Indagato ufficialmente dall’Uefa per “presunti commenti razzisti”. Carlo Tavecchio sembrava aver superato indenne la bufera con l’elezione Figc dello scorso 11 agosto. E invece la frase su Optì Pobà continua a perseguitare il nuovo presidente: “Le questioni di accoglienza sono una cosa quelle del gioco un’altra. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Pobà è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così”, aveva detto il 26 luglio davanti all’assemblea della Lega Nazionale Dilettanti in occasione della presentazione della sua candidatura. A quell’uscita avevano fatto seguito infinite polemiche, l’accerchiamento da parte della politica (e del Partito Democratico in particolare), il “linciaggio mediatico” (come l’avevano definito i suoi sostenitori).

In realtà, già nelle scorse settimane era stato caldeggiato da più parti un intervento ufficiale contro Tavecchio. La Fifa aveva contatto la Figc domandando l’apertura di un’inchiesta sulla vicenda. Ma sulla richiesta la Federazione, nel pieno della campagna elettorale, si era mostrata tiepida: “Ci sono i video, non c’è nulla da indagare”, aveva detto l’allora presidente Giancarlo Abete. Dei fascicoli finiti sul tavolo del procuratore Stefano Palazzi non si sono più avute notizie. E allora i vertici mondiali del pallone hanno deciso di muoversi in prima persona. Stavolta a farlo è la Uefa, che stamattina ha annunciato di aver istruito un provvedimento disciplinare contro il nuovo numero uno del calcio italiano. All’indomani dell’intervento della Fifa, anche l’associazione diretta da Michel Platini aveva espresso il suo disappunto nei confronti di Tavecchio, affermando che “tutte le Federazioni dovrebbero raddoppiare i propri sforzi contro il razzismo” e di “essere al corrente” delle frasi incriminate. Parole che lasciavano presagire possibili sviluppi, concretizzati oggi.

A questo punto la mossa della Uefa rischia di gettare nuovamente nel caos la Figc. Ancora presto per dire se, cosa e quanto rischia di concreto Tavecchio: la Uefa fa sapere che una volta che la relazione sarà completata, l’organo etico e disciplinare dell’organizzazione decideranno come procedere. Dopo la gaffe, Tavecchio si era ripetutamente scusato, per recuperare davanti agli occhi dell’opinione pubblica lunedì ha anche ufficializzato la nomina di Fiona May come consigliere anti-razzismo. Adesso dovrà spiegare la sua posizione ai commissari di Platini. Il neopresidente, a caldo, dice: “Sono sereno e rispettoso della decisione della Uefa. Del resto si tratta di un atto dovuto, quindi da noi stessi previsto e sono certo che potrò spiegare anche in sede Uefa sia il mio errore che le mie vere intenzioni”.

Dovesse arrivare (come nella più severa delle ipotesi) addirittura una squalifica, tutto nella Federazione tornerebbe in discussione. Anche la possibilità di un commissariamento, più volte ventilata in campagna elettorale, che sembrava definitivamente scongiurata dopo l’elezione dell’11 agosto e il placet ricevuto da Giovanni Malagò e dal Coni. Ma gli echi di quella sciagurata frase su Optì Pobà non sono ancora finiti. Carlo Tavecchio rischia di doverla rimpiangere ancora a lungo.

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