Dopo la trattativa, il Daspo. I due capi ultrà del Napoli, Gennaro De Tommaso (conosciuto come Genny ‘a carogna) e Massimiliano Mantice non potranno accedere agli stadi e agli impianti sportivi del territorio nazionale per cinque anni. L’annuncio ufficiale arriva dal ministro dell’interno Angelino Alfano che aggiunge: “La stessa sanzione sarà applicata a chiunque sarà trovato con la maglietta ‘Speziale libero’ (scritta per il tifoso condannato per la morte dell’ispettore Raciti)”. Sono le prime conseguenze degli scontri avvenuti prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. Genny ‘a carogna, è l’ultrà salito sulle recinzioni dello Stadio Olimpico per trattare con il capitano della squadra partenopea e i dirigenti della Questura per far partire il match ed evitare nuovi problemi di ordine pubblico. Al suo fianco poco più lontano anche Mantice. De Tommaso è stato poi denunciato all’autorità giudiziaria per istigazione a delinquere, partecipazione a fatti di violenza e superamento di barriere. Linea dura dunque dal Governo, dopo che l’immagine dell’incontro con Genny a’ carogna hanno fatto il giro del mondo. Nel frattempo il presidente del Consiglio Matteo Renzi assicura che presto verranno fatti nuovi interventi: “Io ho le idee molto chiare”, ha detto al Tg5, “dopo il 26 maggio mettiamoci tutti attorno ad un tavolo. Ora smettiamo con questa discussione per evitare che gli sciacalli della campagna elettorale ne approfittino”.

Anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sposa la linea dura con gli ultras che non rispettano le regole. L’esempio da seguire è quello adottato da Margaret Thatcher negli anni ’80 per contrastare il fenomeno degli hooligans. “Il Coni non vuole fare finta di stare sopra al cocuzzolo a impartire idee o suggerimenti non applicabili. Serve una rivisitazione di sistema che non può non tenere conto della Figc, delle Leghe, delle forze dell’ordine, del ministero dell’Interno e del governo. Serve una presa di posizione diversa, straordinaria e speciale”, questo il commento. Poi ha concluso: “Ci aspettiamo a breve una serie di risultanze concrete anche sulla base di quanto detto ieri dal presidente della Repubblica dal premier e dal ministro dell’Interno”

“De Santis: stub negativo ma pm chiede il carcere” – Secondo i risultati dell’esame dello stub, Daniele De Santis non ha sufficienti tracce di polvere da sparo sulle mani. A rendere noti i risultati del test, che rileva la presenza di nitrati sulla pelle di chi ha utilizzato armi da fuoco, è stato il pm Antonio Di Maio. Sulle mani di De Santis, infatti, è stata rilevata soltanto la presenza di due particelle residue di polvere da sparo, mentre ne servono tre perché la prova venga considerata positiva. Si conferma così l’ipotesi che a colpire Ciro Esposito potrebbe non essere stato l’ultras della Roma fermato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio, porto e detenzione di arma abusiva. Prima della partita di Coppa Italia di sabato 3 maggio. Resta comunque in piedi l’accusa di tentato omicidio: ci sono tre persone che hanno testimoniato di aver visto De Santis sparare. Nonostante il risultato dell’esame, infatti, il pm ha chiesto il carcere per l’ultras e per i tre napoletani coinvolti negli scontri. Domani dovrebbe svolgersi l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, anche se la presenza del tifoso romanista non è ancora certa. Secondo quanto dichiarato dal suo legale, infatti, De Santis sarebbe ancora sotto sedativi in seguito ai colpi subiti duranti gli scontri di sabato e, vista la complessità della sua posizione, “dovrà essere vigile e consapevole”. 

Domani udienza per convalidare gli arresti del tifoso ferito Ciro Esposito – “E’ fissata per domani mattina a Regina Coeli l’udienza di convalida dell’arresto”, ha fatto sapere l’avvocato Angelo Pisani, difensore di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ricoverato in Rianimazione al Policlinico Gemell. “Ci opporremo a qualsiasi richiesta che riteniamo infondata. E’ da capire quali siano le esigenze cautelari per un soggetto che è incosciente, non può parlare e non può fuggire. Credo non ci sia il pericolo di fuga, il pericolo di inquinare le prove né il pericolo della reiterazione del reato. Ciro è vittima di una tragedia. Presenteremo un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per il trattamento disumano tenuto dallo Stato italiano nei confronti di Ciro Esposito, che è tuttora piantonato in ospedale da due agenti della penitenziaria armati che stanno nella sua stanza senza nessuna precauzione igienica. Ci stanno loro e non ci possono stare i familiari”.

“Questura di Napoli: partita sospesa se indossate magliette che incitano alla violenza”- Stasera si gioca la partita di campionato Napoli-Cagliari al San Paolo. In mattinata si sono diffuse le voci secondo cui la curva del Napoli sarebbe pronta ad indossare t-shirt “pro Speziale” (il tifoso del Catania condannato per l’assassinio dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, ndr) sulla falsariga di quella utilizzata dal capoultrà Genny ‘a carogna nel corso della finale di Coppa Italia. Successivamente, la Questura di Napoli ha diffuso un comunicato dove si annuncia la cancellazione o la sospensione della partita nel caso in cui vengano esposti all’interno dello stadio “cartelli, striscioni, stendardi, emblemi, magliette, materiale stampato dai contenuti offensivi o comunque intolleranti che incitano alla violenza”. Se dovesse accadere, verrà adottato il “Daspo nei confronti di singoli responsabili, che saranno individuati anche grazie al sistema di videosorveglianza attivo all’interno dell’impianto sportivo”.

“Maglie pro Speziale stasera a Napoli-Cagliari? Mi sembra che ci sia una posizione chiara da parte della questura: se ci sono situazioni di questo genere, ha detto che non si gioca. Non è una cosa che può essere consentita, non se ne parla proprio”, ha commentato Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio. Anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è d’accordo sull’eventualità di non far giocare la partita se le voci circolate nelle ultime ore si rivelassero fondate: “Se fosse per me non giocherei”, ha detto il numero uno dello sport italiano.

“Tifoso ferito è stato operato d’urgenza: condizioni ancora gravissime”- Tornando agli scontri di Roma per la finale della Coppa Italia, resta ancora incerta la dinamica dell’aggressione in cui è rimasto ferito Esposito, le cui condizioni di salute si sono aggravate nella notte. Il ragazzo, infatti, è stato operato d’urgenza al colon per oltre quattro ore dai medici del policlinico Gemelli di Roma. Esposito ha già subito diverse operazioni, l’ultima per togliere la pallottola dalla colonna vertebrale. La madre è tornata a parlare delle condizioni di salute del giovane: “Al momento si trova in coma farmacologico. Siamo riusciti a vederlo dopo una lunga lotta.Voglio che si faccia giustizia, mio figlio è più morto che vivo”. La donna ha confermato che Genny ‘a carogna è stato tra i primi a soccorrere il ragazzo: “La persona che stava rianimando Ciro, che gli stava sopra senza maglietta è lui. Non diciamo solo le cose brutte”. In mattinata un duro attacco diretto alle forze politiche: “Il governo non ha speso una parola per Ciro (leggi), stanno discriminando i napoletani”.