Tre fiale di un siero sperimentale segreto per combattere il virus dell’Ebola sono state usate sui due medici missionari americani colpiti in Liberia. È la Cnn a darne notizia. Un rappresentante dei National Institutes of Health statunitense ha contattato l’organizzazione umanitaria per cui i due medici erano volontari per offrirgli un trattamento sperimentale, inviandogli tre fiale di siero in Liberia, nel tentativo in extremis di salvare i due operatori. Kent Brantly, 33 anni, il medico arrivato domenica negli Usa e le cui condizioni sono in “miglioramento”, è stato il primo a ricevere il prodotto. Il siero, che si chiama Zmapp e non è mai stato usato sugli essere umani, è stato messo a punto dalla azienda Mapp Biopharmaceutical Inc. I due pazienti erano stati informati della mancanza di sperimentazione del farmaco sull’uomo, anche se il prodotto aveva dato risultati promettenti sulle scimmie.

Secondo le fonti della Cnn, Brantly è stato il primo a ricevere il prodotto, visto che giovedì scorso le sue condizioni stavano peggiorando molto rapidamente e l’uomo non riusciva più a respirare. “Sto per morire“, aveva detto il medico alle persone intorno a lui. Il siero sarebbe stato infuso per endovena e nel giro di un’ora le condizioni del missionario sarebbero migliorate decisamente, la mattina dopo Bryant si sarebbe alzato sulle sue gambe ed avrebbe fatto anche una doccia. Miglioramenti che gli hanno permesso di affrontare sabato un viaggio verso gli Stati Uniti. Nancy Writebol, 59 anni, l’altra paziente americana attesa negli Usa nelle prossime ore, avrebbe ricevuto la stessa medicina domenica e anche le sue condizioni sarebbero in via di miglioramento.

La Cnn si sbilancia, quindi, sottolineando che il siero top secret sembra che abbia guarito i due cittadini americani, dal virus che ha ucciso oltre 700 persone in Africa occidentale. L’arrivo di entrambi i medici negli Stati Uniti ha scatenato proteste contro l’ospedale di Atlanta dove i due saranno in isolamento per il timore di diffusione del virus. L’ospedale ha rivolto quindi un appello agli americani a “mostrare compassione. Secondo i documenti dell’azienda, quattro scimmie infettate dal virus Ebola sono sopravvissute dopo aver ricevuto il trattamento entro 24 ore dal contagio. Si sono salvate anche le cavie a cui il siero è stato somministrato entro 48 ore, mentre una scimmia non trattata, è morta nel giro di cinque giorni.

Il composto del siero – secondo le fonti della Cnn – è un anticorpo monoclonale di tre topi: per crearlo alcuni topolini da laboratorio sarebbero stati esposti a frammenti del virus dell’Ebola. Gli anticorpi formatisi in risposta nell’organismo dei ratti sono stati successivamente ‘raccolti’ per mettere a punto il farmaco. Il funzionamento del siero consiste nel prevenire l’ingresso del virus della febbre emorragica in nuove cellule dell’organismo e quindi a impedire la diffusione dell’infezione nel corpo.  

Il virus dell’Ebola causa la febbre emorragica colpendo organi multipli e causando emorragie interne. Prima della inoculazione di Kent Brantly e Nancy Writebol – ha rivelato la Cnn – il siero era stato usato su scimmie a 24 ed a 48 ore dalla loro infezione con l’Ebola. Su Brantly il ritrovato è stato iniettato dopo 9 giorni dal contagio, ed il risultato secondo alcune fonti è stato “miracoloso”.  ZMapp non è stato approvato per uso su persone, ma è stato reso disponibile ai due missionari malati in Liberia con tutta probabilità sulla base del cosidetto “Atto compassionevole” della Food and drug Administration, un provvedimento che permette in casi eccezionali l’accesso a farmaci sperimentali al di fuori di test clinici. Sempre secondo la Cnn, il 30 Luglio, la “Defense Threat Reduction Agency”, braccio delle Forze Armate responsabile per le minacce chimiche e biologiche, ha approvato nuovi fondi per la azienda MAPP Biopharmaceutical, visti i “risultati promettenti”.