Indagato per concorso in frode sportiva il designatore degli arbitri di serie A e B Gianluca Rocchi. “Ho sempre agito correttamente”. E si autosospende
Un’inchiesta che riporta il calcio italiano indietro nel tempo ma che si muove dentro il presente fatto di Var (Assistente video dell’arbitro), tecnologia e protocolli. Secondo quanto riferisce l’agenzia Agi, il designatore degli arbitri di Serie A e B Gianluca Rocchi è indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di “concorso in frode sportiva”. Un’inchiesta confermata dallo stesso ex arbitro, che nella serata del 25 aprile ha fatto sapere di essersi autosospeso.
L’iscrizione si inserisce in un’indagine più ampia che punta a verificare se alcuni episodi arbitrali siano stati influenzati da interferenze esterne, in violazione delle regole che disciplinano l’utilizzo del Var. Un’ipotesi investigativa ancora tutta da dimostrare, ma che, per la sua natura, richiama inevitabilmente precedenti pesanti nella storia del calcio italiano. “Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura” afferma, in una dichiarazione all’Ansa il designatore.
“Conosco il signor Rocchi da anni, è una persona seria e corretta”. ha affermato l’avvocato Antonio D’Avirro, del foro di Firenze. Rocchi ha ricevuto nelle scorse ore dalla Procura di Milano un invito a comparire per il 30 aprile. “Al momento non posso fare dichiarazioni, perché devo studiare le carte – aggiunge il legale – Posso però dire che il mio assistito, con cui ho parlato, contesta quel che gli viene addebitato nell’invito a comparire”.
Il caso Udinese-Parma e il video di Lissone
Al centro dell’inchiesta – sempre secondo quanto ricostruito – c’è una data precisa: primo marzo 2025. La partita è Udinese-Parma, nel campionato poi vinto dal Napoli al fotofinish sull’Inter. Teatro dell’episodio è la sala Var di Lissone. Un video, acquisito dagli inquirenti e visionato dall’agenzia, documenta le discussioni tra gli arbitri davanti a un episodio di “possibile mano”. Dalle immagini emerge come l’arbitro al Var Daniele Paterna inizialmente sembri orientato a escludere il rigore: “Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo”.
Poi qualcosa cambia. Paterna si gira improvvisamente e, dal labiale, chiede: “È rigore?”. Subito dopo comunica all’arbitro in campo Fabio Maresca: “Un attimo Fabio, controllo l’APP… È possibile calcio di rigore, Fabio, ti consiglio on field review per possibile calcio di rigore”. Il penalty verrà poi assegnato. La domanda degli investigatori è cruciale: con chi stava interagendo Paterna? Secondo l’ipotesi contenuta in un esposto presentato da Domenico Rocca – poi archiviato dalla giustizia sportiva – il designatore Rocchi si sarebbe alzato per “bussare” sul vetro della sala Var, attirando l’attenzione degli arbitri.
La posizione di Paterna e l’accusa di falsa testimonianza
Lo stesso Paterna è stato ascoltato nei mesi scorsi come testimone. Tuttavia, durante l’interrogatorio, la sua posizione è cambiata: alla luce anche del video, il pubblico ministero ha ritenuto che non stesse dicendo la verità e gli ha contestato il reato di falsa testimonianza, iscrivendolo nel registro degli indagati. Un passaggio che segna un punto delicato dell’indagine, perché riguarda direttamente la credibilità delle ricostruzioni fornite dagli ufficiali di gara. Il regolamento è chiaro: la sala Var deve essere un ambiente isolato. La porta deve restare chiusa e nessuno può entrare o interferire con le decisioni degli arbitri. Tuttavia, la presenza di una vetrata consente visibilità dall’esterno.
Proprio su questo punto si sono concentrate le tensioni tra Associazione Italiana Arbitri e Figc. Dopo le segnalazioni, l’allora presidente dell’Associazione italiani arbitri (Aia), Antonio Zappi, trasmise gli atti alla Procura federale e introdusse un cambio di regolamento: chiunque si recasse a Lissone – compreso Rocchi – avrebbe dovuto redigere una relazione dettagliata sulle attività svolte. Da quel momento, secondo quanto riferito, nessuno del team del designatore si sarebbe più recato nella sala Var. La Figc ha inoltre intensificato i controlli inviando propri ispettori. I rapporti tra i vertici arbitrali e federali si sarebbero progressivamente deteriorati, fino a ipotizzare una possibile scissione della Commissione arbitri nazionale (Can) di Serie A dall’Aia.
Il precedente Inter-Verona
Tra gli episodi al vaglio degli inquirenti compare anche Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. Sotto osservazione una gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni ai danni di Duda. Il dialogo tra l’arbitro Michael Fabbri e il Var Luigi Nasca – reso pubblico in un incontro a Coverciano – mostra una gestione concitata dell’episodio. Nonostante il contatto, non viene disposto un “on field review” e il gol decisivo di Frattesi viene convalidato. Secondo l’ipotesi investigativa riportata dall’AGI, uno degli indagati avrebbe “omesso di chiamare ‘on field review’ al momento del fallo intenzionale”, avvenuto lontano dall’azione ma immediatamente precedente alla rete decisiva. Gli inquirenti stanno analizzando diverse partite del campionato scorso per verificare eventuali anomalie nei protocolli Var e possibili condizionamenti. Al momento, l’indagine è in fase preliminare e dovrà chiarire se i comportamenti contestati integrino reati, illeciti sportivi o non abbiano rilevanza penale.
La procura generale dello Sport
Il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer – come riporta l’Ansa – ha chiesto a Giuseppe Chinè, responsabile della Procura della Federcalcio che archiviò gli atti trasmessi dall’Aia una relazione immediata.
Intanto l’ex presidente dell’Aia Marcello Nicchi all’Adnkronos dichiara: “Rocchi indagato per frode sportiva? Si, ho visto la notizia. Cerchiamo ora di vedere cosa c’è. Rocchi sereno? Ci mancherebbe che non lo fosse. È un periodo che ci sono tante cose da fare e da prevedere, ma la situazione è quella che è. Gli arbitri in questo momento avrebbero bisogno di essere aiutati e supportatti, ma se si continua con queste storie si va poco lontano. Speriamo che sia fatta chiarezza, ma con la preparazione ai Mondiali, l’Aia con il presidente inibito, la Figc con il presidente dimissionario che va verso le elezioni, gli arbitri che non fanno più parte del Consiglio federale, non sono buone notizie. Ci sono tante storie, ma sembra che nessuno se ne sia reso conto. Io sono qua, ascolto, vedo, osservo e sento, ma mi piacerebbe che qualcuno prendesse delle decisioni. Vedo un po’ tutti interdetti. Ho fatto 12 anni il presidente dell’Aia, oltre che 55 anni l’arbitro, mai avuto un problema. È triste, soffro a vedere quanto sta succedendo”.