Incontro “I Sindaci d’Italia "nell’Aula di MontecitorioErmete con le sue competenze e la grande esperienza acquisita in tanti anni di importanti battaglie ambientali condotte alla guida di Legambiente, è la miglior garanzia perché questo Parlamento sappia raccogliere le tante nuove sensibilità ambientali presenti e sappia imprimere quella svolta che milioni di cittadini si attendono nella qualità della loro vita, nelle prospettive di nuovo lavoro, nella creazione di nuova bellezza nelle città come nelle aree meno urbanizzate, nel rispetto della legalità ovunque. Siamo certi che con la sua intelligenza e la sua tenacia saprà far valere le ragioni dell’ambiente e di un sano sviluppo del territorio”.
Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente su Ermete Realacci, che ha votato si allo Sblocca Italia, 7 Maggio 2013

Sono sempre convinta che le battaglie per la difesa del territorio hanno successo quando ad essere coinvolti sono i cittadini in prima persona, e quando questi sono informati, tanti, arrabbiati e intelligenti. E quindi che si chiami comitato, o associazione, o movimento, o non si chiami niente, non fa differenza. L’importante è che tutti si lavori verso lo stesso obiettivo, ciascuno con i propri talenti ed il proprio tempo e nel rispetto di ciascuno. Non a caso le vittorie più belle in Italia sono arrivate quando è stato dal basso che ci si è organizzati, in Sardegna, in Abruzzo, in Lombardia e quando tutti hanno lavorato costruttivamente.

Questo non vuol dire che associazioni con dei nomi importanti non siano di rilievo. Anche se spesso arrivano in ritardo, quando già le criticità sono note a livello locale, possono fare molto in termini di sensibilizzazione, da amplificatore mediatico e per influenzare le scelte politiche a livello nazionale.

Ed è per questo che non capisco Legambiente. 

In questi mesi e settimane sono stati molteplici i comunicati di questa associazione contro lo Sblocca Italia – spesso attingendo ed ispirandosi a materiale e fonti che diciamo, sono venuti altrove. Ad esempio, qui chiedono l’abrogazione dell’articolo 38 del decreto Sblocca Italia.

Qui invece il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, durante un presidio a Montecitorio contro lo Sblocca Italia lo definisce un “decreto antiambientale, vecchio e pericoloso” aggiungendo che il decreto e’ “carico di interventi sbagliati, all’opposto del sostegno ad un’economia circolare e low carbon” e che lo Sblocca Italia ripropone un’Italia “vecchia, incapace di stare al passo con i tempi, che si limita a fare “tana libera tutti” contro i lacci e lacciuoli, che imbriglierebbero il sistema”.

Anche a livello europeo hanno avuto dure parole di critica al governo che ha mostrato “scarsa capacità di leadership e volontà politica di investire nello sviluppo di un’economia europea a basse emissioni di carbonio cedendo alla lobby del fossile in occasione del Consiglio Europeo su Clima e Energia svoltosi a Bruxelles durante l’ultima settimana di Ottobre.

Ma allora, perché il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci del PD, presidente della VIII Commissione permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati ha votato a favore dello Sblocca Italia? L’ha fatto due volte, il 23 ottobre 2014, quando c’è stato il voto alla fiducia sul governo e poi il 30 ottobre 2014 quando c’è stato il voto finale.
Come si conciliano le parole del presidente Cogliati Dezza contro lo Sblocca Italia con il voto del presidente onorario Realacci? Non è un controsenso?

Notare che sebbene rarissime come le mosche blu, ci sono state dentro il Pd altri voti “ribelli”, quelli di Giuseppe Civati e di Luca Pastorino che hanno detto no allo Sblocca Italia. Quindi Realacci non può dire che non poteva fare altrimenti. Aveva una scelta, come ce l’avevano Civati e Pastorino, e ha scelto di votare sì.

Qualcuno mi dirà: e che poteva fare Realacci? Poteva fare quel che poteva fare anche Giovanni Legnini: spiegare, sensibilizzare, creare consenso a favore dell’ambiente dentro i palazzi romani spiegando a chi scrive queste leggi che è assurdo rendere la vita ancora più facile ai petrolieri in un paese come l’Italia. Se lo possiamo fare noi cittadini parlando gli uni agli altri, informandoci e creando opinione, lo può fare anche un politico, facendo l’attivista dentro i palazzi romani e magari convincendo gli altri parlamentari a rivedere queste norme trivellanti. Costa fatica, lo so. Meglio non prendersele queste gatte a pelare, vero?

Che dire. Sono sicura che il passaggio al Senato dello Sblocca Italia sarà senza inceppi per Renzi e compari. E questo significa ancora una volta che l’onere e l’onore di difendere il territorio non lo si deve delegare a nessuno – né a Renzi, ne al Pd, ne a Legambiente, né a Godot.

Purtroppo tocca a ciascuno di noi, ogni santo giorno.

Qui la lista di tutti i parlamentari della Camera e come hanno votato sullo Sblocca Italia.