“Il fatto non sussite”. E’ una sentenza di assoluzione piena quella per i 19 imputati nel processo riguardante i presunti abusi edilizi in occasione dei Mondiali di nuoto del 2009. Il giudice monocratico Marina Finiti ha assolto Angelo Balducci, già presidente del consiglio nazionale dei lavori pubblici, Claudio Rinaldi ex commissario per i mondiali di calcio e l’architetto Angelo Zampolini.

Per Balducci il pubblico ministero Sergio Culaiocco aveva chiesto sei mesi di arresto e 6mila euro di ammenda, per Rinaldi nove mesi di arresto. L’inchiesta scattata prima che cominciassero i mondiali di nuoto e nel mirino della Procura di Roma erano finite sedici piscine dove erano stati compiuti lavori di ristrutturazione anche in violazione, secondo l’accusa, dei vincoli paesaggistici. Tra le persone uscite indenni dal giudizio i gestori di importanti circoli sportivi della capitale come Salaria Sport Village, Flaminio Sporting Club, Circolo Tevere Remo. Nella vicenda fu coinvolto anche Giovanni Malagò già uscito dal processo emerso che non avevano fondamento le contestazioni. 

”Il Salaria Sport Village era perfettamente regolare, sia dal punto di vista amministrativo che da quello penale. Il centro riprenderà l’attività al cento per cento. E da ora in poi si deve affermare che non è stata fatta alcuna violazione per la realizzazione degli impianti” dicono i legali del circolo sportivo, gli avvocati Cesare Placanica, Antonio Barbieri e Giovanni Aricò.

Il pubblico ministero aveva chiesto condanne solo per i reati paesaggistici e aveva chiesto l’assoluzione per gli abusi edilizi affermando che le opere erano state realizzate in presenza del via libera dato dalla presidenza del Consiglio perché i lavori per i mondiali di nuoto erano stati inseriti nella lista dei Grandi eventi. ”In buona fede, quindi – ha argomentato il magistrato – non sono stati compiuti illeciti”. Per questa fattispecie il pm chiede che venga riconosciuta una assoluzione perché i fatti non costituiscono reato.