Giovedì, tra le polemiche, l’incontro bilaterale tra i vertici di Whirlpool e la Fiom. Venerdì le contestazioni contro il sindacato rosso da parte di un gruppo di lavoratori dello stabilimento di Carinaro, che la multinazionale statunitense vuole chiudere. Un gruppo di dipendenti, molti dei quali iscritti alle sigle Fim-Cisl e Uilm, ha fischiato la sindacalista Michela Spera della segreteria nazionale della Fiom-Cgil accusandola di volersi accordare con la multinazionale americana a loro spese. Sotto accusa la posizione della Fiom, che dopo l’annuncio di un aumento degli esuberi previsti in Italia ha deciso di continuare a trattare in solitaria con il gruppo, al di fuori del tavolo ministeriale.

Spera, che dal 2003 al 2012 è stata segretario della Fiom Brescia, dopo l’incontro aveva parlato di “incontro utile per quanto riguarda gli impiegati, perché ha chiarito che entro fine giugno verranno definite le funzioni e successivamente si farà fronte alla mancanza di ore lavorative con il ricorso agli ammortizzatori sociali” e perché “l’azienda si è resa disponibile a discutere di tutti gli ammortizzatori sociali utili a supportare il piano di riorganizzazione, senza pregiudiziali, dalla Cig ai contratti di solidarietà”.

“L’incontro era aperto a tutte le sigle sindacali – ha fatto poi sapere il segretario casertano della Fiom Massimiliano Guglielmi – e noi come Fiom abbiamo mantenuto la nostra posizione di continuare a sederci ai tavoli di confronto. Ma resta ferma, e l’abbiamo ribadita anche all’azienda, la nostra contrarietà ad altre ipotesi produttive per Carinaro, dove deve restare la Whirlpool. Chi ha polemizzato con la Spera, probabilmente, non ha compreso bene la nostra posizione”. Al contrario per Antonello Accurso, segretario casertano della Uilm, “l’incontro con la Fiom è stato inutile. Per Carinaro nessuna ipotesi, se non incentivi all’esodo e soluzioni alternative alla Whirlpool. All’azienda dispiace che non abbiano partecipato Fim e Uilm; a noi dispiace che non abbia ancora cambiato il piano. Spero che tutti abbiano capito quanto è inutile continuare un confronto fuori dalla sede ministeriale in cui nulla cambia. Passa solo il tempo. Ma i lavoratori di tempo non ne vogliono perdere più, meritano rispetto e risposte”.

Dopo il vertice, l’amministratore delegato di Whirlpool Italia Davide Castiglioni ha parlato di “incontro positivo e costruttivo”, ma la responsabile risorse umane Francesca Morichini ha chiarito che “non c’è nulla di nuovo in termini di esuberi, oggi è il punto zero” e “stiamo lavorando per identificare ogni tipo di soluzione che possa creare occupazione e al tempo stesso minimizzare le eccedenze”.