La giunta del sindaco di Livorno Filippo Nogarin (M5s) è stata ufficializzata dopo settimane di incertezze e “scivoloni” come un assessore nominato e revocato in un giorno. Ora c’è qualcuno che chiede di rimuovere altri tre assessori. La richiesta non viene avanzata da un partito dell’opposizione bensì dalla minoranza interna dei Cinque Stelle di Livorno: le fratture dei mesi scorsi e ricomposte in vista delle elezioni amministrative con la presentazione di una unica lista probabilmente non si sono saldate. Secondo i due meet-up “dissidenti” (“5 Stelle Livorno” e “Amici di Beppe Grillo Livorno”, rispettivamente 84 e 61 iscritti) la nomina di Giovanni Gordiani (che ha la delega all’ambiente), Serafino Fasulo (cultura) e Alessandro Aurigi (urbanistica) non sarebbero in linea con le regole e i principi cardine del Movimento 5 Stelle. In breve il primo si è candidato per una lista civica in un Comune della provincia di Pistoia, il secondo si candidò nel 2009 in una lista civica a Livorno, il terzo avrebbe lavorato anni fa con il sindaco. Rimpasto di giunta in vista, dunque? Niente affatto. Il sindaco (membro del terzo e ultimo meet-up livornese, il gruppo “Livorno5Stelle”: 499 iscritti tra i quali il vicesindaco Stella Sorgente e lo stesso Aurigi) conferma la propria “assoluta fiducia” nei confronti degli assessori scelti: “I membri della giunta – dice – godono del pieno sostegno di tutti i nostri 20 consiglieri comunali. Non c’è e non ci sarà alcun dibattito su questo. Non esiste alcun ‘caso giunta'”.

Il sindaco non ha affatto gradito la mossa dei due meet-up: “Preferisco non ribattere, ho ben altre cose a cui pensare. Questi sono solo pettegolezzi, riterrei più importante parlare di come stiamo lavorando per migliorare la città. Oggi ad esempio c’è stato un importante incontro all’Autorità Portuale. Sarebbe più opportuno parlare di queste cose”. Nogarin non sembra comunque disposto soltanto a incassare. E contrattacca: “Queste persone non possono parlare a nome del Movimento 5 Stelle. Mi sono consultato con dei legali e ho deciso di far partire una diffida: questi personaggi non hanno la delega per utilizzare il logo del Movimento e il nome di Beppe Grillo“.

Che cosa contesta nel dettaglio la minoranza grillina? I due meet-up chiedono di non portare in giunta chi abbia già cercato “un ‘posto al sole’ in altri partiti o amministrazioni precedenti”. A tal proposito si ricorda come Gordiani sia stato candidato alle elezioni amministrative 2014 di Cutigliano (Pistoia) tra le fila della lista civica “Bene in Comune” (8 voti). La candidatura alle elezioni 2014 – sottolineano i due meet-up – sarebbe uno dei motivi di esclusione dalla selezione pubblica con cui il Movimento 5 stelle ha proceduto alla scelta degli assessori (scelti tra 642 curricula). Un caso che assomiglia parecchio a quello di Simona Corradini, l’assessore nominato e poi “scaricato” nel giro di 24 ore poiché era stato scoperto che anch’essa si era candidata (per una lista civica, CittàDiversa) alle ultime elezioni comunali di Livorno. Gordiani ha precisato di essersi ritirato dalla competizione elettorale di Cutigliano “per divergenze metodologiche e di approccio”: il suo nome è poi rimasto in lista poichè la sua marcia indietro è avvenuta troppo tardi (“la griglia dei candidati era già stata ufficalizzata” spiega). “Non ho fatto campagna elettorale – ha aggiunto Gordiani – e non ho mai fatto attività politica pubblica per il Pd”. L’assessore all’ambiente è oggetto di polemiche anche per la sua tessera Pd. Il regolamento della selezione prevedeva infatti che si potessero candidare soltanto quei soggetti non tesserati con altri partiti da almeno 3 anni. I due meet-up riportano a tal proposito una recente dichiarazione del capogruppo Pd in Comune Marco Ruggeri da cui risulterebbe che Gordiani è rimasto iscritto ai Democratici fino allo scorso anno. “L’ultima tessera che ho ritirato risale al 2011” dichiara l’assessore. Una dichiarazione che contrasta però con quanto dichiarato al Tirreno dal segretario del Pd pistoiese Marco Niccolai: “Gordiani è rimasto iscritto al Pd fino al 2013”.

I due meet-up hanno poi puntato il dito anche contro la nomina di Fasulo neo-assessore alla Cultura. In questo caso non ci sarebbe alcuna “violazione formale”. L’assessore – viene fatto notare – si era però candidato alle “precedenti e non troppo lontane” elezioni amministrative del 2009 con la lista Livorno Città Aperta, vicina all’Arci locale e in appoggio all’ex sindaco Alessandro Cosimi. Senza contare che Fasulo – viene aggiunto – era già allora ritenuto uno dei possibili assessori. Critiche anche per la nomina dell’architetto Aurigi. Secondo la minoranza grillina l’incarico di assessore non dovrebbe essere affidato “a amici, familiari o persone di ‘fiducia’ collegate in modo diretto o indiretto al sindaco, ai suoi collaboratori e ai consiglieri”. A quanto si capisce il neoassessore all’urbanistica e “l’ingegner Nogarin” avrebbero in passato condiviso lo stesso studio professionale. I due meet-up parlano perciò di Aurigi come di “amico conclamato”. La guerra interna al mondo grillino non è ancora finita. Ma il sindaco Nogarin tira dritto: “