Tutti giubilano per il Giubileo ma un minuto dopo scatta la ridda di reazioni e polemiche sulla reale capacità di Roma di sostenere l’evento che Papa Francesco ha calendarizzato per l’8 dicembre e fino al 20 novembre 2016. Si contano i mesi, 180 giorni, che mancano all’apertura dell’Anno Santo straordinario che potrebbe attirare 25 milioni di pellegrini.

Ad esultare senza riserve è Matteo Renzi, convinto che l’Italia reggerà la sfida: “Sono sicuro che, come già nel 2000, Roma si farà trovare pronta: l’Italia, che quest’anno ospita l’Expo, saprà fare la sua parte anche in questa occasione”. Ostenta ottimismo anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino: “Roma è da subito pronta ad affrontare questo evento mondiale, così come lo è stata in occasione della beatificazione dei due Papi il 27 aprile del 2014″.

Ma sono queste parole ad incendiare il dibattito. Nel giro di poche ore la discussione si polarizza proprio sul punto, guardando anche all’esperienza non proprio felice dell’edizione del 2000. “Come Fdi-An – afferma in una nota Fabrizio Ghera capogruppo di in Campidoglio – esprimiamo grande soddisfazione ma la città non è pronta quindi Marino si rimbocchi le maniche e cambi registro”.

A mettere in dubbio le parole di Marino sono perfino esponenti del Pd. “La decisione annunciata dal Santo Padre di tenere il Giubileo straordinario a partire dall’8 dicembre 2015 è una bellissima notizia, che riempie di orgoglio e di gioia i romani e tutti gli italiani. Roma, però, nelle condizioni attuali non è pronta. Bisogna al più presto creare una cabina di regia per condurre in porto un avvenimento così grande”. E’ quanto dichiarano i deputati Michele Anzaldi e Lorenza Bonaccorsi, presidente del Pd Lazio. Parla di “immensa gioia” ma anche di responsabilità il capogruppo Pd e coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo: “L’annuncio di Papa Francesco ci fa tremare le vene ai polsi come amministratori”.

Pure il Codacons prefigura una colossale figuraccia: “Il Giubileo troverà una città impreparata con effetti disastrosi per i cittadini”. Parla di trasporti pubblici “inefficienti e inadeguati a servire una metropoli europea”, e dei tanti problemi connessi al traffico e allo “stato disastroso delle strade”. Così “Roma non è assolutamente in grado di ospitare eventi di portata mondiale, che rischiano di tradursi in una ondata di disagi senza precedenti per i cittadini”.

Così in serata Marino torna sul tema e cerca di tranquillizzare tutti: “Moltiplicheremo per cento i nostri sforzi per far sì che l’organizzazione sia all’altezza dello straordinario appuntamento”. Il governo gli fa quadrato intorno: “L’Italia saprà accogliere al meglio i fedeli che si recheranno a Roma in occasione dell’Anno Santo dedicato alla misericordia. Il ministero è pronto, sin da subito, a collaborare per la migliore riuscita di questo Giubileo che sarà per milioni di persone di tutto il mondo un’occasione per un percorso di fede e insieme per uno straordinario viaggio in Italia”. Così in una nota il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. E anche Alfano assicura il massimo impegno. “Lavoreremo per garantire che questo grande evento, non solo religioso ma di richiamo alla pace universale, si svolga in piena sicurezza”. Ma a poche ore dall’annuncio, a sentire chi sta a Roma, nessuno si sente davvero sicuro.