L’8 gennaio scattarono gli arresti per le tangenti sulle fogne. Oggi gli uomini della Guardia di Finanza hanno eseguito altre undici misure cautelari: nel mirino funzionari e tecnici del Comune di Roma e di altri enti nell’ambito dell’indagine su corruzione e concussione condotta dalla Procura di Roma.

Gli arresti, dopo la prima tranche dell’operazione condotta a inizio dell’anno, hanno riguardato questa volta tecnici in servizio al nono dipartimento di Roma Capitale (programmazione e attuazione urbanistica), preposti a rilascio delle concessioni edilizie.  In particolare si tratta di cinque funzionari pubblici (tre tecnici del comune e due ispettori dell’Asl) arrestati e sei imprenditori per cui il gip ha disposto l’obbligo di presentazione dinanzi alla polizia giudiziaria.

I tecnici del Dipartimento arrestati per reati di corruzione si occupavano di istruire le pratiche edilizie per il rilascio dei titoli abilitativi, quali il permesso di costruire, l’approvazione delle varianti in corso d’opera e le concessioni edilizie in sanatoria. Dagli accertamenti eseguiti è emerso che alcuni costruttori per ottenere velocemente l’approvazione dei progetti edilizi senza rischiare di incorrere in “lungaggini immotivate”, si trovavano costretti a sottostare alle richieste illecite dei pubblici ufficiali responsabili delle pratiche.
Secondo gli investigatori delle Fiamme Gialle gli episodi di corruzione avvenivano sia nella fase preliminare, nel momento
in cui venivano presentati i progetti al IX Dipartimento, sia nella fase esecutiva, quando i tecnici dell’ispettorato edilizio dei vari Municipi effettuavano i controlli nei cantieri, non rilevando gli abusi. Anche per quanto attiene ai controlli effettuati dagli ispettori dell’Asl in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro.

Gli investigatori hanno scoperto un vero e proprio tariffario per le tangenti. Seimila euro erano necessari per la dichiarazione di inizio dei lavori, 3mila per le pratiche di sanatoria, 8mila per le varianti e 10mila per la dichiarazione di fine lavori. Cento euro, invece, la tariffa per i controlli sulle misure di sicurezza. “In alcuni casi abbiamo scoperto una sorta di corruzione preventiva con tangenti pagate addirittura prima che partissero i controlli”, ha spiegato il generale delle fiamme gialle Gennaro Vecchione, durante la conferenza stampa sugli arresti.