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Spagna, la Guardia Civil nella sede del Psoe per possibile finanziamento illecito. Sanchez: “Solo richieste d’informazioni”. Perquisite le case di ex leader

Operazione degli agenti all'alba. Il leader del Partito popolare, Alberto Núñez Feijóo, invoca elezioni: "Siamo in una situazione disperata", "subito voce al popolo". Sanchez in conferenza stampa: "Prenderemo provvedimenti in caso di irregolarità. No al voto anticipato"
Spagna, la Guardia Civil nella sede del Psoe per possibile finanziamento illecito. Sanchez: “Solo richieste d’informazioni”. Perquisite le case di ex leader
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Agenti della Guardia Civil spagnola questa mattina all’alba si sono presentati nella sede centrale del Psoe (il Partito Socialista spagnolo), in calle Ferraz, a Madrid, per raccogliere informazioni su un possibile schema di finanziamento illecito all’interno del partito. Ne dà notizia il quotidiano El Paìs. Stando a fonti vicine all’inchiesta citate da Cadena Ser, l’operazione è disposta dal tribunale dell’Audiencia Nacional per cercare informazioni nell’ambito di un’inchiesta coperta da segreto istruttorio. Un’indagine diversa dal fascicolo Plus Ultra, sul tavolo della stessa corte, con l’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero rinviato a giudizio per il salvataggio finanziario della compagnia aerea. La notizia della richiesta di documenti presso la sede centrale del Psoe ha ulteriormente infuocato il clima politico in Spagna, dopo la recente notizia proprio dell’indagine a carico di Zapatero, sospettato di traffico di influenze e altri reati.

La nuova inchiesta e le perquisizioni

Il governo ha minimizzato l’iniziativa giudiziaria. Secondo il ministro dei Trasporti spagnolo, il socialista Oscar Puente, gli agenti dell’Unità Operativa Centrale (Uco) sono arrivati nella sede del Psoe per una “semplice richiesta di informazioni” e non con un mandato di perquisizione. L’esponente di governo ha criticato i media spagnoli per come hanno riportato la notizia. Puente ha anche lamentato la gestione dell’incarico: “È davvero necessario mandare la Uco? È incredibile”, ha commentato il ministro. Gli agenti sono ancora in calle Ferraz. L’Uco, secondo Cadena Ser, starebbe perquisendo anche le abitazioni degli ex leader socialisti Gaspar Zarrías (ex vicepresidente della Giunta dell’Andalusia) e Santos Cerdan (ex segretario di organizzazione del Psoe), nonché dell’imprenditore Javier Pérez Dolset, amico di Díaz. Cerdan è già imputato nell’inchiesta su presunte tangenti su appalti pubblici nota come ‘caso Koldo’. La richiesta, stando all’emittente iberica, è partita dal giudice istruttore Santiago Pedraz nell’ambito dell’inchiesta sul ‘caso Sepi’, che vede coinvolta l’ex militante socialista Leire Díez.

I Popolari all’opposizione chiedono elezioni anticipate, ma Sanchez dice no

Il premier ha escluso il voto anticipato sull’onda delle inchieste giudiziarie: “Non posso indire elezioni per interessi di parte”. Poi ha sottolineato l’importanza di conservare la stabilità del governo: “Non sto dicendo che la stabilità che abbiamo raggiunto in questi ultimi otto anni con me alla guida del governo, in circostanze molto difficili, con crisi di straordinaria complessità, sia fine a sé stessa, ma è chiaramente uno strumento importante per ottenere i risultati economici che stiamo registrando”. Il leader socialista precisa poi il senso delle operazioni degli agenti nella mattinata odierna, nella sede del partito: “Una richiesta di informazioni e non una perquisizione”. Tuttavia “non si sottovaluta la gravità” delle indagini in corso e, “in caso di irregolarità”, il partito stesso “agirà con la stessa determinazione di sempre” nel prendere provvedimenti. “Siamo pronti a una totale collaborazione con la giustizia, che rispettiamo”, ha aggiunto Sánchez. Il premier ha riferito di “non essere finora stato al corrente” di indiscrezioni sul coinvolgimento nell’indagine di esponenti del Psoe. “Siamo un partito che non ha niente da nascondere”, ha aggiunto, “nessuna” delle inchieste in corso mette “in discussione le azioni del governo in favore dell’agenda sociale”.

Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha ribadito la sua richiesta di elezioni anticipate. “Siamo in una situazione disperata, non c’è altra opzione che dare subito voce al popolo spagnolo. Non ne possiamo più”, ha detto ai cronisti. Il vicepremier e ministro dell’Economia, Carlos Cuerpo, nella sessione di controllo al governo ha assicurato che l’esecutivo ha “tolleranza zero per qualsiasi tipo di comportamento irregolare o illegale” e ha chiesto “rispetto per i processi giudiziari e la presunzione di innocenza”.

Il partito Sumar, alleato al governo con i socialisti, avverte che il sostegno all’esecutivo Sanchez non è incondizionato: il portavoce parlamentare di Izquierda Unida, Enrique Santiago, ha avvertito che un eventuale caso di finanziamento illegale “è una linea rossa” per la durata dell’esecutivo. Santiago ha comunque fatto appello alla prudenza: “Vedremo ciò che emergerà dalle azioni giudiziarie”. Tuttavia, ha evidenziato: “Non si possono consentire situazioni di finanziamento illegale. Abbiamo detto mille volte che, se c’è un caso di finanziamento illegale, per noi sarebbe una linea rossa”.

Sanchez sostiene Zapatero

In conferenza stampa a Roma, all’ambasciata iberica presso la Santa Sede, dopo l’incontro con Papa Leone e il cardinale Pietro Parolin, Sanchez ha comunque deciso di esporsi in difesa di Zapatero, nonostante la nuova tempesta giudiziaria sui socialisti: “Ha tutto il mio appoggio – ha detto – Ho avuto occasione di leggere le carte” e “le notizie riportate dai media” relative all’inchiesta che lo vede coinvolto, l’ho detto al Congresso dei deputati e lo riaffermo, tutta la collaborazione con la giustizia, tutto il rispetto per la presunzione di innocenza, e tutto il mio appoggio a Zapatero. Dopo quello che ho letto e che ho analizzato con persone esperte, non ci sono motivi sufficienti affinché la mia posizione cambi”.

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