Audio e video che documentavano scambi riservati tra i componenti del Movimento 5 Stelle, senza escludere i due fondatori Grillo e Casaleggio. Tutto pubblicato su un sito che prometteva di inserirne altri, anticipando i contenuti a venire con “coming soon“. #la trasparenza…andrà di moda è lo slogan utilizzato da grillo-leaks.com, che risultava aggiornato fino al 30 aprile: sulla homepage gli hashtag #democraziadiretta, #onestà e #trasparenza. Tutti seguiti da un punto di domanda. Un sito che però è stato oscurato venerdì 8 maggio, giorno in cui il M5S l’ha denunciato alla Polizia Postale, come conferma il capogruppo al Senato Bruno Marton.

Oggi Repubblica ha trascritto i passaggi salienti di un audio pubblicato online e poi rimosso (sotto), che riproduce il confronto tra il comico e i deputati Massimo Artini, Marco Baldassarre (usciti dal Movimento) e Tatiana Basilio (ancora dentro). La registrazione risale al 27 novembre scorso, quando decine di attivisti erano andati a casa di Grillo a Marina di Bibbona per protestare contro l’espulsione di Artini e Paola Pinna. Motivo: falsa rendicontazione. Il voto era stato lanciato sul blog alla mattina e si era chiuso la sera stessa. Risultato: espulsi.

Grillo ammette di avere sbagliato a scegliere Messora e Biondo come capi della comunicazione. I suoi lo accusano di fidarsi delle persone sbagliate

Durissimi gli scambi che emergono dal file: gli attivisti lo accusano di fidarsi delle persone sbagliate e di “non rispondere al telefono”. E ancora, di non conoscere il polso della situazione e dei meet-up. Artini non risparmia nemmeno dei “vaffa” quando viene accusato di non essere stato trasparente. Alcuni parlamentari spiegano che per il Movimento stanno “divorziando”. E le risposte di Grillo, sintetizza Repubblica, toccano vari punti: quando gli dicono di circondarsi delle persone sbagliate spiega che loro fanno ridere

Poi ammette di avere sbagliato a scegliere Claudio Messora e Nicola Biondo come capi della comunicazione: “E’ stato un errore: a Messora non puoi dire niente, ma non aveva il carattere adatto. Anche in Europa. Abbiamo portato lui e alcuni parlamentari europei a Milano e a momenti si picchiavano”. E si va dalla difesa di Gianroberto Casaleggio (“Se non c’era lui, questo Movimento non esisteva”), all’ammissione che l’espulsione di Defranceschi è stata voluta da lui come quella di estromettere Artini – poi diventato responsabile del gruppo Alternativa Libera, che riunisce 10 fuoriusciti M5s – e Pinna (questa presa insieme a Casaleggio) perché “l’assemblea non voleva decidere”.

Grillo ai deputati: “Ad agosto ero venuto a dire di uscire dal Parlamento, perché ormai ci vedono come politici. Avete detto sì, è bello, lo facciamo, ma non avete fatto un cazzo”

Sulle rendicontazioni dice che “non le faccio più queste cose qui, abbiamo toppato anche questa. In Europa abbiamo lasciato perdere, altrimenti passiamo ore, giorni, mesi a parlare di questo”. Sbagliata anche la scelta di partecipare alle regionali in Calabria, dove sarebbe stato meglio non presentarsi. E’ preoccupato e sbotta perché “abbiamo perso troppo tempo con voi parlamentari, stiamo perdendo i giovani, il territorio“. E rinfaccia ai suoi di non avere fatto quanto concordato per mantenere il contatto con gli elettori: “Ad agosto – dice – ero venuto a dire di uscire dal Parlamento: un giorno alla settimana, prendere una sedia, una piazza, perché ormai ci vedono come politici. Avete detto sì, è bello, lo facciamo, ma non avete fatto un cazzo”.

Ma non c’è soltanto Grillo. La struttura della homepage del sito riproduce uno schema piramidale in cui al vertice ci sono Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, affiancati sulla stessa linea dal figlio, Davide Casaleggio. Sotto ci sono i deputati Carlo Sibilia– vincitore anche del “Premio perlone”, attribuito per le sue dichiarazioni su allunaggio, signoraggio e Bilderberg – Carla Ruocco, Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio e Roberto Fico – componenti del direttorio M5s – poi Roberta Lombardi, Vito Crimi e Giancarlo Cancelleri. E nell’ultima fila in basso alcuni senatori e deputati del Movimento. Per ognuno c’è una pagina dedicata, che include anche il numero di telefono (oscurato negli screenshot sopra). Per tutti c’è solo una ‘anticipazione’ scritta e la ‘promessa’: ‘Coming soon’. E Grillo scherza: “Hanno pubblicato il mio numero di telefono ma non mi sta chiamando nessuno. O c’è indifferenza totale o mi sto iniziando a preoccupare”.

Il sito ha pubblicato anche i numeri di telefono di Grillo, Casaleggio e di alcuni parlamentari. Il comico: “Non mi ha chiamato nessuno”

Secondo ‘grillo-leaks’, ad esempio, l’ex capogruppo al Senato Nicola Morra avrebbe detto: “Gli attivisti non contano un ca…o. Conta quello che decidono su a Milano“. O ancora a Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai, viene attribuita la frase: “Ma come non l’avete capito che comanda Gianroberto Casaleggio“. E ancora Grillo che avrebbe ammesso: “[sul blog] Io scrivo ogni tanto… Scrive Casaleggio, scrive Davide, scrive… Bene!”. Sulla pagina del cofondatore compaiono anche il bilancio, l’organigramma e la struttura degli uffici a Milano della Casaleggio Associati.

Ad Alessandro Di Battista il sito attribuisce le dichiarazioni: “Passo la settimana parlamentare ad aumentare i miei follower!” e “il Movimento 5 Stelle è un brand in calo. Dobbiamo aumentare i nostri sforzi per far cambiare il trend!”. Di Luigi Di Maio il sito scrive ‘”cittadino tra i cittadini” ma con tanta voglia di fare gli esami all’Università in privato…’, definisce Roberta Lombardi “Talpa del MoVimento 5 Stelle dal 2013” e Giancarlo Cancelleri “anche detto ‘Spallone’, con l’amico Walter Vezzoli”. E gli ideatori del sito – registrato col nome di Paolo Casta – invitano anche gli utenti alla “partecipazione diretta”: “Aiutaci a raccogliere altro materiale (proteggiamo le nostre fonti)! scrivici a info@grillo-leaks.com”.