A distanza di un mese dal suo insediamento ufficiale e dopo alcune polemiche per lo slittamento dei tempi e qualche “scivolone”, il sindaco M5s di Livorno Filippo Nogarin è finalmente riuscito a definire la composizione della sua giunta (fino a oggi erano stati nominati soltanto il vicesindaco Stella Sorgente e l’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi). Spulciando i curricula degli assessori spuntano fuori lauree, dottorati di ricerca, specializzazioni e alcune esperienze all’estero. “E’ una giunta stellare – ha dichiarato soddisfatto Nogarin – il livello professionale e culturale è davvero molto alto. Fra loro ci sarà ampio dialogo: agiranno come un team”.

La squadra pentastellata è composta da sette assessori. Soltanto due (Sorgente e Aurigi) sono attivisti del Movimento 5 stelle. Gli altri? In gran parte assolutamente estranei al mondo della politica. L’ingegnere aerospaziale 43enne ha confermato che sarà seguito l’esempio di Parma: “Sindaco e assessori daranno un taglio del 10% alle proprie indennità. E’ un taglio simbolico, un semplice segnale alla cittadinanza. Niente di più”. Nogarin ha inoltre fatto un po’ di chiarezza sui numeri della selezione pubblica attraverso la quale sono stati scelti gli assessori: “Le mail arrivate sono state 965, i curricula ricevuti 642“. La giunta dell’era 5 Stelle è stata svelata e schierata al gran completo nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo civico.

Riflettori puntati soprattutto sulle 5 “new entry”. La 43enne Francesca Martini, avvocato amministrativo e esperta d’informatica, ha ricevuto la delega al personale, al lavoro e all’innovazione: “La parola d’ordine sarà massima trasparenza”. Il 44enne Nicola Perullo (professore di estetica presso l’Università degli Studi di Scienze gastronomiche e esperto di filosofia teoretica) si dovrà invece occupare di sport, turismo e folklore: “L’obiettivo sarà quello di sviluppare la cultura del turismo e dell’ospitalità. L’immagine di Livorno sarà valorizzata per attrarre sempre più turisti e risorse dall’estero. Il reperimento dei fondi? Prima bisogna avere idee forti e innovative, poi si potrà aspirare ai finanziamenti”.

Le delicate deleghe del sociale, sanità e emergenza abitativa sono state concentrate nelle mani dell’avvocato praticante 28enne di origini albanesi (“nata a Durazzo ma da 22 anni a Livorno”) Ina Dhimgjini: “E’ arrivato il momento di agire. Tutti i livornesi meritano risposte”. A occuparsi di ambiente e commercio sarà invece il 49enne Giovanni Gordiani (fino al 2011 tesserato Pd), consigliere giuridico alla direzione generale ambiente della Commissione europea: “L’ambiente non deve esser considerato come un peso bensì come un’opportunità. Livorno dovrà aprirsi al mondo. Gli obiettivi? Rifiuti zero e mobilità sostenibile”. A Serafino Fasulo, esperto di linguaggio audiovisivo e di cinema, la delega alla cultura: “Mi piacerebbe che in città si ritrovasse l’amore per questo settore: negli ultimi decenni purtroppo si è perso”.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Sorgente (“i miei primi giorni da vicesindaco? Già molto impegnativi”) e Aurigi (“vogliamo che i livornesi si innamorino di nuovo della loro città”). Per ultimare definitivamente il puzzle della giunta manca in realtà ancora un tassello fondamentale. Ancora non è infatti stato individuato l’assessore al bilancio. A quanto si capisce l’ufficializzazione della nomina è saltata nelle ultime ore. “Tutto era pronto, avevamo già individuato la persona giusta. Poche ore fa però – ha rivelato Nogarin ­ è arrivata la brutta notizia: il soggetto che avevamo selezionato è stato costretto a rinunciare per gravi motivi di salute. Siamo ancora scossi”. Per sapere a chi sarà affidata la delega al bilancio bisognerà perciò ancora aspettare qualche giorno.

A margine della conferenza stampa è stato chiesto al sindaco se intende ancora fermare il progetto del nuovo ospedale (la struttura verrebbe realizzata in un’area a sud della città). Nel novembre 2010 il referendum consultivo sulla questione (i tre quarti dei votanti si dichiarò contraria all’operazione edilizia) non aveva raggiunto il quorum (alle urne andò solo il 20% degli aventi diritto): “I risultati delle ultime elezioni amministrative sono dalla mia parte: la maggioranza dei livornesi non vuole che si costruisca un nuovo ospedale”. Al sindaco viene inoltre chiesto quali siano i rapporti con il governatore della Toscana Enrico Rossi, esponente di spicco dell’area sinistra del Pd. Sul tema della sanità locale i due sembrano essere parecchio distanti. “Rossi? Non l’ho ancora sentito – chiude Nogarin -­ è comunque solo una trentina di giorni che mi sono insediato. Spero a breve di potermi confrontare con lui”.