Il 25 aprile l’Anpi non organizzerà il tradizionale corteo per la festa della Liberazione dal nazifascismo. Dopo la decisione della Brigata ebraica, della Comunità ebraica e dell’Associazione degli ex deportati di non partecipare all’evento, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia ha scelto di annullarlo per evitare che si ricreino le tensioni dello scorso anno. Il 25 aprile 2014 a Roma scoppiarono infatti alcune contestazioni quando durante il corteo dell’Anpi si incontrarono alcuni ragazzi che esponevano bandiere palestinesi ed i membri della Brigata Ebraica.

L’ipotesi di annullamento del corteo aveva già creato dibattito e polemiche nei giorni scorsi quando si erano verificate frizioni tra la segreteria nazionale dell’Anpi e quella locale (che ha affidato al Campidoglio la regia delle manifestazioni) con le dimissioni – poi respinte – del presidente Ernesto Nassi. La decisione di annullare il corteo sana almeno in apparenza questa spaccatura, che si manifesta nell’unione in una manifestazione a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza nella Capitale. “Le due segreterie dell’Anpi vogliono onorare in sintonia il 70esimo della festa di Liberazione assieme alle associazioni partigiane, della deportazione, dei perseguitati dal fascismo, dei militari nei campi di concentramento e con quanti hanno partecipato alla Guerra di Liberazione” si legge in una nota.

La manifestazione di Porta San Paolo sarà dedicata a Massimo Rendina, partigiano scomparso in febbraio all’età di 95 anni, vicepresidente dell’Anpi nazionale e presidente di quella capitolina. “Invitiamo – conclude la nota dell’Anpi – i cittadini romani, tutte le organizzazioni sociali e politiche sinceramente democratiche della Capitale, a partecipare alla celebrazione in piazza nel rispetto dei valori e della storia a cui si vuole rendere omaggio, nella consapevolezza che i rigurgiti nazionalisti e xenofobi, ben visibili in tutta Europa, richiedono oggi più che mai la coesione e la solidarietà tra tutte le forze antifasciste ed una decisa risposta democratica di massa”.