euro o dracma? Europa o Russia? Con la moneta unica “saremo pakistani per 50 anni, con la dracma torneremmo al dopoguerra ma forse ci salveremmo”, ammette con ilfattoquotidiano.it Makis Triantafilopoulos, uno dei volti più noti del giornalismo investigativo greco, creatore tra l’altro del programma tv Zougla e autore di numerose trasmissioni sugli scandali ellenici, che gli sono valse anche non poche denunce. In un buon italiano, frutto degli anni trascorsi all’università di Bologna, Triantafilopoulos analizza vizi e virtù del governo di Alexis Tsipras accusandolo di aver “perso troppo tempo”.

Qual è la situazione sociale al momento in Grecia?
Dipende dalle condizioni economiche del Paese. Quindi se non ci sono soldi non c’è lavoro e se non c’è lavoro restano solo problemi. I cittadini sono divisi tra pro euro e pro dracma. Secondo me con la moneta unica saremo destinati ad essere pakistani per i prossimi cinquant’anni, invece senza l’euro torneremmo agli anni del dopoguerra e della fame. Sarà molto difficile.

Con la dracma come valuta interna che cosa cambierebbe?
Sarebbe dura, ma solo all’inizio. Dopo i primi due anni di difficoltà ci potranno essere margini di sviluppo con un’economia basata sul lavoro della gente e sulla possibilità di eliminare la vera disgrazia greca: la mafia politica.

Come giudica i primi centocinquanta giorni del governo Tsipras?
Il governo ha solo sprecato tempo perché ha fatto un discorso politico mentre gli altri a Bruxelles portavano numeri e conti. L’unico risultato di Tsipras è stato di perdere giorni.

Con quali conseguenze per il paese e i cittadini?
Che il debito aumenta. Che senso ha per i poveri del sud Europa andare a discutere con i ricchi che comandano il continente? Di che cosa dovrebbero parlare, della loro ricchezza o della nostra povertà? Credo sia la stessa cosa per l’Italia, che conosco bene. Voi vi salvate solo perché avete l’industria pesante. La Grecia non ha più neanche l’agricoltura.

Perché non si è riusciti a strutturare una politica industriale in settori favorevoli al Paese, come l’agricoltura o l’enogastronomia?
Moltissimi immigrati, come pakistani e indiani, sono giunti in Grecia per salvarsi e a loro i greci hanno lasciato tutti i mestieri di un tempo. Dove sono oggi i ragazzi greci? Preferiscono stare al caffè e non cercare lavori faticosi. Un mio amico albanese venuto in Grecia per cercare lavoro ha iniziato come operaio e oggi possiede due palazzi interi a Salonicco e tre in Albania. Sono cose pazzesche. Non so come, ma qui si è riusciti a rovinare tutto.

Quanti greci fanno il tifo per un nuovo accordo con i creditori, anche a costo di nuove misure?
La maggior parte aspetta una soluzione del genere perché teme di tornare alla dracma. Il motivo? Tornare alla Grecia degli anni ’50 significherebbe rimettersi in discussione ed è molto difficile per quei greci che oggi sono abituati al benessere e alla globalizzazione. La gente qui è maleducata e pensa che nei campi debbano lavorare solo gli albanesi.

Quanto è verosimile un nuovo rapporto tra Grecia e Russia?
Non ci credo, anche se sono uno di sinistra. Ma sinistra alla bolognese e non alla greca, così come non ci ha creduto neanche Togliatti a Salerno. I russi guardano solo i propri confini e aiuteranno la Grecia solo se per loro è conveniente. Altrimenti la abbandoneranno: questo è poco ma sicuro.

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