Ancora guai per Genny ‘a carogna, al secolo Gennaro De Tommaso (leggi), l’ultrà del Napoli colpito da cinque anni di Daspo per aver indossato la maglietta con scritto “Speziale libero” (l’ultrà del Catania condannato per la morte del funzionario di polizia Filippo Raciti), durante la finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, tra gli azzurri e la Fiorentina (leggi). De Tommaso è stato fermato dalla polizia stradale di Catania mentre sfrecciava con la sua auto nella corsia d’emergenza della tangenziale del capoluogo etneo. Il capo ultrà partenopeo, secondo quanto si è appreso, si trova in Sicilia per una vacanza con la sua famiglia. Agli agenti ha giustificato l’infrazione spiegando che stava accompagnando la figlia al pronto soccorso perché colta da malore.

Ma a Catania, il capo del gruppo Mastiff, e figlio di Ciro De Tommaso affiliato al clan Misso, avrebbe dovuto incontrare i genitori di Antonino Speziale, l’ultrà del Catania condannato a 8 anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo, morto il 2 febbraio 2007 durante gli scontri alla nel dopo-partita del derby con il Palermo. Proprio all’Olimpico De Tommaso venne immortalato dalle telecamere con indosso la maglietta che inneggia all’ultrà, mentre trattava con dirigenti e forze dell’ordine e i giocatori (leggi) prima dell’inizio della finale di Coppa Italia e dopo la conferma della morte del tifoso azzurro Ciro Esposito (leggi), colpito a morte dai proiettili sparati – secondo le indagini – dall’ex ultrà romanista Daniele De Santis (leggi), detto Gastone, indagato insieme ad altre 4 persone sospettate di essere complici (leggi).

Il secondo incontro con la famiglia, che si sarebbe dovuto tenere questa mattina, è però saltato. La notizia è trapelata e, saputo della presenza dei giornalisti, De Tommaso ha preferito rinviare. “E’ vero ci siamo incontrati” conferma ai cronisti Roberto Speziale, papà di Antonino, davanti alla sua casa nel rione San Cristoforo dove stanno allestendo un palco per l’esibizione di stasera di un cantante neo melodico. “Lui crede fermamente – aggiunge – nell’innocenza di mio figlio. E’ stato vittima della maglietta che indossava da due anni, come fanno i tantissimi che sanno che Antonino è innocente. Tutti quel giorno si sono interessati soltanto di quella maglietta”.

“Ai funerali di Ciro Esposito, il giovane tifoso morto a Roma – rivela Roberto Speziale – abbiamo mandato una corona di fiori in segno di lutto e cordoglio, e credo che Genny abbia apprezzato quel gesto e siamo rimasti in contatto”. Infine, Roberto Speziale lancia un’accusa ai vertici del calcio italiano: “Non capisco perché – osserva – se un tifoso lancia una banana in campo gli danno anni e anni di Daspo, se invece una frase razzista la dice un personaggio eccellente lo eleggono presidente…”, in riferimento alle parole del neo presidente della Figc, Carlo Tavecchio, su cui la Fifa ha aperto un’indagine per le sue parole sui “mangia banane” (leggi).