Ieri la Fifa e l’Ue, oggi la Uefa. Ieri Blatter, oggi Platini. Ieri Fiorentina e Sampdoria (il Cesena è tornato sui suoi passi), oggi Sassuolo e Brescia. Poi Renzi, che dribbla l’argomento e ‘affida’ la sua posizione al fido Giovanni Malagò. Dove non è riuscita la politica calcistica nazionale e internazionale, ecco Carlo Tavecchio: mettere tutti d’accordo. E mentre la fronda interna contro il candidato al post-Abete si allarga ogni giorno di più (e inizia a pescare anche da altre leghe), tocca alle massime organizzazioni sportive del mondo e d’Europa scendere in campo per protestare ufficialmente contro le frasi razziste e la candidatura del presidente della Lnd alla poltrona più importante del calcio italiano, quella della Federazione di via Allegri. Ma se ieri la Fifa si era limitata a chiedere alla Figc di aprire un’inchiesta interna su “Optì Poba e gli stranieri mangia banane che giocano in Serie A”, oggi la Uefa è andata oltre, entrando nel merito della questione con una presa di posizione dal contenuto molto duro. Un richiamo al calcio italiano, più che un appello. 

Uefa: “Le federazioni devono raddoppiare gli sforzi contro il razzismo”
“Tutte le federazioni associate alla Uefa hanno sottoscritto la risoluzione European Football United Against Racism con la quale si sono impegnate a raddoppiare i loro sforzi per eliminare il razzismo dal calcio” hanno detto all’AdnKronos da Nyon, dove hanno sottolineato di essere “al corrente degli articoli relativi delle dichiarazioni di presunto carattere razzista rilasciate da Carlo Tavecchio”. Un’occasione, quella dello scivolone del numero uno della Lnd, che ha spinto l’organismo diretto da Paltini a ricordare di aver “sempre adottato una chiara politica di tolleranza zero contro ogni forma di razzismo e di discriminazione nel calcio”. Poi la confederazione continentale ci ha messo il carico: “Dopo l’entrata in vigore delle nuove norme disciplinari il 1° giugno 2013 – ha spiegato la Uefa – la lotta al razzismo si è ulteriormente inasprita producendo sanzioni più severe per punire ogni tipo di comportamento“. E in tal senso, è la chiusa arrivata da Nyon, “in questo momento non ci sono ulteriori commenti da fare”. Se non è un messaggio al sistema calcio italiano poco ci manca”.

Il premier Renzi: “Sul calcio mi rappresenta Malagò”
“Fatemi domande solo sulla scherma, non sul calcio e non sul caso Tavecchio. C’è anche altro oltre al calcio. Vedere la scherma è meraviglioso, sul calcio mi sento pienamente rappresentato da ciò che dirà Malagò”. Parola del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che a Palazzo Chigi ha ricevuto gli azzurri della scherma, reduci dai Mondiali di Kazan. Il premier, insomma, ha scaricato la responsabilità sul Coni. E ha fatto bene. Il suo è un atto dovuto: la politica non può entrare nel merito delle cose calcistiche, pena sanzioni durissime da parte della Fifa. E anche il Coni, dal canto suo, ha le mani legate: l’ipotesi commissariamento della Figc, infatti, al momento non sta né in cielo né in terra. L’unica opportunità per disinnescare la ‘bomba Tavecchio’ sarebbe un passo indietro del diretto interessato che, però, anche ieri ha ribadito di non volersi fare da parte in quanto sostenuto da tutte le leghe”. Con i numeri dalla sua parte, il presidente dei dilettanti è in una botte di ferro. Emblematico, in tal senso, il “no comment” di Malagò ai cronisti che gli chiedevano di prendere in mano la vicenda. Ciò non significa, tuttavia, che il numero uno dello sport italiano resti con le mani in mano: giovedì incontrerà entrambi i candidati separatamente. Proverà a far desistere Carlo Tavecchio?

Appello di Sel al Coni: “Commissariate la Federazione italiana gioco calcio”
Un’azione da parte del Coni è chiesta a gran voce da Sinistra, ecologia e libertà: “Le polemiche sul candidato Tavecchio e le sue incredibili parole intrise di razzismo, sono solo l’ultimo episodio di una lunga serie che conferma la crisi del calcio italiano”. Paolo Cento, presidente dell’assemblea nazionale di Sel, non ha dubbi: “C’è bisogno di una vera e propria rivoluzione che cambi tutto nello sport più popolare del nostro Paese. Malagò e il Coni – è l’appello dell’esponente di Sel – si assumano la responsabilità di andare ad un rapido commissariamento per favorire questo cambiamento“.

Si amplia in fronte interno anti-Tavecchio: Sassuolo e Brescia lo mollano
Nel frattempo, il fronte interno delle squadre che non sosterranno più Tavecchio si allarga. E non è tanto il numero quanto la portata delle defezioni che deve far riflettere. Oltre a Juventus e Roma (contro il numero uno della Lnd sin dal primo momento), negli ultimi giorni si sono defilate la Fiorentina del patron Della Valle (amico di Renzi) e la Sampdoria del neo presidente Ferrero. Il Cesena e l’Empoli, invece, che si erano accodate alla protesta, sono tornate sui loro passi. Oggi, però, ad annunciare voto contrario alla mozione Tavecchio sono stati Brescia (interessante: è la prima compagine di B a rompere) e soprattutto Sassuolo. “Il gruppo Mapei, proprietario dell’U.S. Sassuolo Calcio, fedele ai valori che ne hanno da sempre contraddistinto la presenza nel mondo dello sport, ritiene non più sostenibile la candidatura di Carlo Tavecchio” si legge nella nota diffusa dalla società del presidente Giorgio Squinzi. Che è anche il numero uno di Confindustria. Da sottolineare anche le parole dell’americano James Pallotta, presidente dell’As Roma. “Le parole di Tavecchio sono umilianti per l’Italia” ha detto lo statunitense, il quale si è detto “sorpreso che ci siano dei candidati che continuino ad offrirgli sostegno”.