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Roma, la Consulta provinciale degli studenti cancella la commissione antifascismo. Le proteste: “Voto non sottoposto all’assemblea”

Lettera di protesta consegnata al ministro Valditara che assicura: "La leggerò con attenzione". Chiesto anche l'intervento dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio che però glissa: "“Le consulte sono autonome e non possiamo interferire con la loro volontà"
Roma, la Consulta provinciale degli studenti cancella la commissione antifascismo. Le proteste: “Voto non sottoposto all’assemblea”
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La Consulta provinciale degli Studenti di Roma, presieduta dalla maggioranza di Azione Studentesca, ha cancellato la commissione antifascismo. Con una decisione del consiglio di presidenza – senza alcun voto dell’assemblea plenaria – il presidente Riccardo Maola e i membri del vertice della Consulta hanno eliminato una delle braccia operative dell’organo studentesco da sempre presenti.

A denunciare il fatto è la Rete degli studenti medi che non ne vuol sapere di quest’iniziativa a senso unico: “Un atto che non solo rappresenta un attacco ai valori costituzionali ma che è anche illegittimo sul piano procedurale, poiché non è stato sottoposto al voto dell’assemblea. Una scelta folle che ignora la storia e le radici della nostra città. Riteniamo questa modifica del tutto illegittima. Non si può sorpassare l’organo sovrano, che è l’Assemblea. Chiediamo il ripristino immediato della Commissione”.

Federico Rossi, membro del Consiglio di Presidenza, ha preparato una lettera anche per il ministro dell’Istruzione e del Merito. Una volta consegnata, però, Valditara ha lasciato l’incontro per altri impegni, dicendo che avrebbe risposto in un secondo momento. Contatto da ilfattoquotidiano.it il numero uno di viale Trastevere precisa: “I ragazzi delle consulte mi hanno chiesto un incontro per parlare di intelligenza artificiale nelle scuole. È stato un incontro molto positivo e molto costruttivo. Il ruolo delle consulte verrà sempre più valorizzato. Uno studente della minoranza mi ha consegnato una lettera. La leggerò con attenzione”.

A spiegare cos’è accaduto è il presidente della commissione antifascismo, Simone Casalino che al nostro giornale racconta: “Non è la prima volta che viene proposta la modifica del regolamento per eliminare la commissione che presiedo. Già lo scorso dicembre avevano tentato di mettere in atto questo piano ma grazie ad un problema dell’iter procedurale, siamo riusciti a sospendere la proposta. Ora ci riprovano. È una scelta che si configura come politica, la maggioranza della Consulta si muove in maniera antidemocratica. Ne ho parlato con il presidente: per loro l’antifascismo è divisivo, fa parte del passato”.

Di fronte a quella che viene definita una vera e propria forzatura, la Rete degli Studenti Medi ha chiesto l’intervento dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, interpellando direttamente la direttrice generale Anna Paola Sabatini e la dirigente dell’Ufficio tre. “Chiediamo – dice la Rete degli Studenti Medi – un intervento ispettivo urgente. La docente referente provinciale della Consulta ha perso la necessaria imparzialità istituzionale e si è nettamente schierata a favore di una specifica parte politica”.

A buttare acqua sul fuoco è, invece, proprio la numero uno dell’Usr, Sabatini: “Le consulte sono autonome e non posso interferire con la loro volontà. Da madre, da insegnante credo che non vi sia malafede in questa scelta ma che rientri nell’attitudine di chi è giovane nel voler cambiare le cose, il mondo”. Nella Consulta è comunque scontro tra la maggioranza e la Rete studenti medi. Il “Fatto Quotidiano.it” ha provato a contattare anche il presidente Maola, ma non ha risposto.

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