I soldi pubblici che a metà dicembre il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi diceva di “non sapere” se sarebbero stati stanziati per l’autostrada Brebemi alla fine sono spuntati. Come ha rilevato L’Eco di Bergamo, nella legge di Stabilità appena pubblicata in Gazzetta ufficiale al comma 299 è disposta l’istituzione di un fondo da 300 milioni complessivi (20 all’anno dal 2017 al 2013) per la “realizzazione di opere di interconnessione di tratte autostradali per le quali è necessario un concorso finanziario per assicurare l’equilibrio del Piano economico e finanziario”.

Esattamente la situazione della A35, inaugurata in pompa magna l’estate scorsa dal premier Matteo Renzi ma le cui sei corsie restano ampiamente sottoutilizzate. Con il risultato che i mancati introiti da pedaggi, uniti a costi di costruzione più alti del previsto, mettono a rischio la sostenibilità dell’opera di cui sono soci Gavio e Intesa Sanpaolo. Di qui la necessità di un “aiutino” pubblico, nonostante, appunto, solo poche settimane fa Lupi si sia rifiutato di confermare l’ipotesi e abbia ricordato che i vertici della Brebemi avevano spesso sottolineato di aver costruito la prima autostrada “senza soldi pubblici”. Affermazione di per sè lontana dal vero, considerato che a finanziarla sono state in gran parte la Cassa depositi e prestiti, controllata all’80% dal Tesoro, e la Banca europea degli investimenti.

Peraltro al ministro aveva subito replicato a muso duro Roberto Maroni, secondo il quale in caso di mancato intervento il governo avrebbe dovuto “assumersi la responsabilità delle conseguenze“. Semplicemente, aveva fatto presente il governatore della Lombardia, bisogna decidere “se questa opera resta o chiude”. Ora la palla è nelle mani di Lupi. Nel testo della manovra si legge infatti che “alla ripartizione delle risorse” stanziate “si provvede con delibera del Cipe su proposta del ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.