“Poche persone hanno fatto quello che ho fatto io per il terzo mondo. Sono stato in Africa a fare squadre e campi di calcio. Diecimila persone extracomunitarie giocano nel campionato dilettantistico, questo è un fatto”. Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della Figc, in occasione della presentazione dei calendari di serie A porta argomenti in sua difesa e si scusa, dopo la vicenda delle espressioni offensive e razziste che aveva pronunciato per parlare dei troppi calciatori stranieri che arrivano nel nostro campionato. Parole che hanno scatenato le polemiche. “Giocano in Serie A quelli che prima mangiavano banane”, aveva detto, salvo poi ritrattare dopo pochi minuti. Ma nonostante il terremoto, Carlo Tavecchio ha dichiarato “di voler andare avanti”. “Mi sono ritrovato più importante di Sua Santità, della guerra in Palestina e del Tour de France e non ero abituato a tutto questo. Ho fatto un’uscita infelice, ho sbagliato e ho chiesto scusa dieci volte”. 

Dalla Fifa, però, arriva la raccomandazione (quasi un ordine, a dire il vero) di indagare Tavecchio “per le sue frasi razziste”. Una richiesta avanzata alla Figc per sollecitare l’avvio di un’inchiesta sull’infelice uscita del presidente della Lega Dilettanti, dopo il caso esploso venerdì scorso (24 luglio) nel presentare la sua candidatura alla presidenza della Federcalcio.

La lettera della Fifa alla Figc
La polemica, divampata negli ultimi giorni in Italia, supera dunque i confini del nostro Paese. E lo fa in maniera ufficiale. Dopo i titoli di tutti i media stranieri, anche la massima associazione calcistica mondiale ha deciso di occuparsi del “caso Tavecchio”. Le parole del numero uno in pectore del pallone italiano sono finite nel mirino della task-force contro il razzismo presieduta da Jeffrey Webb, che ha ritenuto ci fossero gli estremi per contattare la Federazione e domandare l’avvio di un procedimento formale a carico del candidato.

Nella lettera – si legge sul sito ufficiale – la Fifa ricorda alla Figc come la lotta al razzismo sia una delle priorità del calcio mondiale, e che le varie federazioni nazionali hanno l’obbligo di fare ogni sforzo possibile per eliminare qualsiasi tipo di discriminazione da questo sport. Le notizie che arrivano dalla Svizzera sono l’ennesima brutta notizia per Carlo Tavecchio e per la sua candidatura, che vacilla sempre di più ora dopo ora. Il numero uno della Lnd è praticamente accerchiato.

Tavecchio: “Ho l’appoggio delle Leghe, vado avanti”
Ma nonostante la bufera che si è scatenata intorno a lui, Tavecchio sa di essere ancora il favorito e dunque non molla: “Ho prestato molta attenzione agli accadimenti di questi giorni e alle posizioni espresse dai media in merito alle parole da me impropriamente usate, senza alcun intendimento offensivo, in occasione dell’assemblea di venerdì scorso. Ne ho tratto molti insegnamenti che ho voluto condividere con i rappresentanti delle componenti che sostengono la mia candidatura a presidente della Figc, ricevendo dagli stessi piena conferma del loro sostegno”. “Ciò mi conforta – ha aggiunto – e mi induce a ribadire l’impegno per la piena attuazione del mio programma in caso di mia elezione alla presidenza federale”.

Ue: “Bene il richiamo, non c’è spazio per il razzismo”
Anche l’Unione europea è intervenuta. Il portavoce della commissione per lo Sport Dennis Abbott ha accolto positivamente l’iniziativa della Fifa: “La non discriminazione è la pietra angolare della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea” e quindi “il razzismo e ogni altra forma di discriminazione non devono avere posto nel calcio”. Abbott ha precisato che la Commissione “rispetta l’autonomia delle federazioni sportive, ma riconosce anche che il calcio, in quanto sport più popolare in Europa, ha delle responsabilità particolari nella lotta al razzismo, che deve continuare a essere una priorità a tutti i livelli del calcio”.

Pd: “Ritiri la candidatura”
Sabato (25 luglio) anche il mondo della politica (ed in particolare il Partito Democratico, con uomini molto vicini a Matteo Renzi) è sceso pesantemente in campo, chiedendo un suo passo indietro. E
 la lettera della Fifa di oggi ha fatto tornare alla carica i deputati democratici. Laura Coccia, componente della commissione Cultura, e Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, chiedono nuovamente al presidente della Lega dilettanti di “rinunciare alla candidatura”. Lo stesso premier ha riconosciuto la gravità delle frasi pronunciate da Tavecchio, ricordando però che il governo non può intervenire nell’elezione del presidente federale

Fiorentina, Samp, Sassuolo, Empoli e Cesena lo scaricano
Identica posizione mantenuta ufficialmente dal Coni, anche se l’impressione è che possano esserci ancora sorprese e novità da entrambi i fronti. Per il momento, lo schieramento massiccio che sostiene la candidatura di Tavecchio continua a tenere. Sia la Lega Pro di Mario Macalli, che la Serie B di Andrea Abodi e la Serie A di Maurizio Beretta hanno riconfermato il proprio appoggio. Ma proprio nel massimo campionato cominciano a intravedersi le prime crepe: a Juventus e Roma (già contrarie alla nomina) nelle ultime ore si sono aggiunte anche Fiorentina, SampdoriaSassuolo, Empoli e Cesena. “Fedele ai propri valori etici e civili, alla luce della recente affermazione del signor Tavecchio, la Fiorentina ritiene non più sostenibile la sua candidatura”, ha annunciato in una nota all’Ansa il presidente del club viola, Mario Cognini.

Duro attacco anche da parte della società doriana, con l’attaccante Stefano Okaka (italiano di origini nigeriane) che ha definito “scandalose” le parole di Tavecchio, e il presidente Massimo Ferrero che ha chiesto alla Lega calcio di rivalutare la posizione presa. “Oggi in assemblea dovremo discutere di quanto accaduto”, ha aggiunto il presidente del Sassuolo, Carlo Rossi. Non abbastanza per mettere in discussione l’esito dell’assemblea dell’11 agosto, ma sono i primi segnali di un possibile ribaltone.

In questo senso, la mossa della Fifa potrebbe essere molto significativa. È ancora presto per dire cosa rischia nel concreto Tavecchio con l’apertura di un’indagine (al massimo un deferimento, forse nulla). Ma la Figc si trova davanti al paradosso (sempre più evidente agli occhi di tutto il mondo) di eleggere come proprio presidente la stessa persona nei cui confronti deve aprire un procedimento disciplinare per accuse di razzismo. “I membri delle federazioni devono comportarsi come modelli positivi per il proprio sport”, conclude la Fifa nella sua lettera inviata oggi in Italia. Carlo Tavecchio sicuramente non lo ha fatto.

Durante il fine settimana inoltre è stata lanciata su Change.org la petizione per chiedere alla Lega di Serie A e di Serie B e ai presidenti dei club che hanno sostenuto la sua candidatura di prendere le distanze dal candidato.

Albertini: “Ci ha messo in difficoltà”
Sulle polemiche è intervenuto anche il principale sfidante alla guida della Federcalcio, Demetrio Albertini: “La frase di Tavecchio si commenta da sé, ci ha messo un po’ in difficoltà a livello internazionale. Dispiace a tutti, ma credo assolutamente che dobbiamo essere meno intolleranti noi. Se vogliamo crescere e parlare ai nostri ragazzi dentro e fuori dal campo dobbiamo dare noi il buon esempio”. Sulla lettera della Fifa, ha aggiunto: “A livello internazionale abbiamo un rapporto diretto, essendo la nostra una delle federazioni più importanti al mondo. Mi dispiace molto ma conosciamo tutti le regole e la tolleranza zero verso alcuni tipi di comportamento”. Mentre sull’ipotesi di commissariamento della Figc – nel caso in cui l’11 agosto non venga scelto il presidente – l’attuale numero due della Federcalcio ha dichiarato: “Siamo sempre sulle ipotesi. In ogni caso non votiamo né io né Tavecchio, la responsabilità delle schede bianche o della scelta di un candidato o un altro devono averla gli elettori. Ci saranno incontri questa settimana e si farà il punto, non so quale potrebbe essere il percorso da qui a giovedì quando entrambi incontreremo Malagò (il presidente del Coni, ndr)”.

Lega Nord: “Tavecchio? Perseguitato dai radical chic”
Sul fronte politico, solo la Lega Nord si schiera in difesa del 71enne. Secondo Mario Borghezio – intervenuto a “KlausCondicio” –  il candidato favorito alla guida della Figc “è vittima delle lobby radical chic. E’ un perseguitato dal buonismo e dalla ipocrisia dei radical chic, che vogliono crocifiggerlo solo perché ha fatto una battuta politicamente scorretta”. Mentre il segretario federale del Carroccio, Matteo Salvini, ha scritto su Facebook: “Adesso l’italica ipocrisia se la prende con l’infelice frase sui ‘mangiabanane’, ma se ne frega dei milioni di italiani senza lavoro per colpa di una massa di schiavi, stranieri, disposta a fare tutto, a qualsiasi prezzo. P.s. Nostalgia dei 3 stranieri, non di più, sui campi di calcio”.

Zamparini: “Lapidazione schifosa, la Fifa va sciolta”
In difesa di Tavecchio anche Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, che all’Adnkronos ha dichiarato: “L’attacco a Carlo Tavecchio per una frase stupida è demagogia pura, una strumentalizzazione all’italiana. Ma quale razzista? Io lo conosco da trent’anni e non lo è affatto. E’ schifoso come le persone vengano lapidate per niente”. Il numero uno del club rosanero si è detto “indignato” e ha sottolineato che “sicuramente continuerò a sostenere Tavecchio” nella corsa alla presidenza della Federazione. Zamparini non risparmia una stoccata alla Fifa: “E’ una vergogna, la Fifa è un organismo che andrebbe sciolto. Bisognerebbe indagare sulla Fifa, altro che Tavecchio…”. Oltre al numero uno del Palermo, anche Adriano Galliani, ad del Milan, si schiera col numero uno della Lnd: “E’ stata una battuta infelice, ma adesso viene dipinto come un razzista. Invece lì finisce. La posizione del Milan non cambia”, la società rossonera è infatti in prima linea nel sostenere la sua candidatura. “La vita di Tavecchio – ha proseguito Galliani a Sky Sport – è sempre stata improntata alle istituzioni, non è un razzista“. Galliani ha quindi salutato Demetrio Albertini: “Lo conosco da bambino, quando giocava con le giovanili del Milan e con lui il rapporto personale è ottimo”.

Attaccante della Lazio Manila: “Non è razzista, gli devo molto”
“Francamente non ho alcun motivo di sentirmi offeso dalle parole di Tavecchio, che ritengo usate a chissà quali fini, poiché durante la mia esperienza calcistica se devo qualcosa a qualcuno è proprio a Carlo Tavecchio”. Una voce fuori dal coro, quella di Joseph Minala. Il giovane attaccante del club di Claudio Lotito (sponsor di Tavecchio) difende il numero uno della Lega dilettanti con
 una nota riportata dal sito lalaziosiamonoi.it.

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