Il sindaco Ignazio Marino ostenta sicurezza: “Roma è da subito pronta ad affrontare questo evento mondiale“. Come se l’annuncio di Papa Francesco, che ha deciso di indire per l’8 dicembre il Giubileo straordinario con dieci anni d’anticipo, avesse colto di sorpresa tutti tranne lui. Anzi, tutti tranne loro. Perché alle entusiastiche dichiarazioni del primo cittadino della capitale si sono subito aggiunte anche quelle del premier Matteo Renzi (“Sono sicuro che, come già nel 2000, Roma si farà trovare pronta”) che non sta più nella pelle di fronte alla storica doppietta: Expo e Giubileo nello stesso anno. Eppure l’esperienza dovrebbe consigliare prudenza: quindici anni fa, tra ritardi dei cantieri, opere infinite mai completate e disagi alla viabilità non mancarono problemi e difficoltà. Che Roma rischia di rivivere. Specie se dovessero replicarsi gli stessi numeri del 2000: oltre 3.400 eventi, 25 milioni di pellegrini da tutto il mondo con un boom del turismo del 25% rispetto al 1999. Insomma, una capitale presa letteralmente d’assedio.


video di Annalisa Ausilio

CAOS TRASPORTI – La prima grana esplose al terzo appuntamento di massa. Al giubileo dei bambini del 2 gennaio, per la precisione. Si prenotarono in 47mila, ne arrivarono il doppio. Troppi per Piazza San Pietro che può contenerne al massimo 52mila. Un flusso oltre ogni aspettativa. Risultato: Roma paralizzata e stazione Termini in tilt. Una vicenda duramente criticata, all’indomani, dall’Osservatore Romano, voce ufficiale della Santa Sede, che puntò il dito contro Ferrovie dello Stato (Fs): “Nessuno ha il diritto di giustificarsi o di schermirsi dietro alla parola Giubileo. Che ci sarebbe stato lo si sapeva da tempo. Bisognava attrezzarsi”. Replica stizzita di Fs: “Attacchi falsi, pretestuosi e profondamente immotivati”. Sulla polemica intervenne anche il cardinale Roger Etchegaray, all’epoca presidente del Comitato centrale del Grande Giubileo del 2000: “Sì, ci sono stati tanti disagi, ma in piazza San Pietro l’affluenza è stata veramente imprevedibile: per i prossimi eventi giubilari occorrerà tenerne conto se si vogliono ridurre i problemi dei pellegrini“. Un episodio senz’altro sintomatico. Ma non l’unico. Le cronache di quei mesi raccontano di orde di pendolari inferociti per il ritardo dei treni, puntualmente strapieni, e delle linee di metropolitana stracolme. Conseguenza della rivoluzione degli orari, modificati in funzione degli itinerari turistico-religiosi, senza tener conto che su quegli stessi treni viaggiavano ogni giorno migliaia di lavoratori e studenti, costretti ad un vero e proprio calvario per recarsi nella capitale. “Roma è una gruviera, la qualità dei mezzi pubblici è peggiorata, le strade sono piene di buche: prima di dire ‘siamo pronti’ bisognerebbe intervenire per risolvere questi problemi – dice il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, sentito da ilfattoquotidiano.it – Per estensione, Roma è grande dieci volte Parigi, se ci sono delle risorse da spendere mi auguro che siano utilizzate per i cittadini e non per la propaganda vaticana. E, soprattutto, che le cricche vengano tenute alla larga”.

GRANDI INCOMPIUTE – Poi c’è il capitolo delle grandi opere da realizzare, ma mai completate. Uno scandalo nel quale, ancora oggi, detiene il record indiscusso della vergogna la Linea C della metropolitana romana. Avrebbe dovuto essere pronta per il Giubileo del 2000, non sarà finita neppure per il prossimo. Vedrà la luce (forse) nel 2025. Eppure se ne parla addirittura dal 1990. Un’opera, tra l’altro, di cui Roma avrebbe un disperato bisogno a prescindere dal singolo evento. Per ottobre dovrebbe aprire il primo tratto della nuova linea verde da Pantano a Centocelle (periferia est della capitale): finché non sarà prolungata fino a San Giovanni resterà scollegata dalle altre due linee. Finora, sui binari dell’atteso metrò hanno viaggiato, tra un rinvio e l’altro, solo i ritardi. L’ultimo andato in scena l’ottobre scorso. Quando il ministero delle Infrastrutture ha negato l’apertura della prima tratta della linea C per mancanza dei requisiti di sicurezza. Non andò meglio con altre grandi incompiute legate ad altri grandi eventi ospitati dalla capitale. Come le celebri vele dell’archistar spagnolo Santiago Calatrava, nella Città dello Sport di Tor Vergata, voluta dall’allora sindaco Walter Veltroni per ospitare i mondiali di nuoto del 2009. Per portare a termine l’opera ci vorranno ancora tempo e denaro. Ritardi ed impennata dei costi che, alla fine, costrinsero gli organizzatori a dirottare l’evento sulle piscine del Foro italico, risalenti al Ventennio fascista, ma che avevano già ospitato l’edizione del 1994. Precedenti che pesano come un macigno sulle capacità organizzative di Roma in vista del prossimo Giubileo. Che, tra l’altro, sarà una sorta di prova generale, oltre che una vetrina, per l’Olimpiade del 2024 cui la capitale si è candidata.

CORRUZIONE GRANDI EVENTI – Un’esperienza, quella del 2009, con strascichi giudiziari che coinvolsero diversi esponenti della cosiddetta “cricca” degli appalti. Nella lista dei grandi eventi furono inserite anche le opere per i mondiali di nuoto. Tra gli impianti realizzati, quelli del Salaria Sport Village di Diego Anemone finirono nel mirino dei pm romani per presunti abusi edilizi e violazione delle norme paesaggistiche, che una sentenza del 2013 ha però escluso, mandando assolti tutti i 19 imputati (“perché il fatto non sussiste”). Tra loro anche l’ex presidente del consiglio nazionale dei lavori pubblici, Angelo Balducci, e l’ex commissario per i mondiali di nuoto, Claudio Rinaldi. Ma il centro sportivo, frequentato anche dall’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso (già vice commissario vicario per il grande Giubileo del 2000), è tornato l’anno scorso sotto la lente della magistratura che ne ha disposto un nuovo sequestro nell’ambito dell’inchiesta “grandi eventi”. Secondo i pm, l’ex capo della protezione civile avrebbe accettato dal costruttore Anemone denaro per influenzare alcuni dei maggiori appalti degli ultimi anni: dai Mondiali di nuoto del 2009 a Roma al G8 della Maddalena, fino alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Inchiesta per la quale, nel 2013, sono state rinviate a giudizio 19 persone, tra le quali gli stessi Anemone, Bertolaso e Balducci. Finita la stagione dei grandi eventi, è iniziata quella delle grandi emergenze. E quando ballano appalti milionari, tangenti e corruzione sono sempre in agguato. Come dimostra l’ultimo scandalo di Mafia Capitale, capace di allungare i suoi tentacoli perfino sui centri d’accoglienza per fronteggiare l’emergenza immigrati. Il sindaco Marino fa già i conti: “Avremo sì costi straordinari, ma il Pil della città farà un enorme balzo in avanti”. A patto che si riesca ad iniettare per tempo il vaccino contro il morbo delle mazzette che, dal Mose all’Expo, continua ad alterare la concorrenza facendo lievitare i costi a carico del pubblico.

MIRACOLI GIUBILARI – Mai mettere limiti alla provvidenza. Un Giubileo, del resto, può fare miracoli. Come la nascita di una struttura Rai nata proprio per celebrare l’evento. Una vicenda raccontata dalla giornalista Milena Gabanelli, in un articolo dell’anno scorso in Reportime del Corriere della Sera. “Emblematica la genesi di Rai Vaticano. Nel ‘97 una decina di dipendenti occupavano due stanze per preparare gli eventi di Giubileo 2000 – scrive la conduttrice di Report – Senza budget, il team si relazionava con la Santa Sede per agevolare le reti nella produzione di programmi da trasmettere e vendere in tutto il mondo, e doveva essere operativo per 2 anni”. Com’è andata a finire? “Il Giubileo è finito da tempo, ma la piccola squadra si è trasformata in una struttura con i suoi funzionari e dirigenti per continuare a fare le stesse cose”. L’annuncio di Papa Francesco, per loro, è stata una vera e propria benedizione. Peccato che nella home page di Rai Vaticano, a quasi 24 ore dall’intervento del Pontefice, della notizia del prossimo Giubileo non c’era ancora traccia.

Twitter: @Antonio_Pitoni