Antiriciclaggio vaticano, fase due. Dal rapporto dell’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede per il 2014 emerge che sono state 147 le segnalazioni di attività sospette, mentre nel 2013 erano state 202.“Dal numero e qualità delle segnalazioni – si legge nel rapporto – emerge un graduale e complessivo consolidamento dei meccanismi di segnalazione, una maggiore consapevolezza degli obblighi di prevenzione e contrasto delle attività finanziarie illecite da parte dei soggetti vigilati e una crescente efficacia del sistema nel suo insieme”. In conferenza stampa il direttore dell’Aif, Tommaso Di Ruzza, genero dell’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, ha spiegato che il picco delle segnalazioni sospette del 2013 era legato al lavoro di chiusura dei conti dello Ior. E ha auspicato “di formalizzare, tra non molto tempo, la cooperazione e gli scambi di informazione con la Banca d’Italia”.

Altro dato interessante è che nel 2014 l’Aif ha trasmesso 7 rapporti all’Ufficio del Promotore di giustizia vaticano. “Nella maggior parte dei casi le ipotesi di reato presupposto sullo sfondo sono potenziali casi di frode o l’evasione o elusione fiscale”. A partire dal 2012, il numero di dichiarazioni di trasporto transfrontaliero in uscita di denaro contante di importo superiore a 10mila euro è diminuito costantemente da 1.782 (2012) a 1.557 (2013) e a 1.111 nel 2014. Allo stesso modo, le dichiarazioni di trasporto transfrontaliero in entrata si sono ridotte da 598 (2012) a 550 (2013) a 429 nel 2014.

Da segnalare anche che nel primo trimestre del 2014, “l’Aif ha effettuato la prima ispezione in loco dello Ior, per verificare l’attuazione delle misure assunte al fine di prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo”. Misure volute dalla legge sulla trasparenza, la vigilanza e l’informazione finanziaria emanata da Papa Francesco nell’ottobre 2013. “L’ispezione – stando a quanto si legge nel rapporto – non ha rivelato l’esistenza di lacune essenziali da parte dello Ior. Come risultato, l’Aif ha elaborato un Piano d’azione per conseguire un completo e sistematico adeguamento delle procedure esistenti agli standard richiesti”, in conformità con la legge emanata da Bergoglio.

Il presidente dell’Aif, René Brülhart, ha sottolineato che “con la sottoscrizione di Protocolli d’intesa (Memoranda of Undestanding) con le altre Unità di informazione finanziaria di 13 Paesi, inclusi Australia, Francia e Regno Unito, nonché con le Autorità di regolamentazione di Germania, Lussemburgo e Stati Uniti d’America, abbiamo anche rafforzato massicciamente la cooperazione internazionale”. Il numero di casi di collaborazione bilaterale tra l’Aif e l’autorità estera competente è cresciuto da 4 del 2012, a 81 nel 2013 e a 113 nel 2014.

Nello stesso tempo Bergoglio, che nell’omelia della messa di Casa Santa Marta è tornato a condannare gli “affaristi del tempio, quelli che fanno della religione un affare”, ha emanato un nuovo Statuto del Fondo pensioni vaticano. Tre le modifiche principali. In futuro al vertice dell’organismo non ci sarà più il cardinale presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ma una personalità, che può essere anche laica, nominata dal Papa. Per la prima volta nel consiglio di amministrazione entrano a far parte quattro esperti in materia assicurativa e di gestione dei fondi pensioni o di fondi patrimoniali provenienti da diversi Paesi nominati dal Consiglio per l’economia. Infine, il Fondo pensioni sarà sottoposto alla vigilanza del Consiglio per l’economia, della Segreteria per l’economia e del revisore generale.

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