Consulenze fuori dalle regole, appartamenti affittati agli amici degli amici e poi il caso clamoroso di un appalto affidato con un ribasso del 100%. Eccole, alcune verità nascoste dell’Aler, l’azienda pubblica lombarda che gestisce l’enorme patrimonio di case popolari. L’ente per molti anni è stato diretto dall’avvocato Domenico Ippolito, calabrese di Seminara. Lo stesso Ippolito, sentito come testimone durante il processo che vede imputato per fatti di mafia l’ex assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti, ha confermato come l’azienda pubblica fosse un vero e proprio raccomandificio, dove chiunque aveva diritto alla spintarella. Nello stesso processo sono state depositate due relazioni dell’Organo di vigilanza interno che, oltre a svelare diverse violazioni amministrative nelle assunzioni, denunciano “il mancato controllo da parte del collegio sindacale e del suo presidente Beniamino Lo Presti”.

Partiamo allora da qua e da una precisazione: attualmente Lo Presti non è più nel collegio sindacale di Aler, ma resta sindaco in Asset società partecipata al 100% dall’azienda pubblica. Lo Presti, commercialista molto vicino all’entourage di Ignazio La Russa, è anche presidente del collegio sindacale nella società che controlla l’Autodromo di Monza. Oltre a questo condivide un noto studio di commercialista in Foro Bonaparte pieno centro di Milano. Con lui il collega Marco Varè, pietra di uno scandalo che rischia di esplodere nel 2012. Non esploderà, silenziato dal muro di gomma che protegge Aler. In quel periodo presidente del collegio sindacale è ancora Lo Presti, siciliano di Raffadali, comune dell’agrigentino che ha dato i natali al pluricondannato Salvatore Cuffaro. Il 18 luglio 2012 con un documento interno il dg Ippolito affida una consulenza a Marco Varè: 24mila euro per redarre la dichiarazione dei redditi 2012-2013. Si tratta dello stesso professionista che condivide lo studio con l’allora presidente del collegio sindacale. Il conflitto d’interesse appare banale. La cosa viene denunciata da Maria Rosaria Ciafrone membro tecnico dell’Organismo di vigilanza nonché tecnico della Corte dei conti. In una relazione del 29 novembre 2012 si legge come l’affidamento di quella consulenza “abbia violato il codice dei contratti pubblici e il codice civile”. S’ipotizza, oltre al danno erariale, anche la possibilità che lo stesso Lo Presti possa decadere dalla sua carica di presidente del collegio sindacale. Non succederà niente.

E niente succede quando nell’ottobre 2014 la società New Ghibli assieme al Centro di recupero srl si aggiudica un appalto di 162mila euro per il servizio di pulizie negli uffici milanesi dell’Aler con un ribasso clamoroso: il 100%. Al bando, si legge nel documento, vengono invitate ben quindici imprese, ma si presentono solamente in due. Vincerà la New Ghibli. L’offerta, ci vuole poco a capirlo, è di per sé anomala. Nessuno però dei controllori sembra accorgersene. Su tutti lo stesso Ippolito, il quale dopo aver lasciato la poltrona di dg è stato nominato direttore del settore appalti. Appare evidente che chi offre un ribasso del 100% non può che lavorare in perdita.

Verità nascoste, si diceva. Alcune di queste, infine, stanno in una bella strada di Milano: via Fratelli Bronzetti al civico 37. Il palazzo rosa è di proprietà dell’Aler. Gli appartamenti rientrano a tutti gli effetti nel patrimonio dell’ente. Pochi civici più in là, altra proprietà pubblica, utilizzata per dare alloggi a quei lavoratori che hanno un contratto a tempo determinato e che risiedono fuori Milano. Qui per qualche tempo ha vissuto Teresa Costantino, figlia di Eugenio presunto boss della ‘ndrangheta che, secondo l’accusa, procurò voti all’ex assessore regionale Domenico Zambetti. E del resto, secondo la procura e molte testimonianze, non ultima quella dell’ex dg di Aler Domenico Ippolito, fu grazie a Zambetti che la ragazza, ex consigliere comunale a Sedriano, ottenne impiego e alloggio in Aler. Il periodo è quello tra il 2011 e il 2012. A quei tempi, infatti, la spintarella di Zambetti valeva oro. A riprova, l’inedita vicenda di Alessandra S., ragazza di origini calabresi, che nello stesso periodo fu assunta nell’ufficio tecnico di Aler, ottenendo anche l’appartamento al 37 di via Bronzetti. L’affitto inizia nel settembre 2011 ed è ancora in essere. Anche lei stava nella lista dei raccomandati dell’ex assessore alla Casa. In tema di casa, spunta anche il nome di un’amica dell’ex vicepresidente dell’azienda pubblica, maroniano di ferro e trombato di lusso alla sostituzione del presidente di Aler Loris Zaffra. La signora attualmente occupa un bell’appartamento in via Giovanni Antonio Amedeo, in zona città studi.