Come già fatto alla Camera, in aula al Senato il governo porrà la fiducia sul maxiemendamento alla legge di Stabilità. Lo ha annunciato l’esecutivo durante la conferenza dei capigruppo al Senato. Il testo sarà pronto alle 20 circa. Dopo una notte di lavoro in commissione (l’esame degli emendamenti è finito alle 3:30), la Bilancio non ha concluso l’esame del ddl, che approderà in aula senza il mandato al relatore e quindi senza le modifiche approvate nei giorni scorsi in commissione. Il relatore Giorgio Santini (Pd) ha detto che “il governo porterà un maxi emendamento” che conterrà, “in linea di massima”, le modifiche apportate in commissione Bilancio, “anche se non c’è nessuna garanzia. Il governo è padrone” del provvedimento.

Nella notte, durante il voto alle modifiche al provvedimento, non sono mancate le imboscate e gli ostacoli per la maggioranza. Il governo ha dovuto ritirare 5 degli 80 emendamenti presentati e se ne è visti dichiarare inammissibili quattro, tra cui quello sulle armi da fuoco per uso scenico. L’esecutivo è stato poi battuto su un emendamento di Sel a prima firma Uras che destina 5 milioni di euro alle scuole elementari e medie della Sardegna danneggiate dall’alluvione. L’emendamento, con parere contrario di esecutivo e relatore, è passato con un voto di scarto. “Siamo dispiaciuti del parere contrario – commenta Luciano Uras – non è un emendamento personale ma per sistemare le scuole in una Regione con la più alta dispersione scolastica d’Italia, il 25%, dove i bambini di Olbia stanno andando a lezione in oratorio perché non hanno più la scuola. E stiamo dando 5 milioni quando alla Sardegna per l’alluvione non è stato dato nulla se non ora dieci milioni nell’ambito di un intervento da 76 per tutta Italia. Non ne possiamo più di essere colpiti”.

Tra le novità dell’ultima ora anche lo stop alla Tasi per le case dell’Aquila distrutte dal terremoto. La misura fa parte di un pacchetto più ampio per fronteggiare le emergenze: arrivano tra l’altro anche fondi per l’Emilia Romagna.

Un nuovo emendamento, ispirato al piano dell’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, stabilisce che le partecipate locali vanno chiuse o accorpate se hanno meno di 10 dipendenti o più amministratori che dipendenti e se hanno un fatturato sotto i 100mila euro. Sanzioni, in caso di mancato taglio, sia ai dirigenti sia agli amministratori, a cui saranno tagliati i compensi.

Tra i nodi sciolti mercoledì dalla Commissione ci sono invece gli aumenti di tassazione su fondi pensione e casse privatizzate, ‘sterilizzati‘ ma solo per la quota di investimenti “infrastrutturali”. Risolto anche il problema dei minimi (il tetto per accedere al nuovo regime forfettario passa da 15mila a 20mila euro) e dell’Irap per le aziende che, non avendo dipendenti, non potevano beneficiare dello sconto dall’imposta del costo del lavoro. E’ arrivata poi una nuova riduzione al taglio imposto ai patronati: dagli iniziali 150 milioni resta una sforbiciata da appena 35 milioni e vengono ripristinati 30 milioni per incentivare la contrattazione di secondo livello.