Respinti dal Consiglio di Stato i ricorsi del governo e di due associazioni contro la decisione del Tar Campania sul caso de Magistris: il sindaco di Napoli resta per ora in carica. Viene infatti confermata la sospensiva del Tar che ha bloccato gli effetti della delibera con cui il Prefetto lo aveva sospeso da sindaco per la legge Severino.

Se invece i giudici avessero accolto i ricorsi sarebbe tornata stata ripristinata l’ordinanza del Prefetto di Napoli che lo aveva sospeso. Dopo la condanna in primo grado nell’inchiesta Why not per abuso d’ufficio, per l’ex pm era scattata la legge Severino, che per gli amministratori locali prevede la sospensione dalla carica per 18 mesi in caso di condanna anche non definitiva.

Dopo la condanna in primo grado nell’inchiesta Why not per abuso d’ufficio, per l’ex pm era scattata la legge Severino

Il Prefetto di Napoli aveva quindi emanato, in tempi strettissimi, un provvedimento che lo sospendeva dalla carica. rovvedimento che de Magistris ha impugnato al Tar. Il 10 ottobre, la prima sezione del Tribunale amministrativo della Campania aveva accolto, in via cautelare, il suo ricorso, sospendendo temporaneamente gli effetti della pronuncia del Prefetto: di fatto, quindi, de Magistris aveva ripreso le funzioni di sindaco.

Il Tar aveva anche deciso di inviare alla Consulta gli atti relativi al procedimento, sollevando questione di legittimità

Il Tar aveva anche deciso di inviare alla Corte Costituzionale gli atti relativi al procedimento, sollevando questione di legittimità sulla legge Severino. Le carte non sono ancora giunte alla cancelleria della Consulta. Quest’ultimo ‘filone’ della vicenda, in ogni caso, seguirà un iter parallelo, distinto da quello amministrativo, che è invece suscettibili di sviluppi già tra domani e venerdì. In relazione unicamente alla sospensiva del provvedimento prefettizio la decisione del Tar, infatti, è stata impugnata il 12 novembre dal Governo, tramite il ministro dell’Interno e la prefettura di Napoli. Un ricorso preceduto, pochi giorni prima, da quelli di due associazioni: il Movimento difesa del cittadino e l’Associazione lotta piccole illegalità.

“Nel bilanciamento degli interessi coinvolti, riveste prevalenza quello inerente alla prosecuzione del mandato elettivo”

“Nel bilanciamento degli interessi coinvolti, riveste prevalenza quello inerente alla prosecuzione del mandato elettivo” scrivono i giudici nel provvedimento legando quest’aspetto al giudizio di costituzionalità. Fermo restando che la questione posta alla Corte costituzionale non entra nel giudizio del Consiglio di Stato, i giudici spiegano però che la stessa prosecuzione del mandato da sindaco non è “reversibile per il periodo di estromissione in caso di esito favorevole del giudizio di costituzionalità, mentre ad un suo esito negativo segue la reviviscenza della misura di sospensione medio tempore resa inefficace”.

Secondo il Consiglio di Stato, inoltre, “la misura di cautela adottata dal primo giudice” – cioè la sospensiva del Tar Campania rispetto al provvedimento del Prefetto che ha sospeso de Magistris da sindaco – “per il suo carattere interinale e la subordinazione della sua efficacia al tempo necessario per la conclusione del giudizio di costituzionalità, si configura conforme agli indirizzi della giurisprudenza della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia U.E., tesi a privilegiare l’effettività della tutela giurisdizionale e l’integrità delle posizioni coinvolte dal contendere fino alla decisione di merito”.

“È una felicità improvvisa perché aspettavamo tutti il verdetto domani. Sono molto contento – dice de Magistris che ha impugnato la sentenza di condanna del Tribunale di Roma – La giustizia amministrativa di primo e secondo grado ha sanato una ferita molto dolorosa che ha rischiato di metterci seriamente in difficoltà in queste settimane. Oggi è una bella giornata”. L’ex magistrato dice di aver avuto “la forza di non mollare anche grazie all’affetto dei napoletani che ripagherò lavorando 24 ore al giorno per il prossimo anno e mezzo. Per me il loro affetto è stato determinante”.