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Valditara chieda scusa alle maestre di Marostica: meritano di essere cavalieri del Lavoro

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, noto pedagogista in questo Paese, ha pensato di avviare persino una verifica su chi insegna ai ragazzi cos’è l’immigrazione oggi
Valditara chieda scusa alle maestre di Marostica: meritano di essere cavalieri del Lavoro
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Con questo post mi rivolgo direttamente al Capo dello Stato.

Caro Presidente Sergio Mattarella, anziché dare la grazia alla signora Minetti, nomini Cavalieri del Lavoro le maestre della scuola primaria di “Arpalice Cuman Pertile” che hanno insegnato ai loro ragazzi cos’è l’immigrazione oggi, chi sono i rifugiati, cosa significhi vivere a due passi dalla rotta Balcanica. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, noto pedagogista in questo Paese, ha pensato di avviare persino una verifica “al fine di accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento delle stesse”.

A quanto pare il professore leghista è rimasto infastidito dal fatto che queste insegnanti, in collaborazione con un’associazione che da anni si occupa di questo tema, abbiano fatto fare ai bambini un’esperienza didattica sensoriale ovvero spogliare in classe le calze e le scarpe per camminare alcuni metri bendati, per simulare la notte,
Valditara probabilmente non sa che nelle scuole italiane c’è anche chi porta i bambini all’istituto ciechi di Milano a fare l’esperienza del “dialogo al buio” per fare comprendere ai ragazzini cosa significhi essere un non vedente.

Cosa dobbiamo fare? Punire anche questi insegnanti che adoperano un’esperienza sensoriale e laboratoriale per educare? Oppure per i ciechi va bene e per i migranti no? Il ministro tra l’altro ha agito su sollecitazione di altri noti pedagogisti del nostro Paese l’eurodeputata di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan, il collega deputato Silvio Giovine (FdI), il parlamentare della Lega Andrea Barabotti e Anna Maria Cisint a Bruxelles sempre il partito di Valditara.

Peccato che a confermare il buco nell’acqua – qualora ce ne fosse bisogno del ministro – è stato il suo collega di partito Marco Bussetti, oggi direttore regionale dell’Usr Veneto affermando al nostro giornale che “Dalla relazione inviatami dal dirigente scolastico posso confermare che dallo scorso mese di ottobre la progettualità in questione era stata approvata dagli organi collegiali competenti con l’assenso delle famiglie”.

Quindi il consenso tanto amato dalla Destra che un giorno esalta i docenti e l’altro li condanna, c’era. C’era anche l’approvazione degli organi collegiali.

Credo fortemente che un ministro abbia il diritto di sbagliare non avendo l’infallibilità papale. Basterebbe saper anche chiedere scusa.

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