Il Policlinico di Bari revoca la borsa di studio a Maria Carmen Lorusso: “Mancavano i requisiti”. È imputata per scambio elettorale politico mafioso
Il Policlinico di Bari ha disposto l’annullamento in autotutela dell’ammissione dell’ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso all’avviso pubblico per il conferimento di borse di studio legate al progetto di ricerca “Ubuntu”, finanziato attraverso il Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020 del Ministero della Salute. La decisione arriva al termine di una verifica straordinaria avviata dalla direzione strategica dell’azienda, anche in seguito alla richiesta di approfondimento avanzata dal dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia sulla regolarità della procedura selettiva. Determinante anche l’istanza trasmessa dal presidente della Regione Antonio Decaro, supportata dal parere tecnico-giuridico dell’Avvocatura regionale. Lorusso era stata arrestata il 26 febbraio del 2024 nell’ambito di un’indagine sul presunto scambio politico-mafioso per le elezioni amministrative del 2019.
Secondo quanto reso noto dal Policlinico, “le risultanze istruttorie emerse dal riesame delle procedure hanno evidenziato la mancanza dei requisiti previsti al momento dell’ammissione alla procedura selettiva nonché una dichiarazione non veritiera resa all’atto della sottoscrizione del contratto”. Con la delibera adottata, l’azienda ha disposto l’esclusione della candidata dalla selezione, l’annullamento degli atti conseguenti, la cessazione immediata del contratto sottoscritto e la decadenza dai benefici collegati alla borsa di studio.
Il giorno precedente era stato lo stesso Decaro a chiedere formalmente al direttore generale del Policlinico di annullare in autotutela la borsa di studio assegnata nell’ambito del progetto Ubuntu. La Regione aveva evidenziato che Lorusso, imputata per scambio elettorale politico-mafioso, al momento del concorso aveva procedimenti penali pendenti — tra cui quello per violazione dell’articolo 416-ter del codice penale — che avrebbero dovuto comportarne l’esclusione dalla selezione. Il Policlinico aveva inizialmente sollevato possibili dubbi interpretativi sulla normativa applicabile, ma la Regione, acquisito il parere dell’Avvocatura regionale, aveva ritenuto errata quella valutazione, chiedendo un intervento immediato e riservandosi ulteriori azioni a tutela del principio di legalità.
Tre giorni fa, attraverso i suoi difensori Gaetano e Luca Castellaneta, Lorusso aveva replicato alle polemiche sostenendo di avere “espressamente indicato i procedimenti penali pendenti” nella domanda di partecipazione al bando. Gli avvocati avevano definito “non assolutamente vera” la notizia secondo cui l’ex consigliera non avrebbe dichiarato di essere sotto processo, aggiungendo che la loro assistita era certa di avere meritato l’assegnazione della borsa di studio e confidava nell’esito positivo degli accertamenti disposti dalla Regione.
Lorusso è imputata per scambio elettorale politico-mafioso insieme al marito, l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, già condannato in primo grado a nove anni con rito abbreviato in un procedimento separato. Secondo l’accusa, sarebbero stati raccolti voti dai clan baresi per favorire l’elezione di Maria Carmen Lorusso al Consiglio comunale di Bari nel 2019. Il gup di Bari Giuseppe De Salvatore ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per Giacomo Olivieri ed è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Bari.
“Prendiamo atto della delibera hanno notificata alla dottoressa Lorusso e sottolineiamo che la nostra assistita, in sede di domanda di ammissione al bando, ha dichiarato i procedimenti penali pendenti a suo carico. Lei non è destinataria di provvedimenti di misure di sicurezza o prevenzione. Il 23 marzo 2026 ha sottoscritto il contratto di borsa di studio e non ha rilasciato alcuna nuova dichiarazione in quella sede. Le motivazioni che sono sottese alla delibera notificata oggi sono infondate in quanto la Lorusso non ha reso alcuna dichiarazione falsa o non veritiera. L’atto sarà impugnato nelle sedi giudiziarie competenti tempestivamente – specifica in una nota l’avvocato Luca Castellaneta – Le risultanze istruttorie emerse dal riesame delle procedure – spiega il Policlinico – hanno evidenziato la mancanza dei requisiti previsti al momento dell’ammissione alla procedura selettiva nonché una dichiarazione non veritiera resa all’atto della sottoscrizione del contratto”. L’avvocato Castellaneta spiega invece come “non era prevista una nuova dichiarazione”. “Quella dichiarazione” sui carichi pendenti “la doveva presentare in sede di domanda di ammissione al bando e lo ha fatto, dopo non doveva rilasciare ulteriori dichiarazioni”.