“Chi ci dice che l’omossessualità non è una malattia? La scienza? Quante volte la scienza sbaglia”. Angelo Figuccia torna alla carica. Un anno fa, quando Palermo ospitava il Pride nazionale e la giunta di Leoluca Orlando varava il registro per le unioni civili, l’esponente del Mpa aveva guadagnato le pagine dei quotidiani nazionali per quell’originale j’accuse in pieno consiglio comunale: “Dio ci punirà – aveva detto – lo dimostra anche l’Arca di Noè”. Più di un anno dopo il vulcanico consigliere comunale del Movimento per l’Autonomia alza il tiro. E al fattoquotiano.it spiega che, dal suo punto di vista, “i motivi dell’omosessualità vengono da traumi psicologici: per esempio avere assistito a violenze sessuali, oppure essere stato avvicinato da bambino da un prete pedofilo”. Dichiarazioni che riaccendono la miccia delle polemiche, già incandescenti dopo che Figuccia aveva ottenuto, il 7 agosto scorso, l’approvazione da parte del consiglio comunale di una sua mozione (catalogata addirittura come “urgente”) per la celebrazione della “Festa della famiglia naturale”. “L’hanno votata colleghi di tutti i partiti – esulta il diretto interessato – adesso voglio vedere quando Orlando ci dirà di celebrare la nostra festa, dato che lui tifa per il Pride. Io ho scritto anche a Papa Francesco, che però non mi ha risposto: ho spiegato che noi siamo una maggioranza silente e non dobbiamo vergognarci di esprimere il nostro parere contro questo fenomeno, che deriva dalla società malsana, senza valori”. Parole forti, soprattutto perché Figuccia rivela di catalogare l’omosessualità come una malattia.“Si la scienza ha detto che non è così – ammette – ma quante volte la scienza ha sbagliato? Si parla tanto del metodo stamina, la scienza non lo riconosce, ma di fatto ci sono delle guarigioni. A Galileo gli dicevano pazzo, e poi il mondo girava davvero. E quante volte si sente dire per esempio il pomodoro crudo fa male e poi dopo dieci anni ci dicono che è bene mangiare pomodori crudi?”.

Dichiarazioni, quelle del consigliere comunale Mpa, che hanno sollecitato l’immediata replica di Luigi Carollo, presidente dell’associazione omosessuale ‘Articolo Tre’ di Palermo. “Vorrei ricordare a Figuccia che non può dire cosa è scientifico e cosa no, dato che questo è un compito che spetta all’organizzazione mondiale della sanità: già 30 anni fa l’idea di Figuccia è stata bocciata, il consigliere se ne faccia una ragione – dice Carollo – Evidentemente l’ossessione di Figuccia è il Pride: nessuno di noi è contrario alla giornata della famiglia naturale, mentre lui intende questa giornata come un baluardo contro il Pride. Il nodo importante però – aggiunge l’esponente di Arcigay – è che la mozione è stata votata da 30 consiglieri comunali su 34 presenti, molti dei quali appena un anno fa si erano espressi per la nascita del registro delle unioni civili: la città in pratica ha fatto un enorme passo indietro”.

Euforico per aver ottenuto il via libera in consiglio per la sua tanto desiderata festa della Famiglia Naturale, Figuccia però non cede di un millimetro. “Io ho nipoti di tutte le età e non devono crescere con questo tabù, con questo problema dell’omosessualità”. E se un giorno uno dei nipoti del consigliere comunale dovesse scoprirsi omosessuale? “Se uno cresce in una famiglia naturalmente sana non potrà accadere. Io conosco molti di casi famiglia non sane: divorzi, violenze. E così i figli vengono gay, poi certo c’è chi si dichiara e chi non si dichiara”. Il consigliere comunale palermitano va però oltre, individuando come spunto della sua teoria sull’omosessualità addirittura l’Antico Testamento. “Io sono l’ultimo giapponese che crede nell’Antico Testamento, è già scritto tutto lì: Sodoma, Gomorra, Babele”. E ovviamente, anche questa volta, non può mancare un cenno all’Arca di Noè. “Se un giorno dovesse tornare il giudizio di Dio – annuncia il consigliere – chi si è reso colpevole di queste cose non potrà salire sull’arca di Noè”.

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