Si ingrossa la fronda dei club di serie A contraria alla candidatura di Carlo Tavecchio alla presidenza della Figc. E si genera così una vera e propria spaccatura. Dopo le dichiarazioni di Barbara Berlusconi e del presidente della Juventus Andrea Agnelli, oggi (10 luglio) è stata la volta di Roma e Napoli. Il presidente del club giallorosso James Pallotta si è affidato a una nota che non lascia spazio a interpretazioni: “Siamo assolutamente favorevoli all’assoluto rinnovamento di governance, regole e uomini, da affidare a personaggi autorevoli e indiscutibilmente distanti dalle logiche che fin qui hanno prodotto soluzioni. Regole e uomini che fino ad oggi hanno gestito il calcio italiano portandolo ad una perdita di credibilità ed interesse sul mercato domestico e ancora di più su quello internazionale”. Il candidato in pectore non viene mai citato, ma l’identikit dell’attuale numero uno della Lega Dilettanti rispecchia in pieno tutto quello che Pallotta non vuole.

De Laurentiis: “Cancro da estirpare”
Una bocciatura tout court, sposata sotto traccia anche da Aurelio De Laurentiis. A margine dell’apertura del parco a tema Cinecittà World, il presidente del Napoli ha detto di non avere candidati ma fotografa la situazione attuale come “un punto di non ritorno”. Poi spiega: “Mi auguro che il nuovo presidente federale sia un giovane di testa e veloce di pensiero. In grado di rinnovare il sistema calcio”. E affonda: “Non bisogna rinnegare il passato, ma aprire la porta al futuro. Non bisogna rattoppare ma eliminare il cancro e ricominciare da zero senza aver paura. Lo hanno fatto in Germania e Inghilterra, all’inizio hanno sofferto, poi il loro calcio è cambiato”. Per De Laurentiis il primo problema da eliminare è l’emigrazione della Lega Calcio a Milano, definitiva la causa di un impoverimento del dibattito calcistico, che oggi – secondo il numero uno del Napoli – sarebbe “monocratico” e senza il quale “non riusciremo mai a stabilire la vision e la mission del calcio”.

La conta in Serie A
Non citano mai Demetrio Albertini ma l’ex centrocampista del Milan, defilatosi negli ultimi giorni per non agitare le acque, corrisponde al profilo ricercato da una fetta di Serie A, oltre ad avere il gradimento di Assocalciatori e degli allenatori. Il “giovane con le idee chiare” è stato invocato da Barbara Berlusconi, Agnelli, Pallotta e De Laurentiis ma intercetterebbe anche i voti di Fiorentina, Empoli, Verona, Sassuolo e Cesena. Il nome di Tavecchio, 71 anni, sponsorizzato dall’altra metà del Milan (Galliani) e da Lotito, troverebbe l’assenso di Palermo, Chievo, Udinese, Parma, Palermo, Torino e Genoa. Indecise, al momento, sembrerebbero Inter e Cagliari, Sampdoria e Atalanta. Un guazzabuglio. Che potrebbe rendere infuocata l’assemblea di Lega in programma giovedì 17 con all’ordine del giorno anche “valutazioni e determinazioni inerenti l’elezione del presidente federale”.

I numeri in consiglio
Quanto vale il pacchetto di voti della Serie A, ora spaccata? Il 12 per cento, una quota maggiore solo ad arbitri (2), allenatori (10) e Lega B (5), che ha deciso di valutare sui programmi dei candidati ma sembrerebbe anche lei orientata su un volto nuovo. Ricapitolando: Tavecchio a oggi è certo del 34 per cento di voti portati in assemblea dalla Lega Dilettanti ed è ben visto dal presidente della Lega Pro Mario Macalli, non a caso ieri durissimo con Agnelli. In più pescherebbe voti sparsi nelle altre componenti.

Nomi a sorpresa e il rischio pantano
A conti fatti, lo spauracchio è una spaccatura totale con il rischio di non avere forza per riformare davvero il movimento o, peggio, d’essere commissariati dal Coni. Un’eventualità che non piace a nessuno, men che meno al governo che – secondo La Gazzetta dello Sport – spingerebbe per un “giovane con idee chiare che garantisca il cambiamento”. Circola informalmente il nome di Dino Zoff, che di anni ne ha 72 ma sarebbe una figura alla quale nessuno potrebbe opporre veti. Lo stesso ex portiere e allenatore della Nazionale italiana, all’indomani dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali, aveva però detto al Fatto Quotidiano: “Non fatemi parlare di politica. Rivera? Lo vedrei bene”. La situazione è tanto magmatica quanto esplosiva. Si prevede un agosto torrido.

Twitter: @AndreaTundo1