Doveva essere la stagione del grande rilancio della scuola italiana, con l’annuncio del “rivoluzionario” piano ‘La buona scuola’. Ma una serie di errori e problemi di varia natura stanno trasformando in un incubo l’autunno del Ministero dell’Istruzione. L’incredibile svista del Cineca, che ha invertito le domande dei test d’accesso alle scuole di specializzazione a Medicina mettendo a rischio l’intero concorso (leggi), è solo l’ultimo episodio negativo delle ultime settimane. Ci sono anche i ritardi nelle graduatorie d’istituto, che ancora una volta hanno creato confusione nell’assegnazione delle supplenze. O il caos sul secondo bando del Tfa, bloccato per giorni (in particolare in Lombardia) per la controversia tra università telematiche e atenei tradizionali, e adesso a rischio ricorso, con E-Campus che farà causa al Ministero per essere stata esclusa. E ancora: la legge di Stabilità, che ha portato in dote risorse importanti ma anche tagli dolorosi; o i dubbi sulla gestione dei fondi di ricerca emersi intorno alla figura di Antonio Agostini (leggi). Inconvenienti che hanno determinato grande malumore intorno al Miur e indebolito la posizione del ministro. Così adesso si torna al punto di partenza, alla discussione della riforma della scuola, in un clima tutt’altro che sereno, vista anche la delicatezza di alcuni temi (come ad esempio l’abolizione degli scatti d’anzianità, leggi).

GRADUATORIE IN RITARDO E SBAGLIATE: CAOS SUPPLENZE – A settembre il governo Renzi ha annunciato l’assunzione di 150mila precari, la rivoluzione meritocratica delle carriere, il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro (leggi). Probabilmente, però, per far funzionare meglio la scuola italiana basterebbe un po’ più d’efficienza nella gestione delle procedure ordinarie. Come ad esempio l’assegnazione delle supplenze. Lo scorso maggio il ministro ha firmato il decreto di aggiornamento triennale della graduatorie d’istituto, in base a cui avrebbero dovuto essere attribuiti gli incarichi a tempo determinato. C’era tutto il tempo (circa quattro mesi) per prepararsi. Ma a settembre, quando la scuola è ricominciata, le nuove liste non erano ancora pronte. Così i docenti sono stati chiamati in cattedra in base ai vecchi punteggi, per poi essere sostituiti ad anno in corso dagli “aventi diritto”. Colpa delle segreterie, della scarsa chiarezze delle tabelle di punteggio elaborate dal Ministero, della difficoltà di inserimento dei dati nel sistema. Non che sia una novità rispetto agli anni passati. Ma dal nuovo corso ci si aspettava un’inversione di tendenza. Questo si è verificato un po’ in tutta Italia. E in alcune città è andata anche peggio: a Milano, ad esempio, le graduatorie definitive contenevano talmente tanti errori da costringere l’Usr a sospenderle e ripubblicarle, cambiando così gli insegnanti per tre volte in due mesi (leggi). Adesso anche a Roma si stanno verificando molte segnalazioni di anomalie sulle liste, che potrebbero sfociare in ulteriori rettifiche.

TROPPI POSTI RICHIESTI: TFA BLOCCATO IN LOMBARDIA – Non è andata meglio per il secondo ciclo del Tirocinio Formativo Attivo, il corso che abilita all’insegnamento. Proprio nelle ultime ore si è sbloccata la situazione in Lombardia, con la decisione del Miur di escludere le università telematiche, dopo settimane di attesa. A settembre, infatti, è successo incredibilmente che gli atenei potessero fare richiesta quasi del doppio dei posti previsti dal bando (3mila invece di 1.900), senza che nessuno controllasse. A monte dell’errore c’è il contenzioso fra E-Campus (l’università privata telematica legata a Cepu) e gli altri atenei pubblici . Comunque sia andata, l’Usr ha dovuto sospendere le prove scritte già calendarizzate per il mese di novembre. Adesso il Miur ha deciso di tagliare fuori dal bando le università telematiche (in Lombardia come nelle altre regioni interessate, la Campania ad esempio). Ma anche qui il concorso è destinato a finire in tribunale: E-Campus farà causa al Ministero per un’esclusione “arbitraria e ingiusta, che il Miur non si è neanche degnato di motivare ufficialmente”: “Chiederemo i danni per aver leso la nostra immagine e i nostri diritti di università riconosciuta”, dichiara al fattoquotidiano.it il direttore generale Alfonso Vitoli. Sarebbe bastata un po’ più d’attenzione e di chiarezza fin dall’inizio per evitare un pasticcio che rischia di penalizzare gli studenti e costare caro al Ministero.

LEGGE DI STABILITA’ E FONDI DI RICERCA: I CONTI NON TORNANO – Notizie in chiaroscuro anche sul fronte economico. Nella legge di Stabilità il governo ha stanziato le risorse che serviranno ad assumere i 150mila precari: un miliardo nel 2015 e tre miliardi a partire dal 2016, soldi importanti che però potrebbero non bastare a realizzare tutti gli obiettivi del piano ‘La buona scuola’. Senza dimenticare che la manovra contiene anche tagli sanguinosi a università e ricerca (leggi). Pesanti ombre ci sono intorno proprio ai fondi di ricerca: la Ragioneria di Stato, la Corte dei Conti, la Procura di Roma e l’Antifrode europea hanno acceso i riflettori intorno alla gestione delle risorse Ue per la ricerca fra il 2009 e il 2012 da parte di Antonio Agostini, all’epoca al Miur, fresco di nomina alla direzione dell’Ispettorato nazionale sulla sicurezza nucleare (leggi). Si parla di elementi con profili di illegittimità, con possibile configurazione di danno erariale e risvolti penali (leggi). E la cattiva notizia per il Ministero dell’Istruzione è che, in caso venissero accertate le irregolarità, Bruxelles potrebbe anche chiedere indietro i soldi spesi male.

DISASTRO A MEDICINA. E C’E’ CHI CHIEDE LE DIMISSIONI DI GIANNINI – Ma la vicenda più recente e spinosa è sicuramente l’errore nei test di accesso alle scuole di specializzazione in Medicina. Stefania Giannini ha scaricato tutte le colpe sul Cineca: “Voglio ricordare che il Cineca ha assunto la responsabilità materiale, diretta ed esclusiva di questa gestione, e che il Cineca non è un organismo interno al Ministero”, ha ripetuto mercoledì 5 novembre alla Camera. Ma il Consorzio interuniversitario è comunque strettamente legato al Miur; così come al Miur fa capo il concorso, che adesso rischia di finire in tribunale. Il Ministero ha deciso di convalidare le prove, pubblicando in settimana le nuove graduatorie. Insieme alle iscrizioni, però, partiranno anche i ricorsi (leggi). E l’obiettivo non è solo quello di ottenere l’ammissione per tutti i partecipanti, ma anche di colpire il Miur. “Le dimissioni del presidente del Cineca non ci bastano: a loro va addebitato quell’errore specifico, ma le vere responsabilità stanno altrove. Vogliamo che salti qualche poltrona importante al Ministero”, spiega a ilfattoquotidiano.it Rosalba Di Placido, responsabile scuola del Codacons, che ha già preparato una class action. E anche la pagina Facebook che guida la protesta degli specializzandi, oltre alle 12mila borse, punta alle dimissioni di Giannini.

Una richiesta a cui potrebbero presto aggiungersi altre voci. Medici specializzandi, docenti, personale Ata (duramente colpito dai tagli della manovra): sono in tanti ad avercela col titolare dell’Istruzione, che per il momento non batte ciglio e tira avanti. Ma i nodi stanno venendo al pettine: nelle prossime settimane bisognerà salvare il concorso di specializzazioni, fronteggiare la grana E-Campus in relazione al Tfa. E a novembre si chiuderanno anche le consultazioni sulla riforma, che entrerà finalmente nel vivo. Per la Giannini sarà un banco di prova decisivo, stavolta senza appello. Perché altri errori potrebbero essere fatali.

Twitter: @lVendemiale