Flotilla, la Procura di Roma indagherà sull’abbordaggio di 22 barche: “Sequestro di persona e danneggiamento”
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per sequestro di persona e danneggiamento in relazione all’abbordaggio da parte delle autorità israeliane delle 22 barche della Global Sumud Flotilla avvenuto la notte del 29 aprile al largo di Creta in acque internazionali. All’attenzione dei pm di piazzale Clodio sono arrivate tre esposti tra cui due che riguardano la posizione degli attivisti Thiago de Avila e Saif Abukeshek attualmente detenuti in carcere che sono stati prelevati mentre si trovavano a bordo di imbarcazioni italiane.
In particolare in uno degli esposti si fa riferimento a Saif Abdelrahim Abukeshek, cittadino di nazionalità palestinese in possesso della cittadinanza spagnola e svedese e membro del direttivo della Global Sumud Flotilla che si è imbarcato dal porto di Augusta per partecipare alla missione e partito inizialmente il 26 aprile scorso a bordo dell’imbarcazione ”Batolo” battente bandiera francese, si era trasferito sull’imbarcazione “Eros 1” battente bandiera italiana.
L’imbarcazione “era stata avvicinata da un mezzo militare appartenente all’esercito israeliano e personale militare non meglio identificato procedeva – come hanno spiegato le avvocate del team legale – al prelevamento forzato di Saif Abdelrahim Abukeshek e degli altri membri dell’equipaggio”. Ma mentre gli altri membri dell’equipaggio della “Eros” 1 sono fatti sbarcare in Grecia Abukeshek insieme a Thiago Avila, altro membro simbolo della missione, sono stati trasferiti in carcere in Israele. Ora Abukeshek, che è palestinese, potrebbe rischiare la pena di morte a causa della legge approvata dalla Knesset il 30 marzo 2026: il provvedimento prevede l’impiccagione per chi è accusato di “atti di terrorismo con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele”.
Il fascicolo, come ha riferito il Fatto domenica, è indipendente dal precedente e si valuta anche di inoltrare una rogatoria in Grecia. Sull’ipotesi di reato di tortura i pubblici ministeri stanno invece facendo le loro valutazioni: molto dipenderà dagli esposti e dall’analisi degli allegati, tra i quali figurano le fotografia dei militanti picchiati.
A piazzale Clodio, infatti, è aperto da tempo un altro fascicolo avviato dopo gli esposti presentati dagli attivisti e parlamentari italiani che si trovavano a bordo delle navi della Global Sumud Flotilla, fermati lo scorso ottobre in prossimità della costa di Gaza dalle forze israeliane e poi rimpatriati. Nell’inchiesta, contro ignoti, si procede per tortura, rapina, sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio. Il pm titolare dell’indagine Stefano Opilio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, ha ascoltato nei mesi scorsi i partecipanti alla missione per ricostruire sia la fase della navigazione, con gli attacchi dei droni, sia quella successiva dell’abbordaggio da parte delle forze israeliane e del trattenimento fino al rimpatrio in Italia. In settimana i magistrati italiani sono pronti a inoltrare una richiesta di rogatoria a Israele.