La Santa Sede prosegue il suo cammino verso la trasparenza finanziaria. Dopo la pubblicazione del bilancio dello Ior, e mentre procedono speditamente i lavori delle due commissioni nominate da Papa Francesco per riformare la banca vaticana e per razionalizzare tutti gli organismi economici, il Vaticano ha emanato una nuova legge sulla trasparenza, la vigilanza e l’informazione finanziaria. Il nuovo provvedimento normativo consolida la disciplina esistente in materia di misure di prevenzione e contrasto del riciclaggio e finanziamento del terrorismo; vigilanza e regolamentazione degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria; collaborazione e scambio di informazioni da parte dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif) a livello interno e internazionale; misure contro i soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionali; dichiarazione di trasporto transfrontaliero di denaro contante.

La nuova legge, come precisa un comunicato della Sala Stampa vaticana, “chiarisce e consolida le funzioni, i poteri e le responsabilità dell’Autorità di informazione finanziaria nell’esercizio della funzione di vigilanza e regolamentazione ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, della funzione di informazione finanziaria, nonché, come stabilito da Papa Francesco con il motu proprio dell’8 agosto scorso, della funzione di vigilanza prudenziale. La nuova normativa – prosegue la nota – costituisce un ulteriore importante passo nella direzione della trasparenza e vigilanza delle attività di natura finanziaria e un contributo alla stabilità e integrità del settore a livello globale”.

Per il ministro degli esteri vaticano, monsignor Dominique Mamberti, “si tratta di un testo molto articolato e complesso – quasi un testo unico in materia finanziaria – che si iscrive nel percorso di adeguamento dell’ordinamento vaticano ai parametri internazionali del Financial Action Task Force – Groupe d’action financière e alle raccomandazioni della divisione Moneyval del Consiglio d’Europa, comunemente indicati come i migliori strumenti normativi al fine di predisporre un’efficace rete di protezione contro le operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo”.

La nuova legge, infatti, non si limita soltanto a sostituire in larga parte quella con la quale, il 30 dicembre 2010, Benedetto XVI aveva istituito l’Aif, ma introduce anche discipline ulteriori che nella precedente normativa erano del tutto assenti o solo abbozzate. Una prima e consistente parte della legge, infatti, è dedicata alle misure contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, che si sviluppa nel dettaglio dei soggetti obbligati, nelle attività di valutazione dei rischi, nelle prescrizioni concernenti l’adeguata verifica delle controparti (ordinariamente svolta in maniera proporzionata al rischio connesso alla categoria e al paese o area geografica della controparte e alla tipologia di operazione posta in essere, ma che diventa rafforzata in caso di alto rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo) e nella disciplina del trasferimento internazionale di fondi.

Particolare attenzione viene dedicata alla segnalazione delle attività sospette che i soggetti obbligati sono tenuti a effettuare nei confronti dell’Autorità di informazione finanziaria, che a sua volta le analizza e approfondisce anche con penetranti poteri istruttori. Qualora poi vi sia un fondato motivo di sospettare un’attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, l’Aif trasmette un circostanziato rapporto al promotore di giustizia e ha anche la possibilità di sospendere l’esecuzione delle transazioni e operazioni sospette fino a cinque giorni lavorativi. Il sistema di prescrizioni in materia di misure contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo è poi completato dall’attribuzione, sempre all’Autorità di informazione finanziaria, di un generale potere di vigilanza circa l’attuazione delle misure stabilite dalla legge a carico dei soggetti obbligati, nonché da un articolato sistema di sanzioni amministrative che possono essere emanate dalla stessa Autorità, ovvero nei casi più gravi dal presidente del Governatorato, previa raccomandazione da parte dell’Aif.

Altre disposizioni della nuova legge riguardano la disciplina del trasporto transfrontaliero di denaro contante, in entrata o in uscita dal Vaticano, per un importo pari o superiore a 10mila euro, e le norme in materia di informazione e cooperazione, in relazione alle quali attività un ruolo centrale è attribuito all’Autorità di informazione finanziaria che collabora e scambia informazioni sia con le altre autorità della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, sia con le autorità analoghe di altri Stati, a condizioni di reciprocità e sulla base di protocolli di intesa.